Inaugurazione Fellini Museum: dichiarazione del Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi

Sarà come entrare in un flusso di immagini vive, in un film dove, attraverso lo stupore e la fantasia, sarà possibile non tanto ricordare, ma rievocare e rivivere lo spirito del cinema di Fellini.

Sarà come entrare in un flusso di immagini vive, in un film dove, attraverso lo stupore e la fantasia, sarà possibile non tanto ricordare, ma rievocare e rivivere lo spirito del cinema di Fellini.

Un invito al sogno a cui domani, con l’apertura delle sale del Fellini museum all’interno di Castel Sismondo, saranno chiamati riminesi e turisti. Un museo del cinema, che sarà il vero protagonista di un percorso sensoriale, emotivo e multimediale dedicato all’opera di Federico Fellini.

Un cortocircuito di immagini e suoni che metteranno al centro non la memoria – certo, ci sarà anche questo – ma la materia viva del sogno felliniano, il suo cinema, riproposto in maniera inedita e originale. Cinque ore e mezzo di materiali audiovisivi, più della metà frutto di estratti da film e documentari ottenuti grazie agli accordi raggiunti con le grandi case di produzione e i detentori dei diritti, da Mediaset a Cristaldi, da Grimaldi a Gaumont, Titanus, fino Rai cinema, Istituto Luce.

Il frutto di un lavoro intenso, lungo e corale che, in virtù di questi accordi, ci ha messo nelle condizioni di mettere in dialogo i film con un repertorio audiovisivo unico, attraverso un percorso nel flusso creativo dell’opera di Fellini.

Questo sarà lo spirito identitario delle sale che apriremo domani, a cui poi saranno affiancate una parte più documentale e un’altra più “tradizionale”.

Della prima farà parte una mole senza precedenti di materiale che abbiamo digitalizzato per essere fruibile attraverso postazioni dedicate ai visitatori. Centinaia di documenti e approfondimenti che per la prima volta saranno resi fruibili alla consultazione archivistica, digitale e cartacea. Della seconda saranno protagonisti invece i disegni di scena originali, gli abiti di Danilo Damiani, gli oggetti e le foto di scena, i taccuini di Nino Rota.

Una sorta di laboratorio dell’immaginazione aperto e dinamico in cui, attraverso sedici stanze, ognuno potrà rivivere il sogno e la magia, come in un film. Basterà chiudere gli occhi, aprire i sensi, e tornare bambini.

Ultimo aggiornamento

19/08/2021, 14:21