Le città a 40 gradi. La Rimini di domani tra desigillazione del suolo con interventi diffusi
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10 Agosto 2026
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Il caldo anomalo che anomalo non è più e una città che progetta il suo futuro accelerando su linee di sviluppo urbano e ambientale che già sono un metodo di lavoro del presente, su tutte la desigillazione del suolo e il potenziamento delle infrastrutture verdi, tra foreste urbane e muri e tetti green. Sono queste due tra le principali direttrici contenute nel piano del verde del Comune di Rimini, lo strumento di pianificazione di medio e lungo periodo affidato ad Anthea e che, integrato con le politiche ambientali, sociali e urbanistiche dell’Amministrazione, assume un valore strategico determinante nell’individuare le azioni necessarie per favorire la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, a partire proprio dal caldo estremo.
“L’estate torrida che stiamo vivendo ha posto alla ribalta del dibattito pubblico, anche in Italia, la necessità di ripensare il disegno della città in considerazione del verificarsi di ondate di calore sempre più intense e prolungate – sottolinea l’assessora alla transizione ecologica del Comune di Rimini Anna Montini – Una questione che Rimini ha posto non solo come cardine del suo Piano del verde, ma che di fatto è già elemento prioritario nella progettazione e attuazione delle opere pubbliche, e che quindi già oggi ci permette di testare e mettere in pratica piccole e grandi azioni che modelleranno la città del futuro”.
“La desigillazione del suolo, cioè la rimozione dell’asfalto e del cemento a favore di pavimentazioni drenanti e naturali, è oggi ritenuta una tra le principali pratiche per promuovere l’adattamento climatico. Rimini in questo caso può vantare un esempio emblematico grazie al Parco del mare, che solo per la parte sud ha permesso di rendere permeabili 92mila metri quadrati di superficie prima cementata, aumentando la capacità di assorbimento delle acque e riducendo il rischio di creazione di isole di calore. Facendo una facile comparazione, sono stati eliminati oltre 22 campi da calcio in cemento da un’area strategica come il lungomare.
Superfici impermeabili prima dell'intervento (mq) | Superfici impermeabili post intervento (mq) | Differenza superfici impermeabili (mq) | |
Tratto 1 | 16.646 | 6.256 | -10.390 |
Tratto 2 | 13.991 | 6.470 | -7.521 |
Tratto 3 | 17.004 | 5.148 | -11.856 |
Tratto 6 | 13.687 | 2.155 | -11.532 |
Tratto 7 | 42.664 | 3.351 | -39.313 |
Tratto 8 | 16.548 | 4.729 | -11.819 |
TOTALE | 120.540 | 28.109 | -92.431 |
Va citato a tal proposito anche l’abbattimento dell'ex colonia Enel, avvenuto pochi mesi fa dopo l’acquisizione dell’immobile da parte del Comune di Rimini, con un guadagno ambientale in termini di superficie permeabile di 2.100 mq.
Ma ci sono tanti altri interventi puntuali, forse meno visibili ma altrettanto rilevanti, che dimostrano come questo approccio possa essere applicato in maniera diffusa. Penso agli interventi di depavimentazione accompagnati dalla piantumazione di alberi e arbusti realizzati in via Euterpe, viale Madrid, viale Lugano, via Tristano e Isotta o al Parco don Tonino Bello a Viserba, esempi che rappresentano il modello su cui vogliamo lavorare. L’obiettivo è quello di prevedere la desigillazione delle aree a standard e a parcheggio nelle nuove opere pubbliche e nelle opere private, per intervenire in maniera capillare sul territorio.
Capillarità che va perseguita oltre che nella rinaturalizzazione del suolo anche per il potenziamento delle infrastrutture verdi: oltre all’incremento del patrimonio arboreo, già in corso sia nelle aree urbane sia in quelle periurbane, si andrà verso l’inserimento di piccoli polmoni verdi diffusi, così come verso l’ampliamento delle aree verdi accessibili e attrezzate nei quartieri (vedi la sperimentazione avviata delle oasi climatiche). Proseguiremo anche nella diffusione del verde verticale e pensile (tetti e muri green), interventi puntuali e spesso circoscritti ma di grande impatto. Abbiamo già gli esempi dell’inverdimento delle mura che delineano il tracciato del Metromare, in futuro si pensa a verde pensile e ad ombreggio in corrispondenza dei vicoli del centro storico. Sempre in centro storico pensiamo anche di intervenire con il posizionamento di alberi in alcuni luoghi o piazze più frequentati ed esposti al sole, per favorirne la vivibilità e l’accessibilità anche nella stagione più calda ed evitare la creazione di isole di calore”.
