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Festival Voci dell’Anima 2026 XXIV edizione NULLA DA PERDERE

Dettagli

Descrizione breve
Teatro degli Atti 21-27 settembre 2026 - Teatro e Danza
Data:

15 Settembre 2026

Tempo di lettura:

12 minuti

Descrizione

Giunge alla sua XXIV edizione il Festival Voci dell’Anima che si svolgerà dal 21 al 27 settembre al Teatro degli Atti di Rimini, diretto da Maurizio Argan e Alessandro Carli, ideato e promosso da Teatro della Centena con ResExtensa, in collaborazione con Comune di Rimini. L’edizione 2026 si realizza con il contributo della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Libera Rimini, Ermo Colle, Teatro del Cerchio di Parma, Hotel Villa Lalla, Wellness Week e La Fiaschetteria del Re.

Nulla da perdere è il titolo della nuova edizione composta da 14 spettacoli di teatro e danza,selezionati su 118 candidature pervenute, reading di poesia, incontri, laboratori che offrono nuovi e differenti sguardi sulla realtà arricchendo, grazie alle proprie intenzioni e agli esiti ottenuti dalla rassegna, la proposta teatrale di Rimini.  Il Festival è dedicato a Laura Fontana, dirigente dell’Assessorato alla Cultura - Direzione dei Teatri del Comune di Rimini, figura centrale per la vita culturale di Rimini, scomparsa nel gennaio 2026, da sempre vicina al Festival.

 

«Un teatro che non offre risposte immediate, ma apre domande - scrivono i direttori artistici Maurizio Argan e Alessandro Carli - Un teatro che non cerca necessariamente il consenso del pubblico, quanto piuttosto la sua partecipazione, la sua attenzione, il suo disorientamento. È il teatro di ricerca, terreno di sperimentazione dove linguaggi, corpi, immagini e parole si incontrano per mettere in discussione le forme consuete della scena. In questo spazio di libertà si colloca la nostra rassegna, un appuntamento dedicato alle nuove drammaturgie e alle pratiche sceniche contemporanee. La cifra più interessante del teatro di ricerca è forse proprio il rischio. Rischiare significa abbandonare formule consolidate, accettare l’errore, sperimentare strutture narrative non lineari e lasciare spazio all’imprevisto. ‘Nulla da perdere’ è questo. È anche questo».

 

«Apertura, partecipazione, sperimentazione sono alcune delle parole che da quasi un quarto di secolo descrivono il Festival Voci dell’Anima, una rassegna che l’Amministrazione accompagna e sostiene sin dalla sua nascita – sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Rimini Michele Lari –. La pluralità di forme artistiche e di temi portati in scena, l’attenzione alle compagnie emergenti, lo sguardo attento e critico sul mondo fanno di questa rassegna un prezioso tassello di una composita proposta teatrale che guarda con sempre maggiore profondità ai linguaggi del contemporaneo e che si alimenta degli stimoli e delle proposte che arrivano da questo e da altri progetti. Ringrazio la direzione artistica per l’omaggio a Laura Fontana, che nel corso degli anni ha sempre affiancato e si è presa cura delle molteplici voci del nostro panorama artistico, lei che è stata voce dell’anima del nostro teatro».

 

 

ANIMALI DA PALCO

Tutte le serate avranno inizio, come consuetudine, alleore 20.30 con gli Animali da Palco, reading di poesia i cui testi, originali o rielaborati, favorendo giovani autori e attori del territorio, verranno interpretati dalle voci di Loredana Scianna e Teresio Troll, insieme ai suoni di Toni Salvatori, e ai loro ospiti cheintrodurranno le serate del Festival davanti ad un leggio e quattro scritti, interpretando le ‘creature ribelli’ dalla poesia italiana alle lingue dialettali. Dalla poesia alla canzone di protesta, dagli isolati ai maledetti di qualsiasi lingua e paese.

 

GLI SPETTACOLI

Come sempre il Festival presenterà al Teatro degli Atti tutti i giorni, a partire dalle ore 20.30, dopo gli Animali da Palco, più spettacoli nella stessa seratache si susseguiranno fino alle ore 23.

Grande attesa per lo spettacolo di inaugurazione del Festival, lunedì 21 settembre (ore 21)conTre studi per una crocifissionedi e con Danio Manfredini, uno dei più grandi artisti della scena contemporanea, unaproduzione Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale.Tre studi per una crocifissione è un lavoro del 1992 che affronta il tema della marginalità attraverso tre figure emblematiche del panorama sociale dell’epoca. Il primo studio è ambientato in uno spazio psichiatrico in cui un paziente, circondato da sedie vuote, dialoga con le presenze che hanno accompagnato la sua vita. Il secondo studio, ispirato a Un anno con tredici lune di Rainer Werner Fassbinder, segue il percorso di un orfano che, nel tentativo di ricevere l’amore promesso da un uomo, si sottopone all’intervento chirurgico per cambiare sesso. Il terzo studio, ispirato a La notte poco prima della foresta di Bernard-Marie Koltès, mette in scena uno straniero in una città europea: lo sradicamento dalla sua terra lo mette davanti a un paesaggio metropolitano molto diverso dal paese di provenienza.

