Dispersione scolastica: Rimini sceglie il dialogo e l’ascolto, con interventi mirati
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28 Gennaio 2026
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Il Comune di Rimini ha avviato e sta portando avanti in queste settimane una verifica puntuale sulle posizioni dei minori che risultano non iscritti o non in regola con la frequenza scolastica. Le segnalazioni sono arrivate al sindaco, che ha immediatamente coinvolto i servizi educativi comunali per ricostruire ogni situazione in modo accurato, trasparente e rispettoso delle peculiarità emerse dalle diverse famiglie.
Un metodo semplice e diretto: chiamare tutte le famiglie
Gli uffici hanno scelto un approccio chiaro: contattare, una ad una, tutte le famiglie, verificare la situazione reale e incrociare i dati con le scuole e, quando necessario, con i servizi sociali di prossimità. Un lavoro fatto di telefonate, colloqui e ascolto, che parte dal presupposto che dietro ogni posizione ci sia una storia diversa.
“Il nostro obiettivo è capire, non punire – spiega la vicesindaca Chiara Bellini –. Prima di parlare di sanzioni vogliamo incontrare le famiglie, ascoltare e ricostruire i percorsi. La scuola è un diritto e un dovere, e va sostenuta con accompagnamento e dialogo”.
Questo metodo ha già permesso di chiarire le posizioni, quasi la totalità, riportando i minori a frequentare la scuola senza dover ricorrere all’iter repressivo o penale, previsto solo come extrema ratio dalla normativa nazionale.
Banche dati non aggiornate e molti casi già risolti
Le oltre cento posizioni inizialmente emerse derivano da banche dati nazionali che non sempre si aggiornano in tempo reale. Dalle verifiche è emerso che:
• molti studenti erano iscritti in altre scuole, oppure avevano già ripreso a frequentare • diverse famiglie si erano trasferite • alcuni nuclei erano rientrati nei Paesi d’origine • altri casi riguardavano l’educazione parentale
A oggi, non più di cinque situazioni restano aperte e sono in fase di ammonimento e diffida, come previsto dalla legge, prima dell’eventuale segnalazione alla Procura della Repubblica.
Il decreto Caivano e le differenze territoriali
“L’attuale quadro normativo – in particolare il cosiddetto decreto Caivano – è stato costruito dal Governo su situazioni estreme e molto specifiche, come quelle del territorio di Caivano, caratterizzate da dinamiche sociali eccezionali. È evidente – sottolinea Chiara Bellini – che si tratta di un provvedimento nato per rispondere a un contesto molto particolare. Applicarlo in modo uniforme a tutta Italia rischia di offrire una lettura parziale e distorta della realtà. Le condizioni sociali cambiano da regione a regione, da provincia a provincia, persino da quartiere a quartiere”.
La linea del Comune: prevenzione, ascolto, collaborazione
La strategia di Rimini si fonda su tre pilastri:
• dialogo diretto con le famiglie, prima di ogni altra cosa
• collaborazione con scuole e servizi sociali, per ricostruire i casi più delicati
• interventi personalizzati, perché ogni situazione richiede risposte diverse
“Contrastare evasione ed elusione scolastica – conclude Bellini – significa costruire ponti, non muri. La repressione non risolve i problemi: li sposta. Il dialogo, invece, permette di riportare i ragazzi a scuola e di sostenere davvero le famiglie”.
Le verifiche proseguiranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di chiudere ogni posizione e accompagnare tutti i minori verso un percorso scolastico regolare.
