Si tratta di un caso pressoché unico nella ricerca sociale, non solo nel nostro paese ma in Eur

Quinto rapporto IARD sulla condizione giovanile in Italia

Milano, 29 novembre 2000

Si tratta di un caso pressoché unico nella ricerca sociale, non solo nel nostro paese ma in Europa, in quanto consente l'osservazione della dinamica degli atteggiamenti, delle opinioni e dei comportamenti dei giovani lungo un arco di tempo ormai quasi ventennale.

L'indagine, i cui risultati principali vengono presentati in questa sede, è stata realizzata intervistando un campione rappresentativo della popolazione giovanile tra i 15 e i 34 anni di età, composto da 3000 soggetti scelti in tutte le regioni del paese. Rispetto alle indagini precedenti, il margine superiore di età è stato esteso dai 29 ai 34 anni, al fine di cogliere con maggiore precisione la transizione dalla fase giovanile a quella adulta del corso di vita. E' noto che per una parte cospicua di giovani il passaggio all'età adulta avviene in ritardo rispetto a quanto accadeva alla generazione dei padri: come c'era da attendersi, una minoranza non trascurabile di trentaquattrenni non ha ancora del tutto superato la soglia dell'età adulta.

Per facilitare i confronti con i dati delle indagini precedenti, si sono mantenuti costanti una serie di indicatori, mentre altri sono stati aggiunti di volta in volta, al fine di mettere a fuoco aspetti ritenuti particolarmente significativi alla luce del momento storico attraversato. I rapporti co n la famiglia, l'esperienza scolastica e lavorativa, gli atteggiamenti verso la partecipazione politica e sociale, gli orientamenti di valore, le credenze e i comportamenti religiosi, i modelli di consumo e di uso del tempo libero, gli atteggiamenti e la propensione verso comportamenti devianti, sono temi che ricorrono regolarmente in tutte le tornate dell'indagine. Nelle ultime due edizioni si è deciso di approfondire in particolare i temi relativi agli atteggiamenti verso gli stranieri e gli immigrati, alle identità territoriali e alle opinioni sull'Unione Europea, infine alla propensione verso comportamenti a rischio. Nella quinta indagine compaiono nuovi indicatori relativi ai ruoli maschili e femminili e alla vita di coppia, agli atteggiamenti verso la scienza e le nuove tecnologie, ai consumi musicali, alle opinioni sulla pena di morte; una particolare attenzione è stata data anche alle dimensioni psicologiche dell'immagine e della percezione di sé.

I destinatari dell'indagine non sono i giovani (i quali non hanno bisogno di uno specchio nel quale guardarsi per riconoscersi o non riconoscersi), quanto piuttosto tutti quegli adulti (come genitori, educatori, insegnanti, operatori) che quotidianamente devono confrontarsi con i giovani e spesso hanno difficoltà a cogliere i segnali che vengono dai loro modi di comportarsi e dai loro stili di vita.
Il volume verrà, come di consueto, pubblicato presso la casa editrice "il Mulino" nel 2001.