Descrizione
- 18 luglio 2026-10 gennaio 2027
- Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini”, Manica Lunga
La Pietà riminese di Giovanni Bellini, oggetto di un recente e accurato restauro a cura della Fondazione Venetian Heritage, che l’ha restituita alla potenza della luce e del colore, torna in Città dopo un lungo soggiorno alla Morgan Library and Museum di New York. La strepitosa tavola, tra i capolavori del Rinascimento europeo, sarà protagonista di una piccola e preziosa mostra dossier allestita dal 18 luglio al Museo della Città “Luigi Tonini”che la vedrà in dialogo con il potente San Sebastiano di Andrea Mantegna, della Galleria Franchetti di Ca’ d’Oro, secondo un modello già felicemente sperimentato a Venezia.
Il restauro
Il restauro de La Pietà, a cura di CBC (Conservazione Beni Culturali), è stato portato a termine dalla dottoressa Lucia Tito, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Il lavoro si è svolto entro il laboratorio interni di Ca’ d’Oro e si è configurato come un’accurata operazione di manutenzione e revisione estetica, volta a restituire leggibilità ed equilibrio cromatico alla Pietà, grazie soprattutto alla rimozione dello strato di vernice fortemente ingiallita, applicato durante un precedente intervento del 1969.
L’intervento ha conservato tutte le tracce del tempo che hanno segnato la tessitura pittorica dell’opera (consunzioni, cadute di colore, lacune ecc.), tuttora bene percepibili a uno sguardo ravvicinato, ma ha permesso di restituireagli occhi dello spettatorela vivida e felice impressione di un’integrità ritrovata.
Il dialogo: la mostra dossier
Il serrato confronto sarà ospitato nell’elegante Manica Lunga del Museo della Città “Luigi Tonini” e, grazie a un allestimento suggestivo ed efficace, permetterà di enfatizzare il confronto tra due grandi maestri della Rinascenza, che legano Rimini a Venezia e alle corti padane. Una perfetta esperienza estetica e culturale renderà possibile misurare la relazione storica tra i due sommi pittori, uniti da legami famigliari (Mantegna sposò la sorella di Bellini), nonché da una fitta rete di reciproche contaminazioni, eppure anche distinti da scelte poetiche molto differenziate.
Il tema della passione metterà in luce la divergenza tral’umanesimo tragico, incarnato nell’impaginazione drammatica e quasi estatica del San Sebastiano di Mantegna, dominato da un lessico scultoreo quasi architettonico, e ilprofondo silenzio mistico di Bellini, figlio di due diversi ellenismi, quello greco classico e quello bizantino, dove il sacrificio del Figlio trascende il dramma del compianto angelico in pura contemplazione del mistero eucaristico.
Lo stemma ritrovato
In mostra sarà accolto anche una vera e sorprendente rarità di collezione privata: un raffinato clipeo con le iniziali e lo stemma di Roberto Malatesta, detto il Magnifico, signore di Rimini (Fano, 1440 -Roma, 10 settembre 1482) in cui molti studiosi hanno inteso identificare il committente della Pietà di Giovanni Bellini, o l’erede della committenza di Sigismondo, prima che passasse a un dotto notabile della corte riminese. S’ipotizza che lo stemma, consunto ma ancora bellissimo, provenga dalla scomparsa dimora malatestiana di Rimini, detta, appunto, Palazzo del Cimiero.
Il Rinascimento: Rimini e Venezia
La mostra, un gioiello incastonato nelle sale medievali e malatestiane recentemente rinnovate del Museo, permetterà un confronto ricco di spunti sul lungo Rinascimento riminese che s’inaugura con Giotto e la pittura del Trecento e, attraverso Piero della Francesca, Bellini e il Ghirlandaio giunge al pieno Cinquecento con i maestri di scuola o ascendenza belliniana; un’epoca in cui Riminesi pone con Firenze, Mantova, Ferrara Padova e Venezia, tra le protagoniste di una nuova sensibilità umanistica e al centro di una cultura Europea che, proprio in relazione alla Serenissima, non smette mai di guardare oltre l’Adriatico, verso l’Oriente.
La mostra è promossa dal Comune di Rimini e dai Musei Comunali, in collaborazione con la Direzione Regionale dei Musei Nazionali Veneto, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
“Questa mostra è il frutto di un dialogo: tra capolavori, tra città, tra istituzioni di alto profilo – commenta il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad –. È nella capacità di intessere relazioni, e quindi di ampliare le opportunità di ricerca e scambio, la chiave per proseguire nel percorso di promozione del nostro sistema museale e per consolidare il ruolo di Rimini nel panorama culturale nazionale e internazionale. Rimini oggi è una città che sa valorizzare il proprio patrimonio, aprendolo al confronto, alla ricerca e al dialogo con il mondo”.
Mostra e catalogo saranno a cura di Daniele Ferrara, direttore dei Musei Nazionali del Veneto, e Alessandro Giovanardi, direttore dei Musei Comunali di Rimini.
Il codice della Passione.
Bellini e Mantegna allo specchio
18 luglio 2026-10 gennaio 2027
Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini”, Manica Lunga.
info: museicomunalirimini.it






