Duilio Bianchini (Pugilato)

Rimini, 14 febbraio 1922 (m. 12 marzo 2002)

C'è chi sostiene che Duilio Bianchini sia stato il pugile più forte che Rimini abbia mai espresso. Velocità, potenza, intelligenza, gioco di gambe erano le sue armi vincenti sul ring, unite a un gancio destro che faceva davvero male. Non si sentiva secondo a nessuno e quando saliva sul quadrato, dove non aveva molti amici, aggiungeva anche quella cattiveria necessaria che serviva per caricarsi ulteriormente. I numeri in tal senso parlano chiaro e infatti Bianchini vinse prima del limite l'85% dei suoi 300 combattimenti da dilettante. La "perla" della sua carriera fu sicuramente il titolo europeo dilettanti conquistato nel 1942 a Breslavia battendo nell'ordine lo spagnolo Calpe, lo svedese Boqvist, il tedesco Carz. Poi vinse la finale "a tavolino" perché i vertici federali risparmiarono all'altro azzurro liberi una prevedibile serie di cazzotti memori di quanto successe qualche tempo prima a Roma. Una carriera, quella di Duilio, pesantemente condizionata dalla guerra e infatti non fu più lui quando riprese a boxare tra i professionisti. Tentò anche la scatta al titolo tricolore, ma fu sconfitto dal romano Valentini in un match disputato nella sua città.

Tratto da "Quelli che...lo sport che passione" a cura di Alberto Crescentini e Carlo Ravegnani