Cento anni di vita e di storia, nonna Giuseppina spegne le candeline al Nodo Territoriale di Salute Rimini Sud
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17 Aprile 2026
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Questa mattina, nella sede del nodo territoriale di Salute Rimini Sud di Miramare, si è svolta una festa d’eccezione per celebrare i cento anni di Giuseppina Andruccioli, che porta con sé un secolo di storia, di fatiche, di passioni e di vita vissuta con intensità. A rendere ancora più solenne la ricorrenza, la presenza del sindaco Jamil Sadegholvaad, che ha voluto essere personalmente al fianco della centenaria per consegnarle un mazzo di fiori e porgerle gli auguri più sentiti a nome suo e dell’intera Amministrazione comunale.
La festa ha riunito attorno a nonna Giuseppina i suoi 2 figlie, nipoti e amici, insieme alle assistenti sociali e alle infermiere che quotidianamente le sono vicine. Un momento di gioia condiviso, in cui il calore degli affetti si è intrecciato anche con il riconoscimento istituzionale.
Nata il 17 aprile 1926 a Colbordolo, nel cuore delle Marche, Giuseppina Andruccioli è figlia di un’Italia ancora contadina. Fin da giovane ha saputo guardare lontano, coltivando quella determinazione che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita. Nel 1952, con il marito al fianco e la voglia di costruirsi un futuro, compie un passo audace: parte per l’Inghilterra. Una scelta coraggiosa, in anni in cui emigrare significava davvero ricominciare da zero, cimentandosi in mestieri diversi con spirito adattivo e tenacia. Ma il destino - o forse il cuore - richiama Giuseppina verso l’Italia. Negli anni Sessanta la famiglia sceglie Rimini come nuova casa, e quella scelta si rivela felice e definitiva. È qui, sulla Riviera romagnola, che Giuseppina trova la sua vocazione imprenditoriale: insieme al marito e con l’aiuto della famiglia, avvia e gestisce per molti anni un’attività alberghiera, contribuendo in prima persona a quella stagione d’oro del turismo riminese che ha fatto della Riviera uno dei simboli del boom economico italiano.
Fuori dal lavoro, Giuseppina ha sempre saputo come godersi la vita, in quanto amante del liscio, quella danza romagnola che sa di radici e di festa. Altrettanto cara la passione per il cucito, un’arte paziente che richiedeva precisione e cura: due qualità che non le sono mai mancate. Ma la vera passione è sempre stata la cucina. I profumi dei suoi piatti hanno riempito la casa di famiglia per decenni, e il piacere della buona tavola non l’ha mai abbandonata: ancora oggi, a cent’anni compiuti, nonna Giuseppina è – come racconta affettuosamente il figlio – “un’ottima forchetta”.


