Scuole chiuse ad eccezione dei bambini da 0 a 6 anni che potranno continuare in presenza e senza la mascherina. Si intensifica il protocollo di sicurezza nelle scuole comunali

Con l’inizio della zona arancione scuro - previsto da domani 2 marzo, per 15 giorni - i Comuni, la Ausl e la Regione hanno disposto la chiusura delle scuole a causa della crescita dei contagi riscontrata negli ultimi giorni.

Con l’inizio della zona arancione scuro - previsto da domani 2 marzo, per 15 giorni - i Comuni, la Ausl e la Regione hanno disposto la chiusura delle scuole a causa della crescita dei contagi riscontrata negli ultimi giorni.

Com’è accaduto già in precedenza questo obbligo non riguarderà i nidi e le scuole di infanzia in quanto i bambini da 0 a 6 anni potranno continuare - anche per le scuole comunali - in presenza e senza la mascherina.

Una scelta che però viene fatta mantenendo alta la guarda come accaduto finora. Tutto l’apparto organizzativo del Comune continuerà a garantire - com’è accaduto in questi mesi - un funzionamento costante, degli obblighi e dei protocolli di sicurezza che le circostanze impongono, con ancora maggiore scrupolo e attenzione. Si confermano in pratica tutti i protocolli messi in campo finora: igienizzazione e pulizie ogni giorno; chiusura delle sezioni, nell’eventualità di un contagio, seguendo le indicazioni dell’ASL; tempestiva sanificazione specifica nei luoghi dove si sviluppava un contagio; informative alle famiglie per tenerle aggiornate su tutte le decisioni che man mano si evolvono; attuazione di tutte le regole previste per l’apertura dei plessi scolastici.  Un impegno davvero importante diversificato in diversi ambiti d’intervento con l’elaborazione di precisi protocolli di sicurezza per i flussi di ingresso, le mense, i trasporti scolastici ecc. allo scopo di adattare i servizi alle esigenze normative anti-contagio. Funzioni necessarie, come noto, messe in campo senza mai perdere di vista le finalità di indirizzo politico che l’amministrazione aveva intrapreso prima del Covid.

“Questa ultime norme ancora più stingenti – spiega Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini – ci mettono difronte al tema delle vaccinazioni per tutto il personale che opera nelle nostre scuole e nei nidi. Vaccinazioni che sono adesso ancora più urgenti in quanto sono gli unici a garantire in presenza la continuazione delle attività. Un tema che è emerso anche da un recente confronto che abbiamo avuto con le parti sindacali. Per questo rinnoviamo la già intensa collaborazione con l’AUSL DPS, attraverso la quale il Comune di Rimini ha fornito anche tutto l’ausilio amministrativo necessario a svolgere le attività quotidiane di contatto e comunicazione con le famiglie. Un impegno che ha facilitato il lavoro dell’AUSL, per curare in modo particolare i rapporti con le famiglie dei 1800 minori che frequentano le scuole e nidi comunali. Sono sempre di più gli insegnanti che mi segnalano la loro professionale disponibilità ad essere vaccinate per continuare questo impegno nella sicurezza di entrambe le famiglie, quella che hanno a casa e quella che hanno a scuola. Il Comune di Rimini poi, per quanto di sua competenza, darà continuità educativa in favore degli studenti disabili o che hanno bisogni educativi speciali, per garantire loro tutto il sostegno necessario da parte degli educatori, sia per coloro che sceglieranno di frequentare, che per quelli che decidono di restare a casa e seguire le lezioni tramite la didattica a distanza.”

Ultimo aggiornamento

26/04/2021, 09:59