Cultura, creatività e partecipazione per il “Ritorno all’Astoria”. Il Comune di Rimini si aggiudica il finanziamento della Regione Emilia-Romagna sul bando “Partecipazione”

Le idee c’erano già, ora arrivano anche i finanziamenti della Regione Emilia-Romagna per il “Ritorno all’Astoria”, grazie al buon esito finale della partecipazione del Comune di Rimini al bando “Partecipazione”.

Le idee c’erano già, ora arrivano anche i finanziamenti della Regione Emilia-Romagna per il “Ritorno all’Astoria”, grazie al buon esito finale della partecipazione del Comune di Rimini al bando “Partecipazione”.

Ora, il Comune di Rimini proseguirà per individuare, con le procedure già previste dalle linee guida approvate, i soggetti specializzati nella “progettazione partecipata di riuso temporaneo di beni pubblici e spazi dismessi”, con cui co-progettare le azioni progettuali, in maniera tale da essere operativi già nelle prossime settimane.

L’obbiettivo è quello di utilizzare cultura, creatività e partecipazione come mezzo per contrastare le disuguaglianze, favorire l’inclusione sociale e trasformare un bene dismesso in "bene comune", favorendo forme di riuso creative.

Il progetto vuole cogliere l’occasione offerta dai finanziamenti regionali per attuare un nuovo progetto di amministrazione condivisa riguardante il riuso temporaneo dell’edificio dismesso “Ex cinema Astoria”, con l’intento di sperimentare l’attualità e la sostenibilità dell’originaria vocazione del bene quale spazio polivalente (cinema, teatro e spazio espositivo) a partire da un percorso di ascolto delle necessità e dei bisogni dei cittadini. Il processo partecipativo, che avrà come punto di partenza l’analisi del contesto e dei bisogni della comunità, prevede il riuso temporaneo del bene in funzione degli esiti della prima fase di ascolto. Punti cardine del processo sono il coinvolgimento della comunità che vive intorno all’immobile, degli altri attori di cui si riconoscono competenze e relazioni con il luogo, la co-progettazione con la pluralità degli attori coinvolti per condividere la vocazione di riuso del bene, la verifica di eventuali soggetti interessati a partecipare alle attività e la scelta tra i vari modelli di gestione possibili.

Una sorta di laboratorio partecipativo attraverso cui immaginare nuove forme di partecipazione civile ai beni pubblici, in grado di allargarsi in futuro anche ad altri spazi e ambiti cittadini.

Ultimo aggiornamento

18/01/2022, 17:58