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Ci ha lasciato Laura Fontana, anima dell'Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini

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Descrizione breve
Il ricordo del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad
Data:

30 Gennaio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti

Descrizione

Nella vita capita a volte di incontrare persone speciali. E quando queste persone speciali ti lasciano, sei sempre combattuto tra il dolore della perdita e la gratitudine infinita per quello che ti hanno dato durante la loro vita straordinaria. 

Laura Fontana è stata una di queste persone. E davvero faccio fatica a scrivere queste righe, avendone conosciuto la competenza, l’intelligenza, il lavoro intellettuale e di storica, quella passione contagiosa che 4 anni fa mi convinse a seguirla in uno dei viaggi della memoria, in visita ai lager nazisti, che solo lei ideava, organizzava, conduceva con quella contagiosa capacità di coinvolgere ragazze e ragazzi.

Laura Fontana era e continuerà ad essere l’anima dell’Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini, avviato nel 1964 e che durante il suo lungo percorso si è imbattuto in questa ragazza di eccezionale valore. In tanti mi hanno raccontato che senza Laura e pochi altri, quel progetto sarebbe progressivamente e mestamente rientrato nella categoria dei ‘tanti’ e indistinti progetti pubblici. Grazie ai suoi studi, ai suoi libri, al suo impegno inesauribile rivolto soprattutto alle scuole, Educazione alla Memoria è un fiore colorato, bellissimo e curioso che spicca non solo sul nostro territorio ma tra le iniziative permanenti più profonde e utili sul tema della Shoah in Italia e nel mondo. 

Non so se sia un caso che Laura Fontana si sia accomiatata dal mondo a poche ore di distanza dal suo amato consiglio comunale dei ragazzi dedicato alla Memoria e nei giorni delle tante iniziative e spettacoli che lei per tanti anni ha personalmente curato con l’amore che si dedica a un proprio figlio.

Certo è che oggi qui in Comune, e in molte parti della città, e in chi la conosceva, ci sentiamo tutti più vuoti, quasi increduli. Davvero non so bene spiegare cosa sia stata Laura per me, per noi, per Rimini. E cosa può e deve essere ancora. Mi piace ricordare un passaggio di una sua pubblicazione dedicata proprio al genocidio degli ebrei e alla assoluta necessità di non rinchiudere l’argomento solo nei libri di storia ma farne anche oggi un impegno collettivo e individuale. 
 

La speranza per il nostro futuro - scrive Laura Fontana - sta proprio nella spiegazione centrale dell’insegnamento su Auschwitz: qualunque individuo confrontato con situazioni estreme può scegliere e la sua scelta non dipende mai dalla sua appartenenza politica di destra o di sinistra, né dal suo livello di istruzione o di cultura e nemmeno dalla sua appartenenza etnica o sociale. La facoltà di scelta dell’uomo dipende sempre e solo dalla sua capacità di ragionamento, di sapersi tirar fuori dal gruppo e di ascoltare la propria coscienza. Non è affatto una lezione disperata quella sulla Shoah, al contrario, essa rivaluta pienamente la nostra capacità di saper pensare e di agire di conseguenza. Ai giovani non dobbiamo per forza chiedere di diventare tutti “sentinelle della memoria” o testimoni a loro volta. La lezione di Auschwitz ci chiede altro: rivalutare pienamente la nostra capacità di saper pensare e di agire di conseguenza. Perché nella società contemporanea i germi che hanno preparato il disastro, i massacri di massa, sono ancora qui, potenzialmente fertili.’ 

Grazie Laura, felici di averti conosciuta. Ci impegneremo per il futuro ad essere all’altezza del tuo rigore, della tua passione, della persona speciale che sei stata. 

A nome di tutta la Città di Rimini esprimo il più profondo e rispettoso cordoglio nei confronti della famiglia di Laura Fontana e dei tanti che la hanno conosciuta”. 
 

Biografia. Storica della Shoah ed esperta di didattica, Laura Fontana è stata impegnata per molti anni in attività di insegnamento e formazione per docenti italiani ed europei. È autrice di numerosi saggi in italiano, inglese e francese, tradotti anche in ebraico, ha curato la pubblicazione di volumi collettivi e numeri speciali di riviste accademiche, tra cui due numeri monografici della Revue d’histoire de la Shoah co-diretti con Georges Bensoussan sulla persecuzione degli ebrei italiani.

Dagli anni Novanta ha diretto l’Attività Educazione alla Memoria del Comune di Rimini e da gennaio 2009 ha ricoperto il ruolo di Responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi, occupandosi di progettare attività di formazione, convegni, corsi sulla Shoah e mostre tematiche.

Ha collaborato come consulente scientifica con la Fondation Mémoire de la Shoah di Parigi.

Ha tenuto seminari e conferenze in diverse università italiane e straniere e presso i più importanti musei, memoriali e centri di ricerca della Shoah in Europa e nel mondo. Dal 2013 al 2019 è stata la Coordinatrice scientifica per il Mémorial de la Shoah del progetto europeo EHRI, European Holocaust Research Infrastructure che ha riunito 20 fra le maggiori istituzioni al mondo che si occupano di ricerca sulla Shoah. Ha collaborato come consulente storica per la Fondation Mémoire de la Shoah di Parigi e coordinato diversi progetti internazionali del Mémorial de la Shoah, tra cui The Holocaust as a Starting Point, di cui è anche Historical Advisor per gli insegnanti dei Paesi: Slovenia, Croazia, Italia, Albania, Serbia, Macedonia.

È autrice di Gli Italiani ad Auschwitz (1943-1945). Deportazioni, “Soluzione finale”, lavoro forzato. Un mosaico di vittime (editore Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, Oswiecim, 2021, 2^ edizione 2022). L’opera è il frutto di 5 anni di ricerche, per le quali l’autrice è stata fellow presso l’ITS Bad Arolsen in Germania e presso la Fondazione CDEC di Milano. Alle fotografie e le fonti visive della Shoah è dedicato il suo ultimo libro “Fotografare la Shoah. Comprendere le immagini della distruzione degli ebrei” (Einaudi, 2025)

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Ultimo aggiornamento:

30/01/2026, 14:29