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Inclusione scolastica: il modello riminese 0-19 anni in cifre

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Descrizione breve
Oltre 7 milioni investiti, 578 persone seguite, 197 mila ore e 77 plessi coinvolti.
Data:

18 Giugno 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Descrizione

Le novità: archivio individuale, analista del comportamento ed educatore di plesso.

Oltre 7 milioni di euro investiti dal Comune di Rimini per l’inclusione scolastica ed extrascolastica – di cui circa 4 milioni destinati al servizio pubblico scolastico 0-19 anni – 578 minorenni seguiti, 196.705 ore educative, 255 educatrici ed educatori e 77 plessi coinvolti. Sono i dati del Report annuale del Servizio di supporto all’inclusione scolastica, presentato a dirigenti scolastici, docenti ed educatrici/educatori e curato dalla RTI Millepiedi – CAD – Proges. 

Dentro questi numeri si riconosce la cifra del modello riminese: ogni bambina e ogni bambino partecipa alle gite, ai laboratori, alle uscite didattiche, grazie a una presenza educativa continua che garantisce partecipazione reale in ogni contesto.

È un sistema cresciuto negli anni fino a diventare ciò che oggi si può definire “Modello Rimini dell’inclusione”: un sostegno che non si ferma alla classe, ma accompagna la persona minorenne nei servizi del territorio e nei centri estivi, assicurando continuità e evitando ripartenze da zero.

Il cuore del modello è semplice: non lasciare mai sola e solo chi ha bisogno di supporto. Per questo oltre un centinaio di ragazze e ragazzi vengono seguitə anche fuori dalla scuola, nei gruppi educativi e nei progetti individuali. L’inclusione prosegue nei pomeriggi, nei weekend, nei mesi estivi.

Elemento distintivo è l’Archivio Digitale Individuale, memoria educativa condivisa che raccoglie il percorso della persona minorenne dalla prima infanzia alle superiori, permettendo a educatrici/educatori, insegnanti e servizi di lavorare con informazioni aggiornate e senza dispersioni, sia sul lavoro svolto a scuola sia sulle attività nei contesti educativi e socializzanti esterni.

Accanto alla dimensione educativa opera la componente specialistica: analiste e analisti del comportamento che supportano le scuole nella lettura dei segnali e nella prevenzione dei problemi comportamentali. Nelle superiori il lavoro si estende alla transizione alla vita adulta, con laboratori sull’autodeterminazione, bilanci delle competenze e video curriculum.

A tenere insieme il sistema c’è una macchina organizzativa consolidata: educatrici ed educatori di plesso, équipe che dialogano con i corpi docenti, coordinatrici e coordinatori che garantiscono continuità. Le scuole, nei questionari, parlano di professionalità e collaborazione.

« Rimini – afferma la vicesindaca Chiara Bellini – ha scelto di investire non solo risorse economiche, ma una visione precisa: nessuna bambina, nessun bambino, nessunə ragazzə deve restare indietro. L’inclusione non è un servizio accessorio, è un patto della città con le sue giovani generazioni. L’Archivio Digitale, la supervisione clinica, la transizione alla vita adulta e l’integrazione con l’extrascuola sono gli strumenti di un modello che mette al centro le persone, non le procedure. Continueremo a rafforzarlo con convinzione, perché ciascunə possa crescere con dignità, pari opportunità e rispetto.».

Ultimo aggiornamento:

18/06/2026, 14:21