Sulle origini del comune riminese sappiamo poco.

L'Età Comunale

Sulle origini del comune riminese sappiamo poco. Nel X secolo al conte, rappresentante dell'imperatore e del pontefice, si affiancò il Pater civitatis, autorità municipale responsabile della regolamentazione dell'economia e della giustizia. Da questa carica, volgarizzata in "Parcitade", deriverà il cognome della famiglia ghibellina dei Parcitadi. Intorno al 1130 il comune era già una struttura complessa, retta da un Consiglio generale di circa trecento membri, presieduto prima da consoli e quindi, dalla fine del XII secolo, dal Podestà; un agile