Libero Missirini (Pugilato)

Rimini, 28 giugno 1908 (m. 02 ottobre 1994)

Libero nasce a Rimini, all'ultimo piano di una casetta dell'alierà Via Emilia al civico 32 nel "Borgo San Giuliano", il 28 giugno 1908.

A 16 anni inizia la sua carriera nei pesi leggeri, nelle fila della Libertas, sospinta da quel Santarelli, che si scopre doti di grande maestro, senza essere mai salito su un ring e che ha dato alla Libertas l'onore di nove azzurri avendo nella nazionale contemporaneamente quattro atleti, la metà dell'organico, Missirini, Rodriguez, Neri e Lotti.

Nel 1926 in quel di Rimini, si svolgono i campionati Emiliano-Romagnoli di pugilato. Alla sala concerti del Teatro Vittorio Emanuele di Rimini, Libero nel 1927 affronta il cesenate Bazzocchi uno dei gloriosi pugili della "Renato Serra", uscendone vittorioso ai punti. Nel gennaio 1928 si incontrano a Rimini, le rappresentative di Modena e della stessa Rimini. Ne escono vincitori i riminesi, sorretti da una formazione all'epoca quasi imbattibile. Vittorie per KO di Libero e dei suoi compagni, del calibro di Petrucci, Canini e Rodriguez.

Arrivano le riunioni internazionali, ci si scontra con atleti di altri paesi e di altre scuole. La Libertas incontra la Colombo di Roma e al Teatro Esperia, il Forlì e il Lugo.

Nel 1929, oltre ai Campionati d'Italia del Sud e del Nord e la Libertas affronta gli svizzeri, con vittoria di Libero ai punti. Nell'ottobre dello stesso anno Libero batte Rusticali.

Nel febbraio 1930, si parte per la Francia, e Libero, ha ancora una volta le valigie pronte. Alla fine di aprile dello stesso anno si combatte in Germania a Monaco ed Amburgo, e il 24 agosto 1930 a Rimini la Nazionale Italiana incontra quella Tedesca e la batte, sovvertendo così il risultato che aveva subito in precedenza la nazionale Italiana. Nel 1931 in occasione del "Torneo delle quattro Nazioni", le cronache ginevrine, parlano di un virtuoso ko inflitto da Missirini, al suo avversario, Brutto di un invidiabile stato di forma fisica e tecnica. Libero è forse all'apice del successo sportivo, lo chiamano la "Volpe del ring", per come riesca ad associare furbizia, tecnica e potenza.

E proprio allora nel 1932 arriva quella che forse è la più grande ricompensa per chi pratica sport, la convocazione a partecipare agli allenamenti collegiali di Formia, preparativi alla formazione della rappresentativa azzurra alle Olimpiadi di Los Angeles.

Di Libero si parla così in un giornale riminese del 25 maggio 1932: "Da Missirini, il forte e buon Missirini, siamo sicuri di non aver dispiaceri. Inutile pronosticare; soltanto la certezza che egli farà,come di consueto tutto il possibile. E fare tutto il possibile per Missirini significa dare fino all'ultima energia per il conseguimento della vittoria". Il raduno era incentrato su una serie di incontri preparatori che avrebbero permesso agli organizzatori di individuare quelli che sarebbero diventati i rappresentanti dei colori italiani alle Olimpiadi di Los Angeles. Nessuno dei contendenti risparmiò in quell'occasione, grinta e tenacia, e gli ottimi livelli raggiunti dallo sport pugilistico nazionale furono ancora una volta, se mai ve ne fosse stato bisogno, ampiamente dimostrati. In ciascuno degli incontri disputati Libero mette in mostra quelle doti che ne hanno caratterizzatol'intera sua parabola sportiva, e nonostante le ottime prestazioni come quelle contro Fiore e Marini, forse per la sua giovane età e forse per la diretta concorrenza di pugili quali Bianchirli, campione d'Europa, viene giudicato "ancora" inesperto.

