Linee guida delle azioni quotidiane per il risparmio energetico

Descrizione

Con “risparmio energetico” intendiamo il minor consumo di energia per le nostre azioni quotidiane; tale forma di risparmio si può attuare attraverso semplici comportamenti virtuosi a costo zero. L’adozione di comportamenti sostenibili non comporta necessariamente la riduzione di comfort e/o servizi: comportamenti intelligenti permettono un considerevole risparmio energetico senza particolari rinunce

La collaborazione di ciascun di noi è fondamentale e preziosa.
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Climatizzazione estiva ed invernale

I consumi per la climatizzazione estiva ed invernale riguardano sia i combustibili per il riscaldamento, sia l’energia elettrica per gli impianti di condizionamento ed il sistema di distribuzione dei fluidi. I generatori di calore presenti negli edifici pubblici funzionano generalmente con potenze termiche che vanno da 30 kW a 350 kW e sono accesi per circa 10/12 ore al giorno nel periodo di riscaldamento (che secondo la normativa va dal 15 ottobre al 15 aprile dell’anno successivo a seconda delle temperature medie stagionali).

Il consumo energetico per il riscaldamento corrisponde mediamente al 30% dei consumi energetici totali di un edificio, e determina l’emissione in atmosfera di una quantità compresa tra circa 675 e 7.875 Kg di CO2 all’anno a seconda della potenza termica del generatore (considerando l’utilizzo del metano come combustibile per il riscaldamento).

Nel caso in cui si ipotizza di assorbire tale CO2 attraverso l’utilizzo di un albero di alto fusto in clima temperato situato in città possiamo pensare che una pianta possa assorbire tra i 10 ed i 20 kg CO2/anno, dentro un ciclo di accrescimento che mediamente raggiunge il suo massimo in un range temporale compreso tra i 20 ed i 40 anni e pertanto servirebbero circa dalle 30 alle 400 piante ad alto fusto.

La temperatura indicata dalla legge per il periodo di riscaldamento è compresa, negli ambienti adibiti ad ufficio, tra 18°C e 20°C. Diversi studi hanno dimostrato che per ogni grado in meno di temperatura richiesta nella stagione in cui è necessario il riscaldamento, si può risparmiare fino a circa un 8% del consumo standard.

Buone pratiche di utilizzo degli impianti di climatizzazione estiva ed invernale

Una corretta climatizzazione consente di lavorare nelle condizioni ideali con risparmio di energia. Per ottenere il miglior comfort alle temperature indicate, e al contempo contenere i consumi energetici, occorrono comportamenti consapevoli da parte degli operatori presenti nei locali.

 

Stagione invernale - impianto di riscaldamento:

  1. Evita di aprire le finestre: se in ufficio è troppo caldo occorre abbassare il termostato del riscaldamento.

  2. Nelle sale riunioni accendi l'impianto ad inizio riunione e spegnerlo prima di lasciare la stanza.

  3. Nei corridoi i terminali dell’impianto di riscaldamento, se accesi, vanno tenuti al minimo della regolazione in quanto tale luogo si configura come vano di passaggio.

  4. Qualunque sia il tipo di radiatore, non ostacolare la circolazione dell’aria, pertanto non coprire i radiatori con “copri-termosifoni” o tende.

  5. A fine giornata posizionare il termostato su una temperatura minore rispetto a quella che si tiene durante l’attività lavorativa.

Stagione estiva - impianto di condizionamento:

  1. In estate la differenza tra la temperatura interna agli edifici e quella esterna non dovrebbe superare i 7°C, infatti differenze eccessive tra temperature esterne ed interne ai locali possono favorire l’insorgenza di malesseri e patologie acute (ad es. raffreddori estivi ed invernali o dolori muscolo-scheletrici o reumatici).

  2. Tenere le finestre chiuse quando è acceso l’impianto di condizionamento.

  3. Se si usano sale riunioni accendere il condizionamento, se necessario, ad inizio riunione e spegnerlo prima di lasciare la stanza.

  4. Regolare il climatizzatore sul consumo energetico ottimale e comunque utilizzarlo solo se necessario. Si precisa che utilizzando una minor velocità di ventilazione, comporta una minor quantità di aria da trattare e quindi viene meglio raffreddata e soprattutto maggiormente deumidificata, con conseguente maggiore sensazione di benessere.

