Subire un reato significa innanzitutto divenire vittima di un'ingiustizia. Vittima del reato è colu

Vittima di reato: cosa fare

Le forze di polizia dalla parte del cittadino

Subire un reato significa innanzitutto divenire vittima di un'ingiustizia.
Vittima del reato è colui che subisce un atto ingiusto previsto dalla legge come reato, un fatto per il quale sono previsti a carico del responsabile condanne più o meno pesanti a seconda della gravità dell'azione e delle conseguenze che ha prodotto.

Ad ognuno di noi può accadere di subire un reato, anche grave, o di essere testimone od averne in qualche modo avuto conoscenza.
La denuncia serve anche per cercare di evitare che altre persone possano venire a trovarsi in analoghe situazioni.

Tali episodi provocano sentimenti di paura, rabbia, indignazione, insicurezza, disperazione, e, a volte, sensi di colpa o di vergogna.
E' opportuno cercare di rivolgersi al più presto ai competenti organi di polizia per ricevere la necessaria assistenza ed i più idonei suggerimenti su come affrontare la situazione.

Sporgere denuncia per il reato subito, o raccontare ciò che si è visto, è indispensabile per avviare le procedure al fine di far individuare e punire gli autori del reato, ma può essere anche d'aiuto per esprimere ai competenti operatori di polizia il proprio stato d'animo e le più urgenti esigenze.

Presso i vari uffici territoriali delle forze di Polizia (in particolare della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza), vi è sempre personale addetto pronto a fornire consigli pratici direttamente oppure mediante il raccordo con istituzioni, organizzazioni, associazioni, enti che svolgono un'attività di assistenza alle vittime di particolari reati (usura, truffa, racket, sfruttamento sessuale) o in condizioni di vulnerabilità (bambini, donne, anziani).

Chi entra in un ufficio di Polizia per sporgere denuncia o anche solo per raccontare un fatto-reato di cui è venuto a conoscenza, riceve quindi tutte le informazioni sui diritti delle vittime ed ogni possibile aiuto per le conseguenze di ciò che si è subito o che si è visto subire.

La legge riconosce alla vittima di un reato dei diritti, quale ad esempio di nominare un difensore e la Costituzione riconosce il diritto all'assistenza legale gratuita a favore di coloro che non sono in grado di sostenere le relative spese.
Le recenti disposizioni normative hanno portato a 6 mesi il termine per presentare la querela.

Normativa: 

Riferimenti normativi:

- Legge 23 aprile 2009, n.38
in tema, fra l'altro, di contrasto alla violenza sessuale e di tutela da atti persercutori (stalking) indica il termine di 6 mesi per la presentazione della querela di parte;
inoltre prevede che fino a quando non si è presentata la querela, la persona offesa può esporre i fatti all 'Autorità di Pubblica Sicurezza, avanzando richiesta di ammonimento, nei confronti dell'autore dell'azione persecutoria, che consentirà l'adozione di un provvedimento volto a far tenere una condotta conforme alla legge.

 

Data: 
Venerdì, 12 Febbraio, 2010 - 01:00