L'esperienza di Formia indubbiamente ha rappresentato nella vita del "campione" una tappa decisiva, e nel contempo la difficoltà di accettare quel verdetto eliminatorio per lo meno discutibile, è rimasta palpabile ed ampiamente riconoscibile in tutti gli anni a seguire. A riprova di come le scelte fatte dai selezionatori, fossero state sì difficili da prendere, ma anche in alcuni casi, perlomeno opinabili, leggiamo ciò che scriveva Edoardo Mazzia il 15 giugno 1932 sull'avvenimento: "II poderoso Fabbroni, che sulla carta sembrava dover fare un boccone del modesto Missirini, ha trovato invece nel riminese, altrettanto combattivo e puntiglioso pane per isuoi denti. Costretto al tappeto due volte nel primo round iniziato ad andatura infernale, Missirini ha saputo riprendersi gradatamente per finire foltissimo nel terzo, dove il coraggioso grossetano è stato a sua volta duramente provato dai precisi destri e sinistri al viso".

Il 1932 fu un anno indubbiamente "ricco" di avvenimenti per la Rimini pugilistica. Si disputa in Germania la Coppa Europa di Clubs, prodiga di affermazioni per i "nostri" atleti. La formazione riminese è composta da Pandolfini, Montanari, Missirini, Rodriguez, Magnani, Torti e Neri. Il pugilato continua a tenere banco in quel di Rimini, i "cazzotti", romagnoli continuano ad andar di moda e nel 1935 nella nostra città i campioni di Santarelli affrontano la nazionale italiana guidata dall'allenatore Cavalier Garzena.

Siamo nel 1935 e Libero è parte integrante di quella compagine di "moschettieri" che affrontano ad Innsbruck la forte rappresentativa austriaca. "...Dopo è salito sul ring la volpe Missirini contro il campione austriaco Weilhammer. Combattimento di campioni esplicanti tattica opposta: calmo, preciso, autoritario e fermo in mezzo al quadrato, Missirini: irniente e combattivo il campione straniero. .."

Neri, Magnani e Missirini, Trovarino degnamente occupazione nei Vigili del Fuoco, dove seppero emergere e procurarsi indiscussi meriti. Già dal marzo 1930, Libero fa parte del Corpo dei Civici Pompieri in qualità di operaio dell'officina acquedotto e autoveicoli.

Nel 1937 Missirini abbandona la camera agonistica dopo aver disputato da protagonista ben 350
incontri.                                      

Sul finire degli anni '40 esplode in Missirini, la passione per le gare motociclistiche, e da pugiatore Libero, si trasforma, in acceso sostenitore e soprattutto in "Organizzatore" di circuiti cittadini motociclistici, nazionali ed internazionali.

Nell'ottobre del 1945, quando le macerie del conflitto appena concluso, coprono terrificanti la quasi totalità della penisola, è ancora Rimini, prima fra le prime città a ripresentare un avvenimento motociclistico quando lo sport sembra paralizzato o, comunque impotente nello sforzo di ritrovare il vecchio ritmo. Fu quella di Rimini del 1945 una meravigliosa giornata, non tanto per la Romagna che ritrovava intatti i suoi vecchi entusiasmi quanto per il motociclismo italiano che sul suo esempio seppe riorganizzarsi per poi puntare in pochi anni ai campionati mondiali. La gara, che tu* di velocità, vide alla partenza oltre ai numerosi piloti dell'epoca, anche Omobono Tenni, una veraleggenda vivente del motociclismo mondiale. Quella gara fu vinta da Balzarotti, seguito da Nino Martelli, su una Guzzi prestatagli dall'amico Roberto Sandrolini.

