Il Progetto di co-housing "Turchetta“ compie un anno e guarda al futuro
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17 Settembre 2026
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Descrizione
Il Progetto "Turchetta", l’innovativa iniziativa di cohousing sociale per favorire l'autonomia e l'inclusione di giovani con disabilità, compie oggi un anno. Quello che era partito come percorso sperimentale per l'autonomia abitativa oggi è molto di più: una casa vissuta, una storia di crescita e soprattutto una storia di amicizia. E si appresta a proseguire la sperimentazione per un altro anno.
Oggi la casa di via Popilia - di proprietà dell'ASP Valloni Marecchia e ristrutturata sia grazie a fondi nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia tramite risorse messe a disposizione dall'ASP Valloni Marecchia- ospita 6 ragazzi che, accompagnati dagli educatori, condividono spazi, tempi e responsabilità. Per loro è stato un anno intenso, scandito da settimane di convivenza, di apprendimento quotidiano e piccoli grandi passi verso l’autonomia.
In questi dodici mesi i ragazzi hanno consolidato competenze fondamentali per la vita indipendente: fare la spesa, cucinare, pulire, prendersi cura degli spazi comuni, gestire la lavanderia e le piccole incombenze domestiche. Ognuno ha trovato il proprio ruolo all'interno del gruppo e il supporto reciproco è diventato spontaneo e naturale. Chi è più abile ai fornelli guida gli altri nella preparazione della cena, chi è più attento all'ordine organizza le pulizie. Non è più solo un esercizio didattico, è la gestione di una casa che sentono davvero come loro.
Tra le tante storie di questo primo anno sperimentale, ce n'è una che fotografa alla perfezione cosa significhi Turchetta.
Uno dei ragazzi, ha deciso di vivere questa nuova fase del progetto fino in fondo. Non ha portato solo l'essenziale per la permanenza in casa, ma ha portato la sua vita intera nella casa. È arrivato con la PlayStation per le serate insieme agli altri, con il suo aspirapolvere per dare una mano nelle pulizie, con il lettino da spiaggia per godersi il sole in giardino nelle ore libere, con la chitarra elettrica per suonare.
La sua stanza non è più una stanza di passaggio, è la sua stanza. Il segno più bello di appartenenza e di fiducia: il desiderio di portare pezzi della propria quotidianità e delle proprie passioni in un luogo che ormai sente come proprio. E per il resto del gruppo è diventato uno stimolo ulteriore a fare lo stesso, a sentirsi parte di qualcosa di condiviso.
Se la casa è la palestra, la città è il banco di prova. E la conquista più significativa di questo anno è proprio fuori dalle mura di Turchetta: oggi i ragazzi escono da soli, si organizzano per andare insieme al cinema, si dirigono in bicicletta o con l’autobus nel luogo di lavoro, si fermano per un aperitivo al bar: gesti apparentemente semplici, che rappresentano invece traguardi enormi di autonomia, inclusione e autodeterminazione. Durante l'anno si è creato un legame autentico, solido, fatto di supporto nelle difficoltà, di incoraggiamento reciproco e di condivisione. Si aiutano quando qualcosa è difficile, si sostengono nei momenti di stanchezza, festeggiano insieme ogni conquista. L'amicizia è diventata il motore dell'autonomia.
Turchetta conferma così la sua doppia anima: da un lato progetto concreto per le autonomie, dall'altro luogo di relazioni umane, dove la vita indipendente non è mai solitudine, ma si costruisce insieme, giorno dopo giorno.
Un modello che guarda al futuro e che dimostra come investire sull’autonomia dei ragazzi significa regalare loro una vita migliore, più dignitosa e piena di opportunità, dando anche un grande aiuto alle loro famiglie.
