Medicina di prossimità: la dichiarazione dell'Assessore alle Politiche per la Salute del Comune di Rimini, Kristian Gianfreda

Occorre una filiera assistenziale ‘di vicinato’, attraverso la presenza capillare di strutture e professionalità a supporto delle esigenze medico-socio-assistenziali delle cittadine e dei cittadini.

Data di pubblicazione

"A due anni dall’esplosione della pandemia e del dilagare di un virus che è entrato prepotentemente nelle nostre vite, si fa sempre più urgente aprire una riflessione sull’ossatura del nostro sistema sanitario e sulla tutela delle persone più anziane, che sono state senza dubbio tra le più esposte alle complicanze del Covid. Basti pensare ai bollettini che ci provenivano fino a non molti mesi fa dalle Rsa, dove si sono registrati i quantitativi di perdite e sofferenze più elevati, in Italia così come a Rimini. Un ricordo che ancora oggi è doloroso e limpido nella nostra memoria, in quanto cartina di tornasole di un capitolo storico devastante e che nessuno avrebbe mai immaginato.

Se c’è però un ragionamento non più rinviabile dopo la tragedia pandemica, è di rivedere alcuni meccanismi ormai vetusti e poco funzionali dell'approccio assistenziale pre-Covid a favore di una pianificazione più all'avanguardia e in linea con le evoluzioni sociali. Quello che ormai è chiaro è che la parola chiave del nostro welfare e sistema assistenziale da qui in avanti dovrà essere ‘prossimità’, il che significa avere a disposizione medici e infermieri che seguono i pazienti direttamente sul territorio, valorizzando il concetto di assistenza domiciliare. Un discorso che vale in particolare per i nostri anziani, che hanno bisogno di stare il più possibile in contesti familiari o domiciliari, circondati dai loro cari. La relazione è infatti un valore fondamentale, ed è ancora più imprescindibile quando si sta male o si è in difficoltà. L’obiettivo è portare le cure a chi a bisogno, e non viceversa, con lo scopo di erogare delle risposte specifiche in base alla tipologia di necessità grazie a una rete di presidi diffusi sul territorio, facilmente raggiungibile dalle persone malate o più avanti con l’età. Ecco perché come amministrazione comunale già da tempo abbiamo scelto di investire con convinzione sulla diffusione delle Case della Salute, centri di promozione, prevenzione e diagnosi precoce della patologia, così come su un rafforzamento del coinvolgimento integrato di tutti gli attori della salute: istituzione, medici di base, specialisti, farmaceutica e così via. Il sistema sanitario non può reggere solo sull’intervento ospedaliero, che deve farsi carico delle situazioni più urgenti, o sulla sanità privata, spesso inaccessibile per molte famiglie, ma deve passare prima da tutto da una filiera assistenziale ‘di vicinato’, attraverso la presenza capillare di strutture e professionalità a supporto delle esigenze medico-socio-assistenziali delle cittadine e dei cittadini, con una particolare attenzione verso i non-autosufficienti".

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Ultimo aggiornamento

08/04/2024, 00:10