Statistiche prezzi al consumo

OBIETTIVI DELL'INDAGINE

Osservare la dinamica dei prezzi sul mercato nel passaggio dal settore delle imprese a quello delle famiglie presenti sul territorio nazionale. Misurare l'inflazione italiana attraverso una serie di indici che rilevano nel tempo le variazioni dei prezzi di un paniere di beni e di servizi destinati al consumo finale delle famiglie presenti.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La rilevazione dei prezzi al consumo, che in diversi comuni italiani è nata ancora prima della fondazione dell’Istituto Nazionale di Statistica, è stata regolamentata per la prima volta con il Regio Decreto Legge n°222 del 20/02/1927, convertito nella Legge 2421 del 18/12/1927 e, successivamente, dalla  Legge n°621 del 26/11/1975 e dal Decreto Legislativo n° 322 del 06/09/1989.    

Tutti i comuni capoluogo di provincia (attualmente 103) sono tenuti ad effettuare la rilevazione e l’elaborazione dei dati; il mancato adempimento a tale obbligo è attributo alla responsabilità del Sindaco, quale ufficiale del governo (D. Lgs. 267/2000). L’art. 1 della Legge 621/1975 prevede altresì che alla rilevazione dei prezzi al consumo debbano partecipare anche i comuni con oltre 30.000 abitanti che abbiano un ufficio di statistica idoneo.

La rilevazione dei prezzi al consumo rientra tra le rilevazioni di interesse pubblico inserite nel Programma Statistico Nazionale e quindi, ai sensi del decreto legislativo n°322/1989, rientra tra quelle rilevazioni per le quali è previsto l’obbligo di risposta per gli intervistati e l’obbligo di fornire risposte vere ed attendibili, ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. n. 322/89 e del D.P.R. 4 marzo 2002 (GU n. 88 del 15.04.02. Coloro che non forniscono i dati o che li forniscono scientemente errati od incompleti sono soggetti alle sanzioni amministrative previste dall’art.11 del d.lgs n. 322/89.

I dati raccolti nell’ambito dell’indagine sono tutelati dal segreto statistico e sottoposti alle regole stabilite, a tutela della riservatezza, dal Regolamento CE n. 322/97, dalla legge n. 675/96 e successive modifiche e integrazioni. Essi possono essere esternati o comunicati soltanto in forma aggregata, secondo modalità che rendano non identificabili gli interessati, ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. n. 322/89, come modificato dall’art. 12 del d.lgs. n. 281/99. I dati possono essere utilizzati solo per scopi statistici, in base a quanto stabilito dall’art. 9 del d.lgs. n. 322/89.

INDICATORI DELL'INFLAZIONE

L’ISTAT calcola tre serie di indici:

  • NIC L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale
  • FOI L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati
  • IPCA L’indice armonizzato dei prezzi al consumo per i paesi dell’Unione Europea

L’elaborazione statistica viene effettuata mediante apposito software predisposto dall’Istat. Ogni Comune segue le stesse metodiche di calcolo. L’Ipca è l’unico indice che viene calcolato direttamente dall’Istat sui dati raccolti dai singoli Comuni.

LA RILEVAZIONE

II Comune di Rimini, a partire dall’autunno 2002, ha dato avvio all’indagine statistica sulla rilevazione dei prezzi al consumo.

L’indagine ha come obiettivi quello di conoscere il livello dei prezzi di alcuni prodotti e servizi paniere acquistati, per il consumo, dalle famiglie all’interno dei confini nazionali, cioè dei prezzi che si formano nelle transizioni relative a merci e servizi scambiati tra operatori economici e consumatori finali e di misurarne le variazioni nel tempo mediante alcuni indicatori statistici quali i numeri indici.

La rilevazione dei prezzi al consumo viene svolta direttamente dall’Istat per alcuni prodotti e servizi, mentre per altri dagli Uffici Comunali di Statistica. A livello locale l’indagine viene svolta mediante l’ausilio di alcuni rilevatori che effettuano la rilevazione con interviste dirette secondo periodiche scadenze presso le unità di rilevazione campionate dall’Ufficio di Statistica del Comune ed approvate dalla Commissione Comunale di Controllo.

E’ un’indagine con scopi esclusivamente statistici e non fiscali, sancita da precisi riferimenti normativi.

La rilevazione è inserita nel Programma Statistico Nazionale e quindi, ai sensi del decreto legislativo n°322 del 6/09/1989, rientra tra quelle rilevazioni per le quali è previsto l’obbligo di risposta per gli intervistati e l’obbligo di fornire risposte vere e attendibili. In particolare il comma 4 dell’art. 7 del decreto in oggetto così recita: “Coloro che, richiesti di dati e notizie ai sensi del comma 1, non li forniscono, ovvero li forniscono scientemente errati o incompleti, sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria, nella misura di cui all’art.11, …”. Al contempo è bene sottolineare che tutte le “figure” che si occupano della rilevazione, dai rilevatori ai componenti dell’Ufficio, ai membri della Commissione Comunale di Controllo, sono soggetti al segreto statistico ai sensi del già citato decreto legislativo n° 322/89, per cui i dati rilevati possono essere utilizzati solo per gli scopi previsti e cioè fini statistici e i dati devono essere diffusi solo in forma aggregata tale da non rendere identificabili i singoli rispondenti.

L’ufficio di statistica del Comune di Rimini,a partire dal 2002, ha provveduto a realizzare:

  • il piano di campionamento delle unità di rilevazione
  • la Commissione Comunale di Controllo
  • la rilevazione dei prezzi del paniere presso le unità di rilevazione campionate per la costruzione della base di calcolo degli indici dei prezzi al consumo di Rimini 

Ogni mese vengono rilevati i prezzi di tutti prodotti e servizi che formano il paniere e l’Istat provvede, sulla base dei dati raccolti, a calcolare gli indici dei prezzi NIC e FOI di Rimini. Si precisa, infine, che a partire da settembre 2005 il Comune di Rimini rientra tra le 21 città campione che possono calcolare in maniera autonoma gli indici dei prezzi al consumo.