Indici

Lo strumento metodologico fondamentale utilizzato per esprimere la dinamica temporale media dei prezzi praticati nelle diverse operazioni di mercato e nelle diverse fasi della commercializzazione dei prodotti mercificati è rappresentato dai numeri indici. I numeri indici esprimono, dunque, le variazioni nel tempo dei prezzi di un campione di prodotti (paniere) riferito ad un determinato periodo scelto come base, nell’ipotesi che le quantità acquistate si mantengano invariate tra un periodo e l’altro.

L’Istituto Nazionale di Statistica elabora dal 1927 gli indici dei prezzi al consumo. Attualmente il sistema degli indici dei prezzi al consumo è composto da tre distinti indici:

  • l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale;
  • l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati;
  • l’indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’Unione Europea.

La costruzione degli indici dei prezzi al consumo prevede la disponibilità di due tipi di informazioni fondamentali:

  • le spese effettuate dalle famiglie al periodo base, da utilizzare come pesi;
  • i prezzi dei beni rilevati a secondo del bene o servizio in oggetto con scadenze mensili, bimensili o trimestrali.

Le normative europee stabiliscono che la composizione del paniere e la struttura dei pesi siano sottoposti a revisione periodica tenendo conto degli ultimi dati sui consumi disponibili. L’obiettivo ultimo è quello di recepire tutte le modificazioni intervenute nella qualità e quantità dei beni e servizi acquistati dalle famiglie a seguito dei mutamenti intervenuti nelle abitudini dei consumatori nelle innovazioni tecnologiche che interessano i prodotti. In Italia, dal 1999, vengono effettuati annualmente gli aggiornamenti sulla base dei dati dei consumi dell’anno precedente.

L’indice dei prezzi al consumo dei prezzi al consumo per l’intera collettività definito in forma abbreviata NIC, misura le variazioni dei prezzi nel tempo, rispetto ad un periodo scelto come base di riferimento (attualmente base 1995=100 ), dei beni e servizi acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie e destinati al consumo finale di tutte le famiglie presenti sul territorio nazionale, compresi gli stranieri che vi sostano per motivi turistici. Riferendosi alla generalità dei consumi rappresenta l’indice con maggiore copertura e viene assunto come strumento per misurare l’inflazione in Italia.

L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati definito in forma abbreviata FOI, misura la variazione nel tempo dei prezzi dei medesimi beni e servizi inclusi nel NIC, considerando però il peso che essi assumono nei consumi medi delle famiglie aventi come persona di riferimento un lavoratore dipendente non agricolo. E’ l’indice al quale la legislazione italiana assegna gli effetti amministrativi più importanti e fa rinvio per regolare gli adeguamenti automatici dei valori monetari di anni e periodi diversi. L’attuale base di riferimento dell’indice è 1995=100.

L’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione Europea definito in forma abbreviata IPCA deve la sua nascita al Trattato di Maastricht nel febbraio del 1992, che ha definito la stabilità dei prezzi come uno dei parametri per aderire all’Unione Monetaria. In Italia viene calcolato dal mese di gennaio 1997 ed ha l’obiettivo di misurare la dinamica dei prezzi con modalità analoghe in tutti i paesi dell’Unione. Oggi è il principale parametro di riferimento per la politica monetaria esercitata dalla Banca Centrale Europea e costituisce uno degli strumenti per la valutazione della convergenza delle economie dei paesi che hanno avuto accesso all’Unione Monetaria.

E’ calcolato con la stessa metodologia utilizzata per il FOI ed il NIC, si riferisce alla totalità delle famiglie presenti, ma limita il proprio campo di osservazione ai consumi dei beni e servizi che hanno regimi di prezzo comparabili nei diversi paesi dell’Unione. Il paniere previsto per il suo calcolo ha una copertura, rispetto al NIC, del 95.9%. Sono, infatti, esclusi dal calcolo alcuni prodotti-servizi per i quali non sono state definite le modalità di armonizzazione comunitaria, come lotterie, concorsi pronostici, lotto, servizi relativi alle assicurazioni vita e servizi socio-sanitari, istruzione pubblica. L’attuale base di riferimento dell’indice è 2001=100.