Deliberazione del Consiglio Comunale N. 148 del 1 Agosto 1996

Tipologia del documento:

Descrizione

Approvazione del regolamento per l'esercizio del diritto di interpello al Comune di Rimini in materia tributaria.

IL CONSIGLIO COMUNALE

VISTA la relazione sull'esercizio del diritto di interpello dell'Assessore ai Tributi Dott. Mario Ferri, di seguito integralmente riportata:

"L'Ente locale, nel processo generale di decentramento istituzionale, tende a diventare vero e proprio soggetto attivo dell'imposizione.

Il difficile rapporto fra erario e cittadino è stato negativamente influenzato dal fatto che è mancata la certezza dell'interpretazione della norma fiscale; la serie delle Leggi, dei Decreti Legge decaduti o reiterati o modificati in sede di conversione, dei Decreti Ministeriali, delle circolari, delle risoluzioni prodotti in modo continuo e frammentario ha creato difficoltà anche a coloro che professionalmente o istituzionalmente si occupano della materia tributaria.

Occorre in primo luogo dare certezza non solo alla norma giuridica, ma alla interpretazione che alla medesima sarà data dal soggetto impositore.

Dobbiamo trarre le dovute considerazioni se è vero che sono circa tre milioni i ricorsi giacenti avanti le Commissioni Tributarie. Le cause sono molteplici, non ultima la difficoltà di interpretare correttamente la norma, in quanto al contribuente è mancato l'interlocutore ufficiale a cui rivolgersi in forma preventiva.

Si impone pertanto una "informazione" che deve essere tempestiva e immediata per contribuire alla certezza del rapporto giuridico tributario.

Anche il così detto diritto di interpello previsto dall' art. 21 della Legge 413/1991 è sì importante sul piano dei principi, ma non ha fino ad ora trovato, anche per carenza delle norme, pratica attuazione.

Ciò che ora si intende perseguire riguarda il rapporto fra Ente Locale e cittadino-contribuente, al fine di creare nella certezza del diritto, un rapporto di imposta che dia ad entrambi i soggetti, (l'Ente impositore ed il contribuente) l'oggettiva definizione dei reciproci diritti e doveri.

Le entrate correnti degli Enti Locali, in presenza di una continua e costante diminuzione dei trasferimenti dall'organo centrale, dovranno essere sempre più caratterizzate da entrate per tributi già istituiti o da istituire.

L'ente Locale sarà sempre più protagonista e controparte del cittadino nel complesso rapporto tributario, dall'accertamento e alla riscossione, fino al contenzioso avanti le Commissioni Tributarie ordinarie.

Diviene quindi non solo auspicabile, ma necessario predeterminare regole di comportamento da parte dell'Amministrazione che sappia dare, di fronte a specifiche richieste dei cittadini, risposta adeguata per dare concretezza al principio della certezza del diritto, in guisa che l'Ente Locale, nella veste di soggetto attivo d'imposta, ed il cittadino siano posti esattamente sullo stesso piano di pari dignità giuridica e comportamentale.

L'Ente Locale, in presenza di entrate assicurate in gran parte da trasferimenti, si è adagiato, in passato, sul concetto di economia derivata ed ha limitato i controlli sui tributi locali.

L'autonomia tributaria in corso di attuazione impone una radicale inversione di tendenza per cui, ora, si impone la verifica sulla corretta applicazione delle norme da parte dei cittadini-contribuenti.

L'Amministrazione Comunale, in questo contesto, deve a maggior ragione, contribuire, con proprie regole comportamentali, a disciplinare la corretta informazione sull'applicazione dei tributi comunali.

Il regolamento proposto delinea i percorsi, i tempi e le modalità della proposizione dei quesiti, prevedendo anche l'istituzione di una apposita Commissione Consultiva.

In materia tributaria infatti è indispensabile che la formulazione dei quesiti sia proposta in modo chiaro, preferibilmente da soggetti che conoscano perfettamente le norme tributarie e che quindi pongano l'Amministrazione Comunale in condizione di rispondere correttamente alle istanze dei cittadini.

La Commissione Consultiva che sostanzialmente costituisce un filtro fra le istanze dei cittadini e l'Amministrazione, deve essere intesa come supporto indispensabile in modo che non solo il singolo richiedente, ma l'intera cittadinanza, per problematiche di contenuto giuridico e di valenza generale, sia posta nella condizione di conoscere, l'orientamento della Ammministrazione nella gestione dei tributi locali."

RITENUTO, per quanto riportato nella descritta relazione, di dover proporre l'approvazione del Regolamento per l'esercizio di interpello al Comune di Rimini in materia tributaria, secondo l'articolato contenuto nella bozza di Regolamento Allegato "A", parte integrante del presente atto deliberativo;

DATO ATTO che la proposta di regolamento è stata sottoposta all'esame della III^ Com.ne Com.le Dip.le nella seduta del 28.11.95;

VISTO il parere favorevole espresso in data 15/06/96 dal Dirigente Responsabile del Settore Tributi ai sensi dell'art. 53 della Legge 142/90 in ordine alla regolarità tecnica della proposta di che trattasi;

(omissis)

VISTI i pareri dei Consigli di Quartiere pervenuti;

(omissis)

A VOTI UNANIMI espressi per alzata di mano, presenti e votanti n. 26 (25 Cons. più il Sindaco);

D E L I B E R A

  1. di approvare il Regolamento per l'esercizio del Diritto di Interpello al Comune di Rimini in materia tributaria, secondo l'articolato di cui all'allegato "A" parte integrante del presente atto;
  2. di dare atto che il Sindaco provvederà con le modalità previste dall'art. 5 del regolamento in argomento alla nomina dei componenti della Commissione Consultiva per l'interpello tributario;
  3. di dare atto che il Responsabile del procedimento è il Dott. Verdiano Semprini;
  4. di dare atto che sul presente provvedimento sono stati espressi favorevolmente i pareri previsti dall'art. 53 della L. 142/ così come dettagliatamente richiamato nella premessa.

Ultimo aggiornamento

04/03/2021, 15:55