TIME TO ACT. Anche la biblioteca Gambalunga aderisce al progetto “La sostenibilità come processo di apprendimento”: un erogatore di acqua è collocato al primo piano, nei pressi delle sale studi

 Piccoli concreti gesti, “Time to act” un richiamo al sesto obiettivo dell’Agenda ONU 2030: “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua”.

 Piccoli concreti gesti, “Time to act” un richiamo al sesto obiettivo dell’Agenda ONU 2030: “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua”.

La Biblioteca Gambalunga nel corso degli ultimi decenni è divenuta una vitale istituzione culturale della città, che coniuga compiti di conservazione e di divulgazione della cultura e dell’informazione con quelli di luogo di relazione, produzione di idee e creatività, di partecipazione alla vita civile.

Le biblioteche possono svolgere un ruolo importante per la realizzazione di un modello di sostenibilità esteso dall’ambito climatico a quello economico, sociale, culturale, come indicato dall’Agenda ONU 2030, approvata dalle Nazioni Unite nel 2015.

Per questo un erogatore di acqua potabile, in continuità con quanto sta avvenendo nelle scuole della città, è stato installato al primo piano nell’ambito della campagna di promozione di buone pratiche che il Ceas - Centro di Educazione Alla Sostenibilità del Comune di Rimini ha attivato in collaborazione con Piano Strategico, per la strategia regionale di sostenibilità che in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente realizza il progetto “La sostenibilità come processo di apprendimento” rivolto a scuole, istituzioni, forze sociali e associazionismo sui temi ambientali e la responsabilità civile. Quest’azione in particolare si inserisce nella strategia #Plastic-freER che ha come scopo la riduzione delle plastiche nell’ambiente.

L’erogatore è stato personalizzato con un logo (una clessidra formata da due gocce con il messaggio “Time to act”) ed un richiamo al sesto obiettivo 6 dell’Agenda ONU: “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua”.

Il progetto di comunicazione visiva è del graphic designer Stefano Tonti che così lo condensa: “Come scrive Tonino Guerra, due gocce possono fare una goccia più grande, ma anche formare una clessidra che ci avvisa che è tempo di agire, “Time to act”. Il nome Clessidra viene dal greco klepsýdra, che significa letteralmente “ruba-acqua” e si riferiva originariamente alla clessidra ad acqua, ma oggi può essere metafora delle risorse, tra le quali l’acqua, che rubiamo al pianeta”.

Ultimo aggiornamento

24/11/2021, 14:07