Ebbene quel circuito di Rimini del 14 ottobre 1945, fu sul punto di naufragare per il troppo entusiasmo e la mancanza di attrezzature nonché per l'enorme folla, la carenza organizzativa e il disastroso tracciato di gara. Due personaggi si alzarono su quel marasma e imposero la disciplina.Erano l'uno Guglielmo Sandri, vincitore della prima Milano - Tarante a oltre 106 di media su strade aperte al traffico, e l'altro Libero Missirini, che aveva fatto dello sport motociclistico, una fede da coltivare. E proprio a Libero si deve l'organizzazione di quel grande evento internazionale. Solo chi possedeva una così grande passione per gli sport motoristici, volontà ferrea, e costante tenacia, poteva arrivare ad organizzare annualmente, quella che verrà in seguito ricordata da tutti con un nome carico di suggestione, come "mototemporada", corsa di moto sui viali di "marina centro" dal 1945 al 1972.

La mototemporada, come la battezzò il giornalisto sportivo Ezio Pirazzini, era una fantastica manifestazione, una specie dì istituzione, migliaia di persone si muovevano nel fine settimana verso il litorale adriatico per assistervi.

Libero ha indubbiamente fornito un indiscutibile "supporto" turistico alla "riviera" e alla Repubblica di San Marino con l'annuale Rallye che richiamava sportivi da ogni nazione europea edai vari continenti.

La riconquistata libertà regalava la voglia di apprezzare e di gustare a pieno gli avvenimenti.

Nella primavera del 1945, getta la basi con Brolli e Pasolini del suo primo Moto Club, primo in Italia ad essere fondato, nel lontano 1923.

Libero negli anni a seguire, rappresentò forse, la "massima" autorità sportiva motociclistica' riminese.

I circuiti cittadini si susseguirono, di anno in anno, di pari passo con l'oramai altrettanto prestigioso rally Rimini-San Marino.

E la più antica Repubblica del mondo, mostra la sua riconoscenza nominandolo "Cavaliere ufficiale dell'ordine di sant'Agata" con decreto emanato nel 1955, dagli allora Capitani Reggenti.

Missirini, nel '55, ottenne, intervenendo presso la Federazione Motociclistica Italiana, che venisse eretta in città la prima Mototendopoli dell'Adriatico, un'area completamente attrezzata, in cui i motociclisti potevano trascorrere ore di tranquillo riposo.

II C.O.N.I, il 17 luglio 1954, ne fa il proprio delegato, e Libero interpreterà questa rappresentanza, con forte passione e coinvolgimento, superando quel ruolo, che ad oggi può' sembrare puramente simbolico.

Impianti, spazi, attrezzature, questo egli chiederà sempre ove se ne presentasse l'occasione, con una caparbietà che solo chi ha vissuto lo sport da "sportivo" può avere.

Così era magnificamente fotografato dalla carta stampata, : "..Ma dicevamo di Missirini, un entusiasta due occhi che brillano, animato da nobili impulsi e lo ricordo, come fosse ieri, lottatore inesauribile, pugilatore perfetto, furibondo nelle reazioni, magnificamente impostato, sempre deciso a non farsi scoprire i punti deboli o quelli più pericolosi dell'anatomia pugilistica; ancora più intelligente che atleta gonfio di muscoli. Missirini era veramente un atleta perfetto di quelli che Santarelli soleva ogni tanto forgiare, con un metodo che brillava di luce vivissima al confronto delle migliori palestre d'Italia, d'Europa e del mondo. Oggi Missirini si dedica anima e corpo ai raduni Internazionali, e come sempre tiene in pugno, in quel pugno che tante vittorie gli assicurò, il successo. E' un volitivo, ed è il degno capo dei motociclisti riminesi, i quali sanno apprezzare quanto viene fatto per la loro città e la valorizzazione turistica di una delle spiagge più belle della Romagna". (Il motociclismo al di qua e al di là delle Alpi-15 agosto 1951) Libero partecipa in qualità di delegato, ai congressi della allora "potente" Federazione Motociclistica Italiana, non rinunciando ad esprimere neppure in quella sede, i propri dubbi, le proprie remore, sui più svariati argomenti, intervenendo su temi, che gli erano particolarmente cari, quali gli impatti turistici che le "gloriose due ruote" potevano e dovevano avere sulle città e sul loro sviluppo.

