Conclusa la quarta edizione di supernova.
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11 Maggio 2026
5 minuti
Descrizione
Performance, teatro, danza, cinema, musica, workshop e incontri hanno composto un articolato paesaggio nutrito da voci tra le più rilevanti della scena artistica nazionale e internazionale. Le prime nazionali di Ayoub di Marina Otero e Umunyana di Cedric Mizero, uno sguardo attento alla scena italiana sperimentale che ha convocato artiste e artisti con percorsi consolidati insieme alle generazioni più giovani e la commistione di linguaggi, da sempre tratto caratteristico di Supernova, sono stati motivo di riflessione per interrogare un presente sempre più articolato e oscuro, per osservare i cambiamenti e sovvertire prospettive convenzionali. L’immagine della mangrovia, guida di questa edizione, ha fatto emergere le visioni che le artiste e gli artisti hanno condiviso come un groviglio, una confederazione non gerarchica e vitale di visioni, corpi, spazi che semplicemente non obbediscono e si rigenerano nell’assemblaggio.
Nel segno delle intricate radici della mangrovia al cuore di questa edizione c’è stata un’espansione ancora più fluida nella città, frutto di convergenza e alleanze con spazi indipendenti e istituzionali. Supernova ha abitato, come di consueto, il Teatro Galli e tutte le sue sale, dal palcoscenico “rovesciato” della sala principale, che nel momento finale dello spettacolo di Marina Otero si è spalancato agli spettatori sui palchetti illuminati della platea, al foyer, che quest’anno ha ospitato il bookshop della libreria The Bookroom e l'E’BAL corner, dedicato al progetto di valorizzazione della danza contemporanea di ATER Fondazione, e che ha accolto il preludio magico di Umunyana di Cedric Mizero, alla sala Ressi attraversata da tanti danzatori e danzatrici sino alla sala musica e balletto, che hanno ospitato prove, workshop e lo spettacolo finale di Cristina Rizzo, che doveva essere l’Anfiteatro Roimano ma causa del maltempo ha trovato una nuova conformazione in questa bella sala. Nella città supernova è esplosa in Piazza Tre Martiri con Foresta Umana di Claudio Gasparotto, e si è poi propagata a Primo Piano Art Gallery (ringraziamo particolarmente i curatori per l’entusiasmo e la disponibilità), sul terrazzo del Museo della Città, nel Cinema Fulgor, la Cappella Petrangolini, La Crocina. Anche Casa Motus ha accolto il percorso tentacolare di Supernova, che sta particolarmente a cuore alla direzione artistica, per scoprire e riscoprire attraverso la lente del contemporaneo come abitare altrimenti la città.
“Quest’anno c’era il desiderio iniziale di lavorare sul tema dell’incanto (nella scelta dei vari spettacoli del programma), poi la mangrovia ci ha avvolto e trasportato… Ma, come ci hanno detto tanti spettatori e spettatrici che hanno seguito con continuità queste giornate, il passaggio stesso da un’opera all’altra ha avuto speciale armonia e incantata bellezza. I fili dei tessuti di biishoss o quelli che legano le splendide corna utilizzate da Cedric in scena, così come le trame dorate di Muna che hanno “cucito” quel piccolo gioiello cittadino che è la cappella Petrangolini, hanno tenuto insieme la drammaturgia decoloniale di Supernova, tanto che le opere tutte sono andate a creare un unico splendido arazzo. In questo “happening collettivo” lo sguardo animale, quieto e minaccioso al tempo stesso, ma sempre ribelle a tutte le gabbie (anche quelle dorate del teatro) ci ha accompagnato e fatto più volte commuovere: dai latrati disperati di Federica Rosellini, a quelli dei branchi di lupi in Paraflu di Inverno Muto, al piccolo cane al centro della sala Ressi nel progetto immersivo della Depetris, sino allo scuotersi disumano e demoniaco di Vincent Giampino. La rabbia animale e scomposta di Marina Otero ha poi trascinato tutta la grande platea di Supernova nella sua voglia di ballare l’impotenza ma al tempo stesso di dire un forte e chiaro NO ai compromessi delle istituzioni culturali con i sionisti assassini. E di questi tempi ci vuole coraggio per farlo, un coraggio animale.
La domenica mattina a casa Motus l’incanto si è materializzato nell’incontro/dialogo fra due artisti che hanno non poco faticato per arrivare in Italia dal Ruanda e dalla Palestina come Cedric e biishoss: in un momento di vero convivio, baratto e gioiosa condivisione di alimenti magicamente “recuperati e intessuti” da Ivan Fantini, si è ipotizzata una nuova rete autarchica e stravagante di case d’artista nel mondo… Resistenza e radicamento.
A dare vita a supernova, artisti della scena nazionale: Invernomuto con Michela de Mattei e Low Jack, Movimento Centrale Danza & Teatro con Davide Tura, Fabritia D’Intino e Agnese Banti, Federica Rosellini, Michela Depetris, Royal Divorce, Muna Mussie e Massimo Carozzi, Vincent Giampino, Industria Indipendente, Quotidianacom, Cristina Kristal Rizzo.
Anche quest’anno a supernova diversi ospiti internazionali da paesi che stanno vivendo situazioni assai complesse: Mohammed Hadia (biishoss) (Palestina), Abdullah Miniawy (Egitto), Marina Otero (Argentina/Spagna), Cedric Mizero (Ruanda).
Tre i workshop gratuiti e aperti a tutti: quello di Mohammed Hadia (biishoss) che ha curato anche l’installazione we have to sing for the sea’s defeat within us con le studentesse del Corso di Laurea Magistrale in Fashion Studies del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Il laboratorio dal titolo Internationalising your practice a cura di Lucien Lambertz e Sarah Plochl (Germania) e The first breath on earth and its subsequent sublime collapse a cura di Royal Divorce che ha avuto il suo esito finale nello spazio della Primo Piano Art Gallery.
La quarta edizione di Supernova si chiude con un bilancio decisamente positivo. Tra appuntamenti gratuiti e a pagamento, la rassegna ha proposto 12 spettacoli — di cui 2 prime nazionali —, 3 laboratori, 3 proiezioni e 2 talk, registrando diversi sold out nel corso del programma.
La manifestazione ha coinvolto un pubblico numeroso e partecipato, composto sia dalla comunità riminese sia da spettatori arrivati da altre città. Significativa anche la presenza di operatori del settore, che hanno raggiunto la rassegna da tutta Italia e dall’estero.


