Romeo Neri (Ginnastica)

Rimini, 26 marzo 1903 (m. 23 settembre 1961)

Ultimo di cinque figli, Romeo Neri è stato lo sportivo riminese più famoso nel mondo. Ginnasta sublime, Neri si tolse però le prime soddisfazioni nel nuoto, dove si classificò terzo nella traversata del golfo di La Spezia. Atleta duttile, il 15enne Neri conquistò pure il bronzo ai campionati italiani nei 400 metri piani. Ancora titoli nel nuoto, prima che la ginnastica artistica irrompesse nella sua vita. Naturalmente predisposto, Romeo stupì tutti alle sue prime esibizioni in palestra grazie a una facilità di movimentisorprendente. Nel 1925, completato il biennio di servizio militare, il ginnasta riminese comincia a raccogliere i frutti del suo talento, riscuotendo medaglie e applausi un po' avunque. 
Nel 1928 fa suo il prestigioso trofeo "Braglia" di Modena, così come è primo al Gran premio "Brunetti" di Bologna, al "Criterium degli Assi" di Torino e nella coppa "Bustese". Altri allori nel '29 e nel '30, prima che un malanno gli tarpi le ali nel '31. Ma la tempra dell'uomo, prima ancora dell'atleta, è d'acciaio e nella primavera del '32 eccolo di nuovo in sella, pronto a non lasciarsi sfuggire l'opportunità della vita: le Olimpiadi di Los Angeles. Neri è in forma, è lui l'uomo di punta della spedizione azzurra oltre oceano. E non delude le attese, il grande Romeo, catturando la bellezza di 3 medaglie d'oro: nel corso generale individuale e a squadre, oltre alle mate parallele. 
E' il più forte del mondo, Neri: alle sue spalle, con identica classifica in entrambi i concorsi individuali, l'ungherese Pelle e il finnico Savolainen. Le sue gesta, soprattutto la sua armonia, non passano assolutamente inosservate. E non solo in ambito sportivo. Lo reclama addirittura Hollywood, con Romeo - personaggio che rimane sempre schivo, modesto, poco propenso a finire sotto i riflettori - che si ritrova per le mani una di quelle offerte alle quali è tremendamente difficile dire no. 
La Metro Goldwyn Mayer, colosso del cinema mondiale, lo vuole scritturare, Neri dovrà essere Tarzan in una serie che prevede almeno 3 film. Ci sarebbe da perdere la testa, i soldi a disposizione sono tanti, ma il formidabile (e umile) ginnasta non ci sta, non se la sente di abbandonare il suo borgo, la sua gente. E declina cortesemente l'offerta (più avanti sarebbe poi stato Johnny Weismuller, un nuotatore, a interpretare sullo schermo l'uomo allevato dalle scimmie). 
Per Neri la felicità è un posto di impiegato nell'ufficio tecnico del Comune di Rimini, altro che il patinato mondo delle star di celluloide. I 3 ori olimpici lo portano comunque ad affrontare tutta una serie di esibizioni in Europa e nel Nord Africa, mentre continuano ad arrivare i risultati: nel '33 vince l'ennesimo titolo italiano, l'anno successivo è argento ai Mondiali di Budapest. 
Nel '36 in calendario ci sono i Giochi Olimpici di Berlino e il nostro campione potrebbe recitare nuovamente un ruolo di primissimo piano. Ma la sfortuna, sotto le spoglie di uno strappo muscolare al bicipite del braccio destro, lo mette ko. La sua luminossisima parabola si chiude di fatto lì, col grosso rimpianto per quel bis olimpico che poteva essere e non è stato. 
Diviene poi istruttore e lavora nello staff azzurro ai Giochi del Medierraneo di Alessandria d'Egitto ('51) e alle Olimpiadi di Helsinky ('52), giochi ai quali prese parte il suo figlio più grande, Romano, a sua volta apprezzato ginnasta. L'altro figliolo, Giambattista, praticò invece atletica, ginnastica e baseball, prima di raggiungere il padre nella tomba di famiglia ad appena 34 anni e mezzo.
Gli americani hanno tributato un degno omaggio a Romeo Neri immortalandolo, tra i campionissimi di sempre, nelle T-shirt celebrative stamapte in occasione delle Olimpiadi di Atlanta '96. Perchè la classe e il talento sono immortali.

Tratto da "Quelli che...lo sport che passione" a cura di Alberto Crescentini e Carlo Ravegnani