A norma dell'art. 19 della L. 241/90 e dell'art. 2 del D.P.R. n.

Facchinaggio

A norma dell'art. 19 della L. 241/90 e dell'art. 2 del D.P.R. n. 342/94, l'interessato è tenuto a presentare una denuncia di inizio attività in cui deve specificare se la stessa viene esercitata in qualità di titolare di impresa individuale oppure in qualità di dipendente o socio di società (indicando, in entrambi i casi, denominazione, sede, numero di partita IVA se già iscritta), il luogo in cui viene esercitata l'attività, i propri dati anagrafici ed il codice fiscale.
Qualora trattasi di attività esercitata quale socio o dipendente di società, è opportuno che suddetta denuncia pervenga all'Ufficio competente accompagnata da una dichiarazione del legale rappresentante che attesti l'inizio dell'attività di facchinaggio quale socio o dipendente della stessa. Anche il legale rappresentante può esercitare l'attività.
I cittadini stranieri devono allegare copia del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
L'attività può essere iniziata immediatamente dopo la comunicazione. Entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione l'Autorità locale di P.S. può disporre, con provvedimento motivato, il divieto di prosecuzione dell'attività, nel caso in cui la persona risulti pregiudicata o pericolosa.
L'esercizio dell'attività di facchinaggio non è soggetta ad alcun limite numerico.
Gli Uffici Provinciali del Lavoro e della Massima Occupazione esercitano le funzioni ad essi attribuite dalla Legge 22/7/61 n. 628. Agli stessi sono altresì attribuite funzioni amministrative in materia di determinazione di tariffe minime.
Il decreto 30/6/2003 n. 221 del Ministero delle Attività Produttive all'art. 3 punto 3 menziona i soggetti che devono iscriversi al Registro delle Imprese o all'Albo degli Artigiani.

Requisiti
Nella stessa denuncia l'interessato deve dichiarare, ai sensi degli artt.46 e 47 del D.P.R. 28/12/2000 n. 445, di essere in possesso dei requisiti e presupposti di legge di cui all'art. 2 comma 1 del sopra menzionato D.P.R. 342/94 e, in particolare di non trovarsi nelle condizioni ostative di cui all'art. 11 del T.U. delle Leggi di P.S., approvato con R.D. 18/6/1931 n. 773.



COSA:

Comunicazione di inizio attività indirizzata alla Questura o al Commissariato di P.S. oppure al Sindaco, nel caso di comuni sprovvisti di Questura o Commissariato.

NOTE
Per reperire un elenco di ditte di facchinaggio consultare le Pagine Gialle.

NOTA
Dal 1/10/2004 è attivo il numero di casella vocale 199 113 000 al quale si può ricorrere per avere informazioni su permessi e autorizzazioni di polizia (procedure per il rilascio del passaporto o del porto d'armi, ufficio di polizia più vicino, regole per gli stranieri o per i minori, accesso ad atti amministrativi, ottenimento dell'autorizzazione a manifestazioni pubbliche ecc.).
La chiamata è a pagamento, senza costi aggiuntivi, da qualunque parte del paese.
Se la chiamata parte da un telefono fisso nella fascia oraria di punta (dal lunedì al venerdì ore 8-18,30 e sabato ore 8-13 il costo è maggiore, mentre è ridotto dal lunedì al venerdì ore 18,30- 8,00; il sabato ore 13-8,00 e in tutti i giorni festivi.
Se la chiamata parte da un telefono cellulare il costo dipende dai prezzi fissati dal gestore
Note d'Ufficio
Il decreto 30/6/2003 n. 221 è reperibile presso l'URP nei raccoglitori "Attualità" ,sul sito www.gazzettaufficiale.it oppure nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20/8/2003.

Referenti esterni: 

Questura di Rimini
Corso D'Augusto 192 - 47900 Rimini
Tel. 0541/436111 - Fax 0541/436777

Data: 
Venerdì, 1 Settembre, 2006 - 02:00