Il Distretto socio-sanitario di Rimini mette in campo la figura del supervisore per evitare episodi di burnout tra gli operatori sociali

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L’Assessore comunale Gianfreda: “il benessere psicologico dei lavoratori è fondamentale per tutelare la salute mentale delle persone e accrescere la qualità del lavoro nel suo insieme”

L’importanza della supervisione nell’azione professionale, dagli assistenti sociali agli operatori, è largamente presente in letteratura per la sua collocazione strategica nel sistema dei servizi. Secondo delle recenti analisi statistiche condotte a livello nazionale, infatti, ben più della metà dei lavoratori, di qualsiasi tipologia di organizzazione si tratti, ha provato almeno un sintomo correlato al burnout, che si caratterizza sostanzialmente per una sensazione di sfinimento, una riduzione dell’efficienza nel lavoro, un distacco verso la propria attività e un eccesso di stress. Una situazione emotiva da parte del lavoratore o della lavoratrice che ha un impatto negativo sia sulla persona che la vive che sulla qualità del lavoro nel suo insieme.

Proprio per questo il Distretto socio-sanitario di Rimini Nord ha messo in campo la figura del supervisore verso gli assistenti impiegati nei servizi sociali dell’Ambito territoriale e altre figure come psicologi, educatori professionali, pedagogisti ed educatori pedagogici.

La supervisione professionale si configura come un peculiare profilo di confronto che riguarda la rielaborazione delle dinamiche relazionali e dei vissuti degli operatori sociali attraverso un percorso di gruppo.

Si tratta, infatti, di un percorso di riflessione costruttiva rispetto alle difficoltà, alle fatiche e ai problemi, sia nell’ambito delle relazioni con le persone beneficiarie degli interventi professionali, sia con riferimento al contesto generale, all’organizzazione e al gruppo di lavoro.

Nello specifico gli obiettivi sono: rafforzamento della identità professionale individuale; elaborazione dei vissuti emotivi degli assistenti sociali e in generale degli operatori sociali; ristrutturazione degli strumenti relazionali e comunicativi; dare spazio, attraverso l’esperienza di gruppo, alla riflessione condivisa; valorizzazione, attraverso la possibilità di raccontarsi, delle strategie adottate, delle buone pratiche messe in atto, delle capacità di problem solving utilizzate; orientamento dell’attività alla raccolta di dati e di stimoli, anche come base per future iniziative di sistematizzazione delle conoscenze e delle esperienze e ricerca. 

ll supervisore, va detto, deve essere appartenente alla stessa professione del gruppo di supervisionati. 

“Il benessere psicologico degli operatori del sociale, così come in generale dei professionisti, è un tassello indispensabile per garantire la qualità del lavoro, affinchè si creino spazi di lavoro sereni, piacevoli e capaci di mettere in luce le potenzialità del lavoratore - è il commento di Kristian Gianfreda, Assessore alla Protezione sociale del Comune di Rimini e Presidente del Distretto socio-sanitario di Rimini Nord -. Senso di appartenenza, equilibrio vita-lavoro, relazioni interpersonali positive con i colleghi e il contesto: sono tutti elementi centrali per salvaguardare il benessere delle persone e valorizzare le loro risorse”.

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Ultimo aggiornamento

15/05/2023, 17:31