Libero Missirini, oltre alla carica di delegato Coni, fa parte in quegli anni di quasi tutte le società sportive della città

L'appartenenza all'A.N.A.A.I. (Associazione Nazionale Azzurri d'Italia), non fa altro che suggellare se mai ce ne fosse bisogno, questo concetto. L'atleta Missirini ne fa parte in qualità di Azzurro, ,/ ; ovvero come colui che ha partecipato a gare internazionali in qualità di concorrente ed in ; < rappresentanza ufficiale  assoluta dell'Italia.  Oltre  a ciò,  ne viene nominato  membro  della commissione dei Revisori dei Conti in occasione dell'assemblea generale tenutasi a Rimini nel 1965.

"Il moto club Rimini, in attesa della grande conferenza stampa durante la quale sarà presentato compiutamente il primo circuito internazionale di velocità-Riviera di Rimini, la coppa Marathon, che si disputerà sul lungomare di Rimini il 14 maggio, con la partecipazione dei più noti campioni italiani e stranieri, delle categorie 125, 250, 350, e 500 cc., ha reso noto il tracciato del percorso, e la composizione del Comitato Esecutivo......"....Tale percorso è stato pubblicato su una cartolinatopografica a colori, che sovrimpone il tracciato su una sezione della mappa cittadina della zona di marina.

Tarquinio   Provini   stesso,   il   grande   campione   mondiale   di   motociclismo,   ha   analizzato accuratamente il percorso, trovandolo singolarmente veloce, il più veloce d'Italia. Gli organizzatori del circuito si sono impegnati affinchè la corsa presenti il massimo di sicurezza per corridori e spettatori, che si presumono superiori ai 20 o 30 mila.

Direttore di corsa sarà il comm. Libero Missirini, Presidente del Moto Club Riminese". (Il Resto del Carlino 15 Marzo 1967).

Gli sforzi organizzativi di quegli anni, vedranno non pochi riconoscimenti, tra i quali quello del comitato olimpico nazionale italiano nel 1966, per l'impulso dato alle gare di rally, e regolarità, nella quale saldezza di nervi e prontezza di riflessi, costituivano i principali requisiti per giungere al successo. Lo stesso comitato, tornava a sottolineare poi, le numerose e lusinghiere affermazioni in campo organizzativo, per le quali veniva attribuito il premio.

Libero,si adoperò poi con ogni mezzo, per difendere il gioiello di famiglia "II circuito cittadino di Rimini", mettendo a frutto, capacità organizzative, tali da trasformare a volte i sogni in mirabili realtà. I vari Moto Clubs dal canto proprio hanno contribuito a galvanizzare l'ambiente, se mai ce ne fosse stato bisogno, ponendosi il problema di costituire una o più squadre che li rappresentasse, e ne tenesse alto il nome e il prestigio.

C'erano tuttavia da risolvere grandi problemi finanziari........ pochi mezzi e generalmente insufficienti per far fronte alle necessità.....ma la   passione travolgente di Libero non si è mai fermata........

"Abbiamo fatto la più bella gara d'Europa e ci abbiamo rimesso tre milioni e mezzo".(Cronaca Riminese novembre 1967). Queste le parole di Libero riferite al Raduno Motociclistico Internazionale Riviera di Rimini, La coppa Marathon del maggio dello stesso anno.

Quell'avvenimento catapultò Rimini, la sua città, sugli schermi televisivi, per ben 75 minuti, catturando l'attenzione dei 25.000 spettatori presenti sul circuito.

Uno sforzo economico., sostenuto unicamente dal Moto Club e da pochi altri, ma che fece pronunciare a Missirini: "Fin da ora posso annunciare che la 2.a edizione sarà degna della prima, anzi la migliorerà"......

Nel 69' si meritò l'incarico onorifico di sovrintendente agli impianti sportivi comunali della città, propostogli dal sindaco Ceccaroni, quale ringraziamento per l'opera sino ad allora prestata.

