Walter Boninsegni (Tiro a segno)

Mestre, 27 luglio 1902 (m. 03 gennaio 1991)

Un fuoriclasse, un autentico numero uno nel suo sport e nella vita, come racconta chi ha avuto la fortuna di conoscerlo anche dopo la fine di una carriera segnata da traguardi prestigiosi. Nato casualmente in Veneto, Boninsegni ha scelto definitivamente di dedicarsi al tiro (scoperto dal bolognese Pederzoli) dopo aver provato diversi sport. Pur dominando con la pistola tutte le competizioni militari, praticava anche equitazione e motociclismo. In sella al cavallo non ha mai ottenuto risultati di pre­stigio, ben diversa la sua breve carriera sulle due ruote, impreziosita da un terzo posto nel campionato italiano. Era il 1931 e proprio in quell'an­no Boninseqni decise di concentrarsi esclusivamente sul tiro. Mai scelta fu pi ù azzeccata, perch é fu proprio con la pistola che lo splendido tira­tore riminese divenne un campionissimo. La prima grande soddisfazio­ne arriv ò nel '32: partecip ò a una gara di selezione per le Olimpiadi di Los Angeles, la vinse, il posto per i Giochi era suo. L'Italia domin ò la gara con la pistola nell'edizione americana: primo, terzo e quarto i piaz­zamenti gli azzurri, peccato che quel quarto fu proprio Boninsegni, costretto a restar fuori dal podio per una prestazione non eccelsa nel barrage conclusivo dopo aver condotto tutta la gara alla pari con il tedesco Max e due specialisti ravennati, la "mitragliatrice umana" in arte Morigi (medaglia d'oro), e Matteucci (bronzo). Un'esperienza comunque indimenticabile, ma che non rimase isolata. Boninsegni, infatti, si guadagn ò la possibilit à di bissare la sua partecipazione alle Olimpiadi anche quattro anni dopo e furono i Giochi di Berlino, una delle edizioni pi ù famose nella storia dei "cinque cerchi" e non solo per le sto-riche imprese di Jesse Owens. Alla fine fu sesto posto, niente medaglie anche in questa occasione, quindi, ma il suo grande traguardo l'aveva centrato l'anno prima a Roma quando vinse il campionato mondiale di pistola celere. Un'impresa a ritmo di record, visto che per salire sul gra­dino pi ù alto del podio, Walter colp ì 54 bersagli senza commettere il minimo errore. Dal '32 al '36, i quattro anni d'oro di Boninsegni che aggiunse altre perle alla sua carriera: tre titoli italiani consecutivi dal '38 al '40 e una medaglia d'argento ai Giochi del Mediterraneo del '55, il 26 aprile del '65 gli fu consegnata la medaglia d'oro al valore atletico, nove anni dopo gli fu conferita la stella al merito sportivo. Un fuoriclas­se che ha dato lustro alla sezione di tiro a segno di Rimini, fondata nel 1884, insignita della stella di bronzo del Coni nel 1973, provvista di uno stand a 50 metri, due stands a 25 metri e tre stands ad aria compres­sa, due dei quali indoor, terminato da pochissimo tempo. Davanti a un personaggio come Boninsegni, è difficile fare paragoni, ma tra i suoi "successori" meritano un posto di rispetto altri tiratori che hanno par­tecipato con successo a varie edizioni dei campionati italiani: comin­ciando da Giorgia Vendemini, bronzo ai tricolori Juniores nella pistola ad aria compressa, passando ai gemelli Roberto e Danilo Cinesi, a Laura Balducci, Federica Lazzarini, Giovanni Di Giulio, Olivo Fioretti, Tommaso Mazzer, Matteo Orciani, senza dimenticare chi ha vestito la maglia azzurra in occasione di alcune edizioni dei campionati europei per Polizie: Maria Pia Montironi, Dario Nardi, Gian Luigi e Luigino Corbelli, Marino Zamagni.

Tratto da "Quelli che...lo sport che passione" a cura di Alberto Crescentini e Carlo Ravegnani