 

Martedì 22 settembre in sequenza, dalle ore 21, saranno presentati due spettacoli. Ad aprire sarà Vorrei morire non so come fare di quotidianacom, di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni, vincitore del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” 2025. Tira è un lui. Molla una lei. Stanno procedendo incredibilmente vivi verso la morte, anche se la citano con desiderio. Ma è forse solo una curiosità capricciosa. Analizzano e inventano il reale, sovrapponendosi alle vite di altri per affiorare, sbeffeggiati, da se stessi. Si scambiano parole, domande essenziali che generano discorsi spiantati, ma se si vigilasse si aprirebbero fenditure sull’estensione della loro giornaliera concretezza. Le cose ordinarie entrano nel mulinello dei dubbi radicali, il raziocinio oscilla serrato, sverniciato da un’ironia che reclama rettitudine. Tira e Molla ampliano la logica del loro ragionare; temporanee risposte a domande fameliche, nello “studio” caliginoso del definitivo.

Seguirà Biscotti bigustodi e con Arianna Gambaccini, una produzione Teatro Menzatì, il racconto, apparentemente ingenuo, del dolore sopportabile nella vita di una persona giudicata strana dalla comunità a cui appartiene. È il racconto dei padri che impongono ai figli se sedere fra le vittime o i carnefici. Ma se il perbenismo diventa il tappeto sotto cui nascondere la piaga della morale purulenta di provincia, quanto tempo ci mette la vittima a diventare carnefice?Biscotti Bigusto, come le due parti insite in ognuno di noi: bianca e nera, buona e cattiva. Prevale sempre quella che lasciamo più alla luce prima di ingoiarcela.

 

In occasione della Giornata della Legalità, in collaborazione con Libera Rimini, mercoledì 23 settembre (ore 21) sarà presentato Atto di dolore di e con Riccardo Lanzarone, musiche originali di Valerio Daniele, una produzione Solares Fondazione delle Arti - Teatro delle Briciole, col sostegno di Trac Residenze Teatrali - Factory Compagnia Transadriatica. Nato in una famiglia affiliata a Cosa Nostra, Leonardo Vitale, il 29 marzo 1973, si presentò alla questura di Palermo e dichiarò che stava attraversando una crisi religiosa e intendeva cominciare una nuova vita. Si autoaccusò di due omicidi, di un tentato omicidio, di estorsione e di altri reati minori, facendo i nomi di Salvatore Riina, Giuseppe Calò, Vito Ciancimino ed altri mafiosi, collegandoli a precise circostanze, e rivelò per primo l'esistenza di una "Commissione", descrivendo il rito di iniziazione di Cosa Nostra e l'organizzazione di una famiglia mafiosa. Quelle dichiarazioni lo trasformarono nel primo e ultimo “pentito di mafia”.

Alle ore 22il Teatro dei Cipis presenta Non è stata la mano di Dio.In memoria di Don Peppe Dianadi e con Corrado la Grasta,con il patrocinio Comitato don Peppe Diana.Lo spettacolo racconta le vicende attorno all'omicidio di don Peppe Diana. A raccontarlo è Beppe, un uomo della comunità di Casal di Principe, che ha subito una mutilazione della mano, avvenuta in quel maledetto 19 marzo 1994. Il suo è un viaggio nella memoria di quegli anni, attraverso la conoscenza di mani operose come quelle di don Pino Puglisi, di Oscar Romero e di don Tonino Bello. La narrazione si sviluppa in nove capitoli, con l'obbiettivo di ricordare il martirio di don Peppe, di raccontarlo a chi non lo ha conosciuto per età o per provenienza geografica, portando alla luce la terribile macchina del fango posta in essere dalla camorra affinché l’impegno di don Peppe non divenisse un esempio per il popolo.

 

Giovedì 24 settembre (ore 21)andrà in scenaUn altro giorno ancora. Sui passi di Renata Fonte uno spettacolo di e con Angela De Gaetano, voice over Ippolito Chiarello, Fabio Tinella, Graziano Giannuzzi, Dario Rizzelloe gli allievi Benedetta Ala, Rocco Buono, Karola Nestola, Andrea Romanazzi, unaproduzione Factory Impresa Transadriatica. Una donna forte, esemplare, sta tornando a casa dopo aver svolto il suo dovere in Consiglio comunale, a cui si era presentata con la febbre, pur di non venire meno all’impegno con la sua coscienza, con le persone, con la sua terra. Nel silenzio quieto di una sera di primavera, tre colpi di pistola feriscono l’aria e la vita di una giovane donna, i cui passi non smetteranno di risuonare.

