Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l'’avvio (art.

START UP: le NOVITA' del decreto

 

Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l'’avvio (art. 26)

Per consentire una gestione più flessibile e più funzionale alle esigenze di governance tipiche delle startup, soprattutto se costituite in forma di S.r.l., sono introdotte le seguenti facoltà:

 

  • Facoltà di estendere di dodici mesi il periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite (dalla chiusura dell'’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo) e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, di consentire il differimento della decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell'’esercizio successivo. Durante i primi anni di attività, ci possono essere frequenti episodi in cui le perdite intaccano il capitale per oltre un terzo a causa dei costi di avvio e degli investimenti iniziali, una più flessibile gestione degli obblighi di ricapitalizzazione può essere molto utile.
  • Facoltà di utilizzare anche per le startup innovative costituite in forma di S.r.l. istituti ammessi solo nelle S.p.A., in particolare la libera determinazione dei diritti attribuiti ai soci, attraverso la creazione di categorie di quote anche prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, o l’'emissione di strumenti finanziari partecipativi.
  • Facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in startup innovative costituite in forma di S.r.l., consentendo di facilitarne l'’accesso al capitale indipendentemente dalla forma giuridica prescelta.
  • Facoltà di deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l'’operazione sia effettuata in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l'’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell'’organo amministrativo o prestatori di opere o servizi, anche professionali (stock options e work for equity).

Vengono anche ridotti gli oneri per l'’avvio della startup innovativa e dell'’incubatore certificato, attraverso l'’esonero dai diritti di bollo e di segreteria per l'’iscrizione al Registro delle Imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio.

 

Remunerazione con strumenti finanziari della startup innovativa e dell’incubatore certificato (art. 27)

Viene introdotto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull'’assegnazione di azioni, quote o titoli similari ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese startup innovative e degli incubatori certificati. Il reddito derivante dall'’attribuzione di questi strumenti finanziari o diritti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. In questo modo, viene facilitata la partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’'assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un'’impresa startup.

 

Rapporto di lavoro subordinato nelle startup innovative (art. 28)

Le startup usufruiranno di apposite disposizioni contrattuali per poter instaurare rapporti di lavoro subordinato che abbiamo maggiore flessibilità operativa, soprattutto nella fase di avvio dell’'attività di impresa.

Nello specifico, sarà possibile stipulare contratti di lavoro a tempo determinato con una durata variabile tra un minimo di 6 mesi e un massimo di 36 mesi, con possibilità di rinnovi senza soluzione di continuità, prorogabili ulteriormente una sola volta fino al termine di applicazione della normativa specifica per le startup (ossia, 48 mesi). Una volta decorsi i termini previsti, il rapporto di lavoro diventa a tempo indeterminato ed è escluso espressamente che la collaborazione possa continuare in altre fattispecie di lavoro subordinato o in modo “fittiziamente” autonomo.

 

 Incentivi all’investimento in startup innovative (art. 29)

Per rafforzare la crescita e la propensione all'’investimento in imprese startup innovative, è fondamentale cercare di creare un clima favorevole al loro sviluppo aumentando la loro capacità di attrazione dei capitali privati, anche grazie alla leva fiscale. Si è stabilito pertanto che per gli anni 2013, 2014 e 2015 è consentito alle persone fisiche e giuridiche rispettivamente di detrarre o dedurre dal proprio reddito imponibile una parte delle somme investite in imprese startup innovative, sia direttamente che attraverso fondi specializzati.

 

Raccolta diffusa di capitali di rischio tramite portali online (art. 30)

Viene introdotta un’'apposita disciplina per la raccolta di capitale di rischio da parte delle imprese startup innovative attraverso portali online, avviando una modalità innovativa di raccolta diffusa di capitale (crowdfunding). La vigilanza viene affidata alla Consob, che è delegata ad emanare la disciplina secondaria al fine di tutelare gli investitori diversi da quelli professionali. In particolare, la disciplina dovrà assicurare che una parte dell'offerta debba essere sottoscritta da investitori professionali o da altri investitori specializzati nel venture capital, nonché prevedere un meccanismo di tutela degli investitori non professionali nel caso in cui i soci di controllo della startup cedano le proprie partecipazioni a terzi successivamente all'offerta.

Per quanto riguarda l’'accesso al credito, le startup potranno usufruire gratis e in modo semplificato del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche mediante la previsione di condizioni di favore in termini di copertura e di importo massimo garantito.

 

Sostegno all’internazionalizzazione (art. 30)

Vengono incluse anche le imprese startup innovative operanti in Italia tra quelle beneficiarie dei servizi messi a disposizione dall'’Agenzia ICE per la promozione all'’estero e l'’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Desk Italia.

La disposizione individua puntualmente tali servizi: l’'assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’'ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’'attività volta a favorire l'’incontro delle startup innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione.

 

Gestione della crisi nell’impresa startup innovativa e attività di controllo (art. 31)

L'’intervento disciplina il fenomeno della crisi aziendale delle startup innovative, tenendo conto dell'’elevato rischio economico assunto da chi decide di fare impresa investendo in attività ad alto livello d'’innovazione. Dato l'’elevato tasso di mortalità fisiologica delle startup si vuole indurre l'’imprenditore a prendere atto il prima possibile del fallimento del programma posto a base dell'’iniziativa. La scelta è quella di sottrarre le startup alle procedure concorsuali vigenti, prevedendo il loro assoggettamento, in via esclusiva, alla disciplina della gestione della crisi da sovra-indebitamento, applicabile ai soggetti non fallibili che non prevede la perdita di capacità dell'’imprenditore ma la mera segregazione del patrimonio destinato alla soddisfazione dei creditori.

Per facilitare l’'avvio di startup si prevede che, una volta decorsi dodici mesi dall'’iscrizione nel Registro delle imprese del decreto di apertura della procedura liquidatoria, i dati relativi ai relativi soci non siano più accessibili al pubblico, ma esclusivamente all'’autorità giudiziaria e alle autorità di vigilanza.

Normativa: 

Decreto Legge 18.10.2012 n° 179 , G.U. 19.10.2012

Data: 
Mercoledì, 21 Novembre, 2012 - 01:00