DICHIARAZIONE DI GARANZIA PER ACCOGLIERE TURISTI EXTRACOMUNITARI Chi vuole accogliere cittadini non

Invito per turismo

DICHIARAZIONE DI GARANZIA PER ACCOGLIERE TURISTI EXTRACOMUNITARI
Chi vuole accogliere cittadini non appartenenti all'Unione Europea, solo ed esclusivamente per motivi turistici o visita familiare, deve inviare dall'Italia una dichiarazione di garanzia, indicando su un modello predisposto i propri dati e quelli della persona che si vuole accogliere, il periodo di permanenza in Italia, l'impegno a fornirgli un alloggio, ad assumere a proprio carico ogni altro onere compreso quello per l'assistenza sanitaria e ad assicurare il rientro in patria alla fine del periodo di soggiorno concesso.

La firma sulla dichiarazione NON viene autenticata, occorre semplicemente allegare una copia del documento di identità del dichiarante (DPR 28/12/2000 n.445 art.38 comma 3).
La copia originale della dichiarazione dovrà essere inviata alla persona straniera che dovrà poi recarsi all'Ambasciata / Consolato italiano del proprio paese per la richiesta di visto turistico.

  1. La disponibilità dei mezzi di sussistenza può essere comprovata mediante fideiussioni bancarie o polizze fideiussorie assicurative o titoli di credito equivalenti ovvero con atti comprovanti la disponibilità di fonti di reddito nel territorio nazionale.
  2. Lo straniero deve indicare l'esistenza di idoneo alloggio nel territorio nazionale e la disponibilità del biglietto di ritorno.
  3. L'Ambasciata prima di concedere il visto verificherà che il richiedente possegga tutti i requisiti sopra descritti.

NOTE

  • Il visto non verrà rilasciato se dalla situazione del richiedente si desume che possono esserci concrete possibilità di permanenza sul territorio italiano oltre il periodo di turismo eventualmente concesso e quindi di soggiorno irregolare.
    Per questo motivo potrebbe essere richiesta ulteriore documentazione a prova che il richiedente è realmente interessato a ritornare nel paese di origine (contratti di lavoro in corso, certificati di frequenza scolastica o accademica, ecc.).
  • Si fa presente che il visto è una concessione che fa lo Stato italiano attraverso l'Autorità diplomatica nel paese di provenienza dello straniero. L'Autorità diplomatica italiana potrà fare tutte le verifiche sul possesso dei requisiti richiesti per l'ingresso turistico, in particolare sull'interesse del cittadino straniero a rientrare nel paese di origine (ad esempio per lavoro o per studio). Per questo motivo non risulta facile ottenere questo tipo di visto soprattutto quando viene richiesto da cittadini stranieri provenienti da stati dai quali è massiccia l'immigrazione irregolare.
    Nel caso in cui l'Ambasciata italiana disponga di non rilasciare il visto turistico richiesto, provvederà a notificare all'interessato il provvedimento di diniego che, per legge, non dovrà essere motivato.
  • Chi vuole ottenere un permesso di soggiorno per motivi turistici/visita familiare è tenuto a stipulare una polizza assicurativa contro il rischio di malattia e infortunio valida in territorio italiano.
    La polizza copre solo eventuali sinistri occorsi al beneficiario durante il periodo di soggiorno regolare in Italia concesso dall'Autorità diplomatica.
  • A seguito dell'entrata in vigore della Legge 28.5.2007, n. 68 che discipina i soggiorni di breve durata, i cittadini stranieri provenienti da paesi non appartenenti all' U.E. per motivi di turismo/visita familiare non dovranno richiedere il permesso di soggiorno per motivi di turismo ma sono tenuti, entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso in Italia a dichiarare la loro presenza presso l'Ufficio Immigrazione della Questura in cui viene eletto domicilio o alla Polizia di frontiera al momento dell'ingresso in Italia.
    Sono esenti da tale obbligo solo coloro che fanno ingresso in Italia come primo paese dell'Area di Schengen per i quali, quindi, fa fede il timbro posto sul passaporto al valico di frontiera.
  • Il visto turistico non può essere rinnovato né convertito in altro tipo di autorizzazione e non è un titolo valido per l'esercizio di attività lavorativa regolare.

Dicembre 2010 - Il Consiglio dei Ministri dell'Interno dell'Unione Europea ha deciso l'abolizione del regime dei visti Shengen nei confronti dei cittadini ALBANESI e della BOSNIA ERZEGOVINA.

Per eventuali chiarimenti e assistenza ci si può rivolgere al:

 
OSPITALITA' A MINORI EXTRACOMUNITARI
Il Consiglio dei Ministri - Dip. Affari Sociali - Comitato per la Difesa dei Minori in Italia - ha emanato in data 5/12/98 una Delibera contenente le nuove disposizioni in merito all'ingresso dei minori stranieri in Italia.
La Questura e' attualmente l'Ente che, esclusivamente su richiesta delle Associazioni che si occupano di tale materia, si fa garante per le famiglie interessate all'affido.
Data: 
Giovedì, 24 Maggio, 2012 - 02:00