Alle ore 22 la Compagnia Garbuggino/Ventriglia presenta Altre Stanze di e con Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia, uno spettacolo in movimento in cui le stanze entrano in "altre" stanze, i sogni in altri sogni, i suoni in altri suoni. Un pensiero, anche, sul senso dell’espressione artistica: sulle forme che emergono in relazione ai contenuti, sulla corrente sotterranea che continua ad alimentarne la necessità. Le stanze sono abitate da due “über-personaggi” che si sfiorano senza vedersi, osservando una veduta di mondo delle idee estremamente concreta, con il puro gusto che sta nel travisare ogni segno, osservandone il disfarsi. E solo il teatro, questo teatro, può riuscire a figurarlo.

 

Una serata ancora di teatro è quella di venerdì 25 settembre (ore 21)conLi troveremo dovunque andranno di e con Ilaria Gelmi,regia di Dario Garofalo, con la collaborazione del Teatro del Piccioneeil sostegno del Teatro Evento, del Festival Montagne Racconta e del TIQU di Genova.Argentina 1976 -1983. Molte persone, non in linea con il regime militare, vengono internate in centri clandestini, torturate e fatte sparire. Una intera generazione eliminata. Un italiano, migrato da ragazzino in Argentina, risulta aver partecipato alla carneficina e poi, in Italia, trova un luogo dove rifugiarsi e poter vivere libero sebbene sia ricercato dall'Interpol per crimini contro l'umanità. Il racconto si distende, sussulta, invade gli spazi e i tempi, il presente e il passato, l’Italia e l’Argentina, come un unico “luogo” in cui l’umanità si è potuta esprimere, mostrare per quella che è, rivelare la sua, la nostranatura.

Alle ore 22 Resextensa Dance Company presenta Mors, ideazione e direzione artistica Elisa Barucchieri, coreografia Elisa Barucchieri e Moreno Guadalupi, con il contributo di Fabiana Mangialardi e delle danzatrici Veronica Biondini, Francesca De Chirico, Vera Sticchi, Federica Vitellozzi, musica originale diFrancesco Dracca – Circo Teatro Pachamama. Mors è un viaggio nel cuore del mito, dove il morso, il veleno e la danza si fondono in un unico atto di conoscenza. Tre danzatrici incarnano la Dea Una e Trina, evocando l’archetipo del morso, gli animali simbolici del Sud - ragno, scorpione, serpente - e il viaggio attraverso la soglia. Un corpo collettivo attraversa un rito di passaggio, intrecciando trance, precisione e poesia. Il suono vivo, la tessitura coreografica e la densità simbolica fanno di Mors un momento di immersione mitologica e sensoriale.

 

Sabato 26 settembre alle ore 21 B.E.A.T. Teatro presenta Queen Bidet di Fabio Casano, con Chiarastella Sorrentino, regia di Gennaro Maresca. È il 1789, cade la monarchia francese e Maria Antonietta viene giustiziata. A Napoli, Maria Carolina, sua sorella, si fa portavoce dell’universale: integra in sé i contrasti della massa, l’individuo in rivolta con il suo doppio. Porta davanti alla massa l’oggetto che la identifica. Il suo meraviglioso trono: un bidet, da lei tanto desiderato, come il potere, l’essere donna e amante e madre.

Alle ore 22 segue il Teatro Dallarmadio con Il Virile in Vinile (La massa è sfinita), di e con Fabio Marceddu e Antonello Murgia,regia di Antonello Murgia, vincitore del Premio Museo Cervi 2026.Il Virile in vinile è uno spettacolo che fa da specchio ai tempi che viviamo. Uno spettacolo da ascoltare oltre che da vedere. Concerto di parole, musica, corpo, una dedica allo sfinimento visibile e invisibile, una restituzione specchiata e specchiante della attuale distrazione di massa. Un concerto di parole che si affida alle “marcette” del passato (che non è mai passato) e alla nostalgia che si traveste di nuove forme sonore e visive. Il Virile in vinile mette in scenauna laica rappresentazione della rappresentazione (fatta di nulla) del nostro presente, la rappresentazione di una partita disumana rigidamente regolata dalla sregolatezza.

