Gustavo Voltolini (Scherma)

Rimini, 09 aprile 1923 (m. 17 agosto 1995)

Ogni ricordo, aneddoto della scherma riminese ci riconduce immancabilmente a lui, a Gustavo Voltolini, a questo uomo che ha dedicato tutta la sua vita allo sport che amava. Una passione che si era manifestata già da atleta e che è continuata poi, addirittura con più fervore, quando è diventato Maestro d'arme nell'accademia nazionale di Napoli (era il 1967). Una storia, quella di Voltolini, lunga almeno mezzo secolo. Nel dopoguerra, infatti, insieme al geometra Ferranti e al professor Pagnini aveva fondato a Rimini il "Circolo della Spada", dove cominciava a tirare le prime botte. Per cinque anni (dal '51 al '56) visse in Brasile, ma questo non gli impedì di frequentare le pedane di scherma, conquistando successi e titoli nazionali in quel Paese, sia nella spada che nella sciabola. Un'impronta, la sua, indelebile, al punto che ancora adesso, a distanza di tanti anni, a Brasilia si svolge un torneo che porta il suo nome. Tornato in Italia, oltre a combattere - nel '64, a 41 anni, si portò a casa la medaglia d'oro ai regionali - Voltolini si calò nei panni del divulgatore, del promotore della scherma. Organizzò gare, inventò formule si azzeccate tipo il torneo a "coppie miste", fece tutto il possibile, e anche-i! di più, perché la sua disciplina trovasse dei seguaci. Dopo aver rifonda-1: to il "Circolo della Spada", che per qualche stagione ebbe la moglie1' Adriana Angelini nel ruolo di presidente, Voltolini cominciò a entrare nelle scuole con dei regolari corsi. Qui le scoperte di tanti ragazzini che hanno poi scritto pagine importanti con una lama in mano. Lo ricordiamo inoltre infaticabile organizzatore dei campionati italiani di III e IV categoria, un appuntamento classico a Rimini, con migliaia di atleti ad animare i padiglioni fieristici. C'era un problema, un intoppo ed ecco che il Maestro era lì, per appianare tutto. Con un entusiasmo che non gli è mai venuto meno.

Tratto da "Quelli che...lo sport che passione" a cura di Alberto Crescentini e Carlo Ravegnani