I più recenti dati archeologici documentano la presenza umana nel territorio riminese già dal paleol

Prima della fondazione di Ariminum

I più recenti dati archeologici documentano la presenza umana nel territorio riminese già dal paleolitico inferiore: a circa 800.000 di anni fa risalgono infatti le testimonianze più antiche ritrovate sul colle di Covignano, nell'immediato entroterra. Ricerche sistematiche di superficie hanno restituito una considerevole quantità di ciottoli in selce rozzamente scheggiati. Le indagini archeologiche hanno confermato durante il Paleolitico una frequentazione del territorio collinare, allora lambito dal mare.

Tracce della presenza umana nella più recente età della pietra interessano la pianura e le alture intorno a Rimini: in particolare nella zona a Sud della città, sono stati recuperati materiali riconducibili agli antichi insediamenti che gravitavano lungo i corsi d'acqua e la linea di costa.

Sempre dal Covignano provengono significative testimonianze dell'età del bronzo, fra cui resti di un villaggio di  capanne nella zona dell'attuale Seminario, indici di un popolamento diffuso.

La valle del fiume Marecchia fu permeata, per tutta la prima età del ferro, dalla cultura villanoviana che ebbe in Verucchio il suo epicentro romagnolo. Su questa altura si sviluppò, dal IX al VI secolo a.C., una società originale le cui caratteristiche ci sono note attraverso i materiali restituiti dalle necropoli distribuite lungo le pendici: oltre ai tipici ossuari, si segnalano un cinturone in bronzo con simbolo solare,  fibule, asce decorate, vasi di varia foggia.