Si inaugura venerdì 5 agosto la mostra "Sui monti la via breve è da vetta a vetta" con opere di Chiara Maria Suraci e Santiago Sambuci

Mostra a cura di Linda Spagnolo Corso. Rimini, Museo della Città /Ala Nuova Secondo Piano, 5 -26 agosto 2022 (opening: venerdì 5 agosto ore 18).

Mostra a cura di Linda Spagnolo Corso. Rimini, Museo della Città /Ala Nuova Secondo Piano, 5 -26 agosto 2022 (opening: venerdì 5 agosto ore 18).

Si inaugura venerdì 5 agosto alle ore 18 al Museo della Città di Rimini al secondo piano dell’Ala Nuova la mostra SUI MONTI LA VIA PIÙ BREVE È DA VETTA A VETTA con opere di Chiara Maria Suraci Santiago Sambuci, giovani artisti, studenti del Naba, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (Dipartimento Pittura e Arti visive). Verranno esposte in dialogo pitture su tela di grande formato dalla forte gestualità pittorica (Santiago Sambuci) e oggetti tridimensionali in terracotta riferiti a rituali di antica sacralità e a parti simboliche del corpo (Chiara Maria Suraci).

Alleati in questo progetto comune, Suraci e Sambuci si misurano negli ampi e luminosi ambienti di questo spazio riminese che è stato, a partire dagli anni ‘30 del ‘900 sino agli anni ‘60, un padiglione ospedaliero, per poi divenire, in seguito, luogo prediletto per le esposizioni temporanee di arte contemporanea. I due artisti hanno voluto innescare una relazione aperta con questo ambiente custode di memorie, alternando le loro opere in un percorso fluido, con un intervento installativo che svela la gestazione della loro ricerca attraverso una disposizione di segni e progetti come un’ architettura creativa e vitale. Una citazione tratta da Così parlò Zarathustra diviene titolo del progetto alludendo all’anelito per un cammino capace di travalicare gli ostacoli. 

Da una parte il tema del corpo e dei suoi feticci, l’impronta femminile e germinatrice di vita, ancestrale e sacrale, dall’altra, in un contro canto, le grandi tele dal segno pittorico aperto e gestuale che scoprono l’approccio alla vita e trascrivono l’esperienza vissuta. I lavori proposti sono il frutto di una integrazione tra due linguaggi, quello della pittura e quello della manipolazione della materia che trasforma l’argilla in scultura, capaci di tradursi in un dispositivo efficace e di porsi come testi leggibili.

Senza dimenticare che l’indeterminazione, l’apertura dell’opera, la continua produzione di nuove forme e il rinnovamento della fruizione sono alcuni dei presupposti divenuti fondamentali per una lettura dell’arte contemporanea. Aiutano a grattarne la scorza difficile  del primo impatto e a consentire di avvicinarsi ai tanti linguaggi attuali, ponendo le basi per quella che a tutti gli effetti si può considerare una ‘filosofia positiva’ delle arti contemporanee.

L’opera artistica, oggi, séguita a esistere non più e non solo come oggetto, ma come azione coinvolgente in grado di instaurare una relazione con l’osservatore trasformandolo in un fruitore attivo. Questa è l’operazione che è stata perseguita dai due artisti in un’ottica ancora di sperimentazione e di alunnato, sollecitati e seguiti dai docenti Adrian Paci e Marco Scotini, Visual Arts Department head dell’Accademia di Milano.

La mostra resterà aperta al pubblico sino al 26 agosto 2022 osservando il seguente orario:

tutti i giorni 10-12,30 e 16 -19, mercoledì e venerdì anche dalle 21 alle 23.  

Chiuso lunedì.

Ingresso libero.

Ultimo aggiornamento

04/08/2022, 16:18