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Amadeus, l'ironia e il disincanto di una moderna tragicommedia sull’invidia

Dettagli

Descrizione breve
Al Teatro Galli da venerdì 13 a domenica 15 marzo
Data:

11 Marzo 2026

Tempo di lettura:

3 minuti

Descrizione

Il testo di Peter Shaffer reso immortale dal film di Milos Forman arriva da venerdì 13 a domenica 15 marzo al Teatro Galli per la regia di Bruni/Frongia.

Mozart e Salieri, un intreccio tra storia e leggenda. Amadeus di Peter Shaffer, nella versione registica di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia prodotta dal Teatro dell’Elfo, arriva al Teatro Galli da venerdì 13 a domenica 15 marzo (ore 21, domenica ore 16), riportando in auge la storia conosciuta (ma alla quale gli storici non accreditano nessun fondamento) resa universalmente celebre dal famoso lungometraggio di Milos Forman (1985, 8 premi Oscar).

La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo attinge probabilmente da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri che per la prima volta ci racconta questa favola: Antonio Salieri, maturo e affermato musicista, avvelena per invidia il giovane genio Mozart. Salieri è uno dei più famosi compositori della sua epoca, artista raffinato, stimato e riconosciuto. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio: devozione in cambio di successo Mozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono fonte di meraviglia. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra.

La produzione del Teatro dell’Elfo esalta la forza del testo, vera e propria favola allegorica sull’invidia, che ha il ritmo, la profondità e la tensione di un classico, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso, un sogno che piano piano assume i contorni perturbanti di un incubo, con i lampi di ironia e disincanto di una moderna tragicommedia.

La scena è un salone che il delirio di Salieri trasforma in labirinto. Il ritratto di un passato non più ricomponibile attraverso la ragione, dal quale i personaggi emergono come marionette, vestite dagli abiti di un ‘700 immaginario creato da Antonio Marraspremio Ubu 2025 per i migliori costumi - sullo sfondo delle proiezioni fantasmagoriche di una lanterna magica.

Il Salieri interpretato da Ferdinando Bruni è un uomo che, credendosi prediletto da Dio, si ritrova a odiare profondamente il segno della vera grazia divina: Mozart. E poiché non può eguagliarlo, cerca di distruggerlo. A ogni costo. Daniele Fedeli è un Mozart giovane, infantile e sfacciato, la cui arte sublime diventa insopportabile proprio per la sua inconsapevolezza.

Lo spettacolo parla della solitudine del talento, dell’ambizione che divora, dell’invidia, ma anche dell’ammirazione mista a sgomento che ci prende al cospetto di un genio. E della domanda che attraversa il tempo: quanto può costare la mediocrità di fronte al genio?

La replica di venerdì 13 marzo sarà audiodescritta per coloro che partecipano al progetto Teatro No Limits, realizzato in collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì, che che offre la possibilità anche ai non vedenti e agli ipovedenti di poter godere appieno delle emozioni di uno spettacolo dal vivo. 

Ulteriori informazioni sul sito del Teatro Galli

Ultimo aggiornamento:

11/03/2026, 14:04