Dal Museo della città al museo per la città: la Giunta candida ai fondi del Pnrr il progetto per un polo culturale più accessibile e senza barriere

Avvio dei lavori previsto per l’estate del prossimo anno.

Avvio dei lavori previsto per l’estate del prossimo anno.

“Dal Museo della città al museo per la città: gli spazi esterni e interni del museo come luoghi inclusivi e senza barriere” è il nome del progetto approvato ieri dalla Giunta e che sarà candidato ai finanziamenti messi a disposizione dal Pnrr attraverso un bando del Ministero della Cultura. Un nome che racchiude gli obiettivi principali di un intervento mirato a garantire un’accessibilità allargata del Museo della Città, inteso come polo museale e culturale che abbraccia l’ala antica e ala moderna del Museo, il Giardino Khaled al-Asaad (con i resti delle mura romane) e la futura sezione ragazzi della Biblioteca Gambalunga, che nel prossimo futuro potrebbe trovare sede nella Palazzina ex Casa della Pace. L’intervento proposto sposa le linee guida del bando pubblicato del Ministero, volto a finanziare i progetti che portino “un tangibile miglioramento delle condizioni di accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva dei luoghi della cultura”, eliminando dunque quelle barriere di ostacolo all’inclusività e alla fruizione allargata degli spazi museali e in parallelo “con un positivo ed elevato impatto sulla promozione dello sviluppo culturale, scientifico, ambientale, educativo, economico e sociale”.  

Il progetto di fattibilità approvato dalla Giunta consentirà dunque di proseguire nel percorso di valorizzazione del Museo della Città, attraverso una serie di interventi che oltre a migliorarne l’accessibilità andando a superare le barriere architettoniche, serviranno a favorire il dialogo del polo museale con il contesto urbano, aprendosi alla città.  

In particolare al giardino sarà restituito il ruolo di spazio di connessione dei diversi elementi del complesso monumentale, diventando crocevia dei percorsi di accesso dall’esterno e di fruizione interni, tramite nuovi gate di ingresso completamente accessibili ed architettonicamente connotati.  Il giardino, luogo della cultura in quanto sito di rilevanza archeologica, diventerà percorso cognitivo ed esperienziale, oltre che luogo di sosta, ristoro, attività didattica all’aperto. Si interverrà a tale scopo anche sull’immagine architettonica dell’ingresso al polo museale, permettendone una immediata individuazione e con interventi di messa in sicurezza della recinzione e dei cancelli d’ingresso. La riqualificazione interesserà anche il verde, con alberi e arbusti che diventeranno elementi caratterizzanti i percorsi, e comprende anche la realizzazione di nuovo sistema di illuminazione notturna e di aree per la sosta fruibili per tutti. Si propone inoltre una valorizzazione delle mura, con la formazione di "asole archeologiche” per una maggiore visibilità. 

L’accessibilità sarà garantita dalla realizzazione di interventi strutturali sui percorsi di ingresso alla struttura (marciapiedi, viottoli, rampe ecc.), a cui si affiancherà il posizionamento di una nuova segnaletica lungo i percorsi esterni e di sistemi informativi e di comunicazione digitale. Strumenti per consentire una fruizione ampliata che saranno introdotti anche all’interno dei percorsi museali, con dispositivi e arredi che consentano un'esperienza di visita autonoma per la più larga parte dei visitatori. Saranno ad esempio rivisti gli apparti didascalici tradizionali e sarà messa a disposizione dei visitatori un’app che consentirà di avere un ausilio informativo multimediale e multisensoriale. Saranno inoltre allestiti percorsi tattili o con dispositivi sonori basate su nuove tecnologie utili ad esaltare le percezioni multisensoriali di non vedenti e ipovedenti. Non da ultimo è prevista l’implementazione del sito web dei Musei, a partire dal design responsive per arrivare alla possibilità di accedere a database open access delle opere e del patrimonio informativo, per assicurare la fruizione ampliata e la produzione di contenuti culturali anche in una logica partecipativa.  

L’intervento che si candida ai fondi del Pnrr ha un valore di circa 2,5 milioni di euro con l’avvio dei lavori previsto per l’estate del prossimo anno, in linea con i tempi dettati dal bando ministeriale.  

Il progetto rappresenta un ulteriore tassello di quel processo di rinnovamento del Museo cittadino e che a breve compirà un ulteriore step con l’avvio del percorso di valorizzazione del Trecento riminese, con i primi lavori previsti tra gennaio e febbraio 2023. L’obiettivo è di creare una sezione scientificamente accurata e pregiata negli allestimenti, progettando una rimodulazione dei percorsi museali e delle modalità di fruizione delle opere con il supporto di tecnologie immersive e interattive.  

Ultimo aggiornamento

04/08/2022, 14:48