 

Ultima giornata di Festival domenica 27 settembre. Alleore 21 la Compagnia Ilaria Drago presenta SIMONE WEIL, concerto poetico, testi, elaborazione poetica e voce-live electronics di Ilaria Drago, musiche originali e sonorizzazioni di Marco Guidi. Vincitore della X edizione del Festival Voci dell’Anima e del premio Traetta della critica, è una rilettura in forma contemporanea di una delle più grandi pensatrici, filosofe e poetesse del secolo scorso, un progetto in forma di concerto-poetico utilizzando strumentazioni elettroniche dal vivo, musica e rielaborazioni drammaturgiche. La forma che prende il concerto poetico è quella di una lunga lettera, l'ultima che si "ascolta ma non si legge" e che Simone scrive al suo unico amico e confidente, Padre Perrin, ripercorrendo le tappe principali della sua breve vita. La voce di Ilaria Drago si intreccia, si costruisce e corre parallelamente, alle note, suoni, rumori del musicista e compositore Marco Guidi, creando un unicum significante.

Alleore 22 HUNT_CdC presenta If not now, never, coreografia di Loris Petrillo, con i danzatori Leonardo Carletti, Camilla Perugini, Giorgia Perugini, Elisa Ricagni, Giosy Sampaolo. Nel bicentenario de L’Infinito di Giacomo Leopardi, un omaggio al poeta e all’immensa eredità artistica e umana che ha lasciato. Fondato sulla sua insaziabile sete di vita, impossibile da soddisfare a causa dell’angoscia insita nel suo animo, in qualche modo legata al suo corpo deforme che gli impedì di godere appieno delle gioie della vita, che giunse a sbiadire le colorazioni della vita uniformandole sotto il velo unico del dolore. Unica via di fuga rimane l’immaginazione, che L’Infinito esalta proprio nel suo ruolo fondamentale: la creazione di una realtà infinita che sappia placare, il desiderio altrettanto infinito dell’uomo. A questo Loris Petrillo si è ispirato in questa creazione, delineando i tratti di una natura umana incapace di rispondere a se stessa.

Alle ore 22.30 la Compagnia Giovani Danzatori Aulòs presenta IO sono ORNELLA, regia e coreografia di Veronica Bagnolini, direzione artistica di Marilena Salvatore. Un viaggio coreografico di 13 minuti interpretato da 15 giovani danzatori, ispirato alla figura di Ornella Vanoni, artista iconica che ha attraversato epoche, mode e trasformazioni culturali mantenendo sempre intatta la propria autenticità. Le coreografie ripercorrono simbolicamente le tappe più significative della sua evoluzione umana e artistica: dalla spensieratezza della giovinezza all’audacia anticonformista, dal fascino sofisticato alla piena consapevolezza di sé. Ornella Vanoni come simbolo di una femminilità libera, moderna e mai sottomessa, una donna che ha saputo interpretare il cambiamento dei costumi e della società, diventando negli anni un riferimento di eleganza, stile e indipendenza.

Al termine della serata si svolgerà la Premiazione dei vincitori di Voci dell’Anima 2026.

 

LABORATORI

Nella settimana del festival si svolgeranno due laboratori. Il 21 e 22 settembre, nella Sala del Balletto del Teatro Galli, Kea Tonetti terrà La danza dell’anima, seminario di Danza Butoh e pratiche di Danza Sensibile®. Il training proposto intreccia, in modo organico ed originale, pratiche di Danza Sensibile® con pratiche preparatorie alla Danza Butoh permettendo di risvegliare il movimento nell’ascolto dei messaggi del corpo, nutrire il proprio radicamento, rilasciare le tensioni, risvegliare l’energia vitale, esplorare i movimenti sottili che nascono dallo scheletro e sostengono la danza.

Dal 21 al 23 settembre, nel Foyer del Teatro degli Atti, avrà luogo L’arte di non sapere, laboratorio di sguardo sugli spettacoli con e per spettatrici e spettatori, ideato e condotto dal critico Michele Pascarella. Il laboratorio nasce da una scommessa: che per incontrare davvero un’opera, una persona o un frammento di mondo sia necessario rinunciare, almeno per un momento, alla rassicurante comodità delle proprie certezze. Guardare, raccontare, accorgersi: il laboratorio sarà un semplice e concreto esercizio di apertura. Un tentativo di fare spazio a ciò che ancora non conosciamo e che, proprio per questo, può nutrirci.

 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Teatro degli Atti - Via Cairoli 42, Rimini

Email teatrodellacentena@pianoterra.org - Cell. 333 8870576 - FB @Voci dell’Anima 2026

Orario spettacoli: dalle ore 20.30 alle 23.00 (con accesso a inizio serata).

Ingresso intera serata 8 Euro, escluso lunedì 21 settembre (18 Euro) e domenica 27 settembre (10 Euro).

 

Ufficio Stampa Raffaella Ilari

Cell. 333 4301603, raffaella.ilari@gmail.com

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