Servizi educativi: dalla Bulgaria a Rimini per conoscere le buone pratiche inclusive
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12 Maggio 2026
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Una delegazione di docenti provenienti dalla Bulgaria, accompagnata dai Servizi educativi del Comune di Rimini, ha visitato la scuola “Bertola” per approfondire da vicino le esperienze italiane nel campo dell’inclusione scolastica, nell’ambito dei progetti Erasmus+ dedicati alle buone pratiche europee.
Nel corso dell’incontro è emerso un elemento di particolare interesse: la Bulgaria sta attraversando una fase di transizione verso modelli educativi più inclusivi, dopo una lunga tradizione di classi e scuole separate per studenti con disabilità. Il percorso di innovazione e di allineamento agli standard europei è in pieno sviluppo, e le esperienze italiane - in particolare quelle del sistema riminese - hanno suscitato grande attenzione per l’approccio integrato, la collaborazione tra servizi e la qualità delle pratiche adottate.
La visita ha rappresentato un momento di confronto operativo sulle metodologie adottate dall’istituto riminese, riconosciuto per l’attenzione costante ai percorsi inclusivi e alle attività rivolte agli alunni con bisogni educativi speciali. Gli insegnanti bulgari hanno espresso apprezzamento per l’accoglienza ricevuta e per l’organizzazione e la qualità del lavoro svolto quotidianamente dalla scuola. L’obiettivo è favorire la conoscenza diretta delle esperienze italiane più significative nel campo dell’inclusione e della partecipazione educativa.
La delegazione era composta da docenti dei centri per ragazze e ragazzi con disabilità TSOP Plovdiv e TSOP Velingrad, oltre che della scuola “Sveti Kliment Ohridski” di Debren. Gli istituti sono impegnati in progetti di mobilità Erasmus+ KA121, focalizzati sul tema delle “Buone pratiche europee di scuola inclusiva”.
“La formazione continua, l’aggiornamento professionale, la ricerca pedagogica e gli scambi internazionali – sottolinea la vicesindaca Chiara Bellini -sono elementi centrali nella crescita dei nostri servizi educativi. Il confronto con realtà come quella bulgara, oggi impegnata in un importante percorso di innovazione verso modelli più inclusivi, conferma il valore del lavoro svolto a Rimini e la responsabilità che abbiamo nel condividere l’esperienza quotidiana di tante insegnanti, educatrici, educatori e pedagogiste e pedagogisti.”