Chi conosce il mondo delle moto, non può non ricordare due nomi su tutti, che ne hanno fatto la storia: Renzo Pasolini, e Giacomo Agostini. Il riminese Pasolini, sarà forse l'espressione vivente di una passione motoristica che sembra innata hi ciascun romagnolo, incarnando al meglio, coraggio e abnegazione, protagonista di innumerevoli duelli con il rivale Agostini, sino al tragico incidente in gara, che strappandolo alla vita lo consegnerà per sempre alla storia sportiva del motociclismo italiano, e alla memoria delle genti della sua città.

Due nomi, due campioni, un circuito, il "Città di Rimini", un organizzatore, Libero Missirini.....

E' il 1969 e..... "E' stata la grande grandissima giornata di Renzo Pasolini e della Benelli. Il campione di casa, dopo aver vinto, come volevano i pronostici nella 250 CC, ha trionfato anchenella gara più attesa e difficile, nella 350 CC, rifilando circa quattro secondi di scarto alla MV tre cilindri del campione del mondo Giacomo Agostini. Il pur esìguo vantaggio, non spiega una corsa assolutamente eccezionale. Pasolini e Agostini sono andati subito hi testa, nell'ordine divisi dapochi centimetri per ben sedici giri. Basti ricordare che Pasolini e Agostini hanno battuto insieme per ben cinque volte il record sul giro. Detto dei risultati, due parole sulForganizzazione del Comm. Libero Missirini, che coi collaboratori ha fatto le cose in grande" (II Resto del Carlino 17/03/69).

Il circuito di Rimini raggiunse sotto l'abile dirczione di Missirini valenza internazionale, contribuendo ancor più a diffondere nel mondo, l'immagine di una città aperta, capitale del turismoeuropeo.

Il tema della sicurezza nell'ambito delle discipline motociclistiche esplose fiirioso in quegli anni, la scomparsa di campioni quali Pasolini e Saarinen, scossero con veemenza un ambiente che era in continua crescita ed espansione. Reggere le redini di un Moto Club, ed organizzare annualmente gare su circuiti cittadini, In quel periodo certamente non fu cosa facile.

Libero guidato dalla sua grande "passione", rimase convinto sostenitore delle gare in ambito cittadino, per le quali soprattutto hi merito all'aspetto "sicurezza", si era magnificamente adoperato. Egli vide però delinearsi all'orizzonte il tramonto di un'epoca, i centauri che si sfidavano sfrecciando in riva al mare non ci sarebbero stati più

Cedere senza lottare non era però nel suo carattere, la difesa del "suo sogno" sarà strenua, e anche quando esso diverrà non più realizzabile non per questo egli lascerà le moto e i suoi campioni, li seguirà ovunque, anche all'interno di quelle nuove strutture destinate ad accoglierli, gli autodromi, opportunamente attrezzati ed ammodernati .La sua chimera, era un circuito chiuso, nato unicamente per le moto, alle pendici del monte Ventoso, con salite, discese, curve sopraelevate e varianti da brivido, nelle quali però la sicurezza fosse sempre l'elemento predominante.

Missirini non organizzava unicamente spettacoli sportivi, egli era interprete di un sentimento comune a tutte le genti della nostra terra, e per ricordare i suoi grandi campioni si adoperò con ogni mezzo: " La nuova fatica di Missirini è andata a compimento. Il monumento a Renzo Pasolini per il quale egli si era battuto con tanto fervore è stato inaugurato alla presenza di sportivi ed autorità.........Missirini e quelli che hanno contribuito per erigere il monumento al grande Renzo hanno interpretato il pensiero di una enorme platea senza alcun dubbio di tutta l'Emilia Romagna. (Il Resto del Carlino giugno 1976).