  5. Nei corridoi i terminali dell’impianto di climatizzazione, se accesi, vanno tenuti al minimo della regolazione in quanto tale luogo si configura come vano di passaggio.

 

 Ascensori ed illuminazione

Il consumo energetico medio di un ascensore rappresenta circa il 5% del consumo elettrico complessivo di un edificio adibito ad uffici. Si stima che un ascensore in modalità stand-by (quindi fermo) arrivi ad assorbire mediamente una potenza elettrica di circa 2 kW, comportando quindi un consumo elettrico annuo di circa 10.000 kWh, che rappresenta una quota considerevole del consumo elettrico totale annuo dell’ascensore, compresa tra il 25 e l’80%.

L’illuminazione dei locali dove viviamo rappresenta la più comune ed evidente delle utilizzazioni finali dell’energia elettrica. Accendere 10 lampade da 100 Watt per un’ora comporta l’emissione in atmosfera di 0,80 kg di anidride carbonica (CO2).

 

Buone pratiche di utilizzo degli ascensori e degli impianti d’illuminazione

  1. Possiamo ridurre il consumo energetico dell’ascensore per una quota compresa tra il 20% e il 75%. Ogni volta che non usiamo l’ascensore risparmiamo circa 0,05 kWh. E’ stato dimostrato che i soggetti che praticano regolarmente attività fisica presentano una bassa incidenza di malattie cardiovascolari; non utilizzare l’ascensore rappresenta un movimento fisico: il consumo energetico complessivo, stando fermi in piedi inattivi (come, ad esempio, dentro l’ascensore) è pari a 1,0 kCal/minuto mentre se si cammina tale dispendio è circa tre volte maggiore (2,5 kCal – 3,5 kCal camminando a 4 Km/h), ed è ancora maggiore se si cammina sotto sforzo, come, ad esempio, quando saliamo le scale.

  2. Regolare l’illuminazione in base alle reali necessità: spesso è sufficiente utilizzare il 50% dei neon disponibili, specialmente nelle giornate di sole.

  3. Spegnere le luci quando esci dall’ufficio e dagli ambienti comuni (bagni, corridoi, sale riunioni, ecc.).

  4. Privilegiare la luce naturale ed utilizzare l'impianto elettrico solo se necessario, è consigliato posizionare le scrivanie con i p.c. in prossimità delle finestre.

  5. Evitare di lasciare gli apparecchi elettronici in stand-by quando non si utilizzano.

  6. Uscendo a fine giornata controllare se non vi sono più persone lo spegnimento delle luci nelle parti comuni e delle fotocopiatrici-plotter oltre al proprio ufficio.

  7. Si ricorda che non è consentito l'utilizzo di elettrodomestici propri e non inventariati.

 Computer

Un tipico computer da ufficio acceso per 6 ore al giorno arriva a consumare fino a 115 kWh in un anno. Impostando l’opzione di risparmio energetico il consumo scende del 37%, con un risparmio di anidride carbonica (CO2 ) emessa in atmosfera di circa 32 kg!.

Un monitor 14”(a colori, a tubo catodico) in un anno arriva a consumare 135 kWh: stimando che mediamente si usi attivamente il PC per 4 ore al giorno, spegnendolo quando non utilizzato si può arrivare a risparmiare oltre 65 kWh!

 

Buone pratiche di utilizzo dei computer per il risparmio energetico

  1. Quando si fa una pausa concedi anche al computer e al monitor: puoi attivare la funzione stand-by o da tastiera o dalle impostazioni del sistema operativo.

(Ad esempio su Windows®: da Start – Pannello di Controllo - Opzioni Risparmio Energia puoi regolare il tempo di spegnimento del monitor, della disattivazione dei dischi rigidi o della modalità standby o sospensione del PC.)

  1. Elimina qualsiasi “salvaschermo” (screen saver): disattiva il segnale del monitor e permette un reale risparmio di energia.

  2. Se non utilizzi il PC per un lungo periodo di tempo, ricordati di spegnerlo.

  3. Alla fine della giornata di lavoro, stacca la spina del computer: il PC è uno di quegli elettrodomestici che assorbe una potenza elettrica anche da spento; una potenza che può variare dai 3W a 6W a seconda dei modelli. Stimando l’ammontare annuo medio di ore in cui il PC resta presumibilmente spento ma con la spina attaccata, e il costo medio attuale della fornitura di energia elettrica (0,18 euro per kWh), è possibile valutare una spesa annua che può variare da 28 euro a 56 euro per ogni singolo PC una spesa che potremmo risparmiare semplicemente staccando la spina.

 

Stampanti e fotocopiatrici

I principali impatti ambientali di una stampante sono quelli generati durante il suo uso, cioè quelli derivanti dal consumo energetico e dal consumo di carta.

Una stampante da ufficio può arrivare a consumare ben 63 kWh per anno di energia elettrica che corrispondono alle emissioni di 48 Kg di CO2 (anidride carbonica) emessa nell’ambiente.

Scollegando la stampante fuori dall’orario di ufficio, i consumi possono scendere a 48 kWh, con un risparmio di CO2 emessa di circa 12 Kg e di una quantità di polveri sottili paragonabili a quelle emesse da un motore diesel Euro IV in circa 210 km di percorrenza.

Solo l’8% del consumo energetico complessivo è dovuto alla fase di stampa, mentre il rimanente 49% è “speso” nella fase di stand-by e il 43% in quella di spegnimento (con la spina inserita, naturalmente).

 

Una tonnellata di carta riciclata rispetto alla carta vergine consente di risparmiare il taglio di 24 alberi, il consumo di 4100 kWh di energia e di 26 m3 di acqua, e le emissioni di 27 kg di CO2 .

Dati di comparazione fra paesi mostrano che, gli italiani hanno un consumo di carta procapite tra i più alti del mondo: circa 200 kilogrammi, cioè 80 risme di A4. Ciò significa che una famiglia di 4 persone "consuma" 2 alberi ogni anno per la carta utilizzata.

La parola d'ordine è perciò riciclare!

La carta che si utilizza comunemente nelle stampanti, una volta riciclata, ha una resa che varia tra l'80 e il 90%. Ciò significa che 100 fogli di carta, già utilizzata ma opportunamente trattata, consente di ottenere 80-90 fogli di carta riciclata.

L’utilizzo di carta totalmente riciclata ci permette di salvaguardare le piante e inoltre ridurre di circa un 30% le emissioni di CO2 e il consumo di energia.

 

Una fotocopiatrice media può arrivare a consumare in un anno fino a 1800 kWh, determinando l’emissione in atmosfera di circa 1400 kg di CO2. Impostando le opzioni per il risparmio energetico e usando maggiori attenzioni nell’utilizzo, come quella di scollegare l’apparecchio dalla presa quando non utilizzato per molto tempo, si può ridurre il consumo energetico di circa il 24%

 

Buone pratiche di utilizzo delle stampanti e delle fotocopiatrici per il risparmio energetico

  1. Spegni la stampante, dell’ufficio o di rete, alla fine dell’orario di ufficio.

  2. Ogni volta che è possibile usa la carta riciclata.

  3. Stampa o fotocopia con l’opzione fronte/retro e/o inserendo più pagine nella stessa facciata.

  4. Utilizza ogni volta che è possibile la modalità di stampa a bassa risoluzione (“economy”,“draft”, o “bozza”).

  5. Per quanto possibile stampa o fotocopia tutti i documenti in un’unica sessione: si evita che la stampante debba ogni volta raggiungere la temperatura adeguata per la stampa.

  6. Prima di stampare un documento, usa l’opzione “Anteprima di stampa” per vedere se l’impaginazione e l’effetto visivo è quello desiderato.

  7. Ove possibile, riduci i margini della pagina e la dimensione del carattere.

  8. Molto spesso capita di dover commentare un documento condiviso: invece di stamparlo, lavoraci in formato elettronico, utilizzando la funzione “Commento” (es. usando MS Word dal menù “Inserisci” “Commento” permette di inserire un commento nel testo).

  9. Prima di stampare un documento accertati che sia veramente utile: un po’ di tempo dedicato ad una lettura veloce “a video” faranno risparmiare in termini di carta ed energia.

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Ultimo aggiornamento

02/08/2022, 11:15