Romano Scardovi (Calcio)

Castelbolognese, 20 novembre 1933 (m. 21 luglio 2001)

Chi l'ha conosciuto bene, lo considera tra i calciatori più buoni e generosi, anche se in campo, dove era un trascinatore, ha trasformato queste doti in cattiveria agonistica. Giocava a calcio per passione, era un goliardo, non gli piaceva stare alle regole, ma non ha mai voluto soldi per tirar calci a un pallone, anche perché proveniva da una famiglia agiata. Fisicamente era basso, meno di 1.70 per intenderci, ma non aveva problemi a marcare avversar! anche più alti di lui perché era dotato di un'elevazione fuori dal comune. Pochissimi i contrasti che perdeva e i bomber di quel tempo come Raffin, Gratton, Dell'Angelo, Muiesan preferivano non incontrare il "mastino" biancorosso. Sembrava di gomma e quando si ruppe il menisco, rientrò in campo un mesetto dopo l'operazione giocando contro la Pistoiese una delle sue più belle partite in carriera. Un grande riconoscimento gli arrivò da Renato Lucchi che lo allenò a Rimini e quando gli chiesero di stilare una formazione ali time, inserì anche Romano Scardovi.

Tratto da "Quelli che...lo sport che passione" a cura di Alberto Crescentini e Carlo Ravegnani