La vita, come un anello di asfalto solcato dai pneumatici di una moto scorre veloce, e Libero sembra non volerne perdere neppure un secondo: "Oggi sono di scena le auto al Santa Monica ma da domenica, anzi da sabato, torneranno a ruggire finalmente le moto del Gran Prix con "II Città di Rimini Trofeo Renzo Pasolini" organizzato dal Moto Club Rimini. Qualcuno dice che per vincere la disastrosa siccità che tanti danni ha provocato e provoca in Italia bisognerebbe ricorrere a Libero Missirini - fategli organizzare una corsa in Normandia o in Baviera o sulla Pianura Padana e vedrete che temporali..........Missirini  e  gli  altri del Moto  Club Renzo Pasolini avranno finalmente l'occasione di contare soldi, molti soldi. L'incasso è infatti assicurato con il cast dei di campioni che parteciperanno: Read, Sheene, Agostini, Cecotto e forse Lucchinelli nella 500. Per non parlare poi delle altre classi.......con il super Villa.........

Un 18 luglio così non si ricordava in Romagna. Verranno da tutta la riviera i turisti italiani e stranieri oltre ai normali appassionati, molti anche dall'estero. Stavolta Missirini non ha badato aspese e ha detto: "O la va o la spacca! Noi gli auguriamo che vada anche se in ogni caso sappiamo che il prossimo anno, a primavera, lo ritroveremo puntuale con la sua corsa tradizionale......ora dipende solo dal braccio di ferro tra la siccità e Missirini". ( II Resto del Carlino 11 luglio 1976)...

Il 6 dicembre 1976 il nostro ex azzurro di pugilato e benemerito organizzatore delle corse motociclistiche sotto l'egida del Moto Club Rimini riceve la Stella d'Argento al merito sportivo delConi con la seguente motivazione: "Quale giusto riconoscimento della benemerita attività svolta per molti anni a favore e per lo sviluppo e l'affermazione dello sport nazionale".

Dopo 32 anni di ininterrotta presidenza al Moto Club recentemente intitolato alla memoria di Renzo Pasolini, Libero Missirini vittima di una specie di "golpe" ad opera di alcuni consiglieri, lascia la presidenza e fonda un nuovo gioiello il nuovissimo "Moto Club Rimini" ( 5 novembe 1977) forte dell'appoggio di un folto gruppo di amici e appassionati. La nuova sede sarà posta in Via Tripoli.

In questa nuova avventura il "Presidente" per eccellenza, riversa tutta la propria competenza, e crea in soli nove mesi un vero "gioiello", con oltre 300 soci. Fu così, che la sua "rivincita" poteva dirsi completata tanto che il "Pasolini", ancora una volta gli offre la propria presidenza, ma coerentemente con il "Suo" personaggio, egli rifiuta.

Tutto ciò che si muove su ruote sembra interessare il rinato Libero che non disdegna di esplorare campi come quello dei Go-Kart, microbolidi spesso anticamera di palcoscenici sportivi di ben più grande risonanza in ambito motoristico.

Nell'ottobre del '78, decolla così il "Città di Rimini", che costituirà una delle maggiori gare nazionali con la partecipazione di tutti i migliori piloti, compreso il famoso centauro Marco Luchinelli.

Il pubblico risponde in maniera superiore ad ogni più rosea previsione, decretando il successo della manifestazione, voluta dal neonato Moto club Rimini.

Nel 1979, oltre al Raduno Nazionale dei Castelli Malatestiani, organizza il primo raduno motociclistico Nazionale dei Vigili Urbani d'Italia a cui partecipano 110 vigili giunti da ogni partedella penisola.

La sua passione è diretta come sempre in unica dirczione, quella della città, la "sua" città...di cui intende valorizzare ogni "istituzione".

Ed è così che il 18 Aprile 1973 diviene presidente del Corpo Bandistico della città di Rimini,.... un vecchio gioiello di cui nessuno si ricorda, relegato a custode di una tradizione musicale cittadina, oramai sconosciuta ai più.

Missirini, non perde occasione per valorizzarne le capacità, attraverso la partecipazione a festival, che vedono diverse bande cittadine cimentarsi, musicalmente parlando. Nel 1981, verrà riconfermato alla presidenza del "Concerto Bandistico città di Rimini", nato dalla fusione delle due bande cittadine, a loro volte nate dalla scissione consumatasi 16 anni prima.

A coronamento di un'intera vita spesa a servizio dello Sport, e delle sue istituzioni, Libero il 24 maggio del 1988 viene invitato al Quirinale dal Presidente Cossiga, per essere insignito della massima onorificenza del CONI, la "stella d'oro" al merito sportivo, proposto dalla Federazione Motociclistica Italiana con questa motivazione: "Personaggio di spicco del motociclismo nazionale, ha dato vita ad un elevato numero di Gran Premi e raduni internazionali. Membro di numerose commissioni federali nel periodo 1954-1982 è dal 1945 Presidente del glorioso Moto Club Rimini".

"........Libero Missirini 80 anni è una istituzione a Rimini. Un personaggio autentico, ricco di umanità,  di mille aneddoti, di tanto amore per la sua città per le cose che ha fatto: prima il pugile poi il Comandante dei Vigili del Fuoco, il Direttore del parco autoveicoli del Comune, dell'Amir, dell'Azienda Pompe Funebri, il Presidente dell'Associazione Azzurri e della Banda cittadina, ma soprattutto l'organizzatore delle corse di moto nei viali di marina centro dal 1945 al 1972". Tirando le somme, quasi volesse fare un consuntivo della propria esistenza, così si racconta: "...tra non molto lascerò la presidenza del Moto Club Città di Rimini per motivi di salute e anche perché da tempo i Moto Club non sono più quelli di una volta. Non contano più niente nella federazione e nel nostro sport......"

Tantissima gente assiepava quei viali, in più di una occasione anche ottantamila paganti, un successo straordinario. Allora si parlava di 42 milioni di incasso, Pasolini prendeva 800.000 lire, Agostini meno di 3 milioni.

Il motociclismo in riva al mare portò a Rimini i più famosi piloti di tutti i tempi come Agostini, Pasolini, Lucchinelli, Read, Pileri, Ceccotto, Bonera, Bianchi, Uncini, Lugger, Morbidelli, Saarinen e tanti altri.

Ed infine un giudizio sulla sua Rimini...: "...è cambiata molto in questi anni e purtroppo non in meglio. Si bada troppo alla politica e poco alle cose concrete. C'è troppo traffico, queste macchine dappertutto....la circolazione è un caos ma pare nessuno se ne accorga". (Il Resto del Carlino giugno 1988)...

Il 16 luglio di quello stesso anno, Rimini, lo premia con una medaglia d'argento, consegnatagli dall'amministrazione comunale, quale riconoscimento per il costante ed incessante impegno in ambito sportivo, come praticante e come organizzatore di eventi a rilevanza nazionale. 80 anni, e per il cavaliere è sempre il primo giorno, come quando cinquanta anni prima, saliva sui ring, italiani ed europei.

Sul finire di quegli anni, ripercorrendo a ritroso gii avvenimenti che ne hanno caratterizzato la vita di sportivo e organizzatore, alla domanda se si ritenesse un personaggio, rispose: "Molti mi ritengono tale, ma io quello che ho fatto, sia come comandate dei Vigili del Fuoco, sia come direttore tecnico dell'Azienda Autoveicoli del comune, e come Presidente dei Clubs Motoristici, l'ho fatto per dare lustro ai miei concittadini ed alla mia città, ed ancora mi dedico alla Banda come Presidente, perché nel '68, quando ci fu la scissione nessuno ebbe il coraggio di rimetterla hi sesto.......".

Sarà così sino al 2 ottobre 1994, quando Libero se ne andò per sempre

"A lui il motociclismo, e non solo romagnolo, deve molto perché è stato uno dei primi incantatori di quella manifestazione davvero incantevole che si chiamava mototemporada, purtroppo morta prima di lui hi un lontano giorno del 1971, quando Agostini gli disse: "Libero stavolta è proprio finita per i tracciati stradali". E lui mestamente annui, senza sbraitare pur sapendo che ci aveva rimesso un sacco di soldi (II Resto del Carlino 4 ottobre 1994 di Ezio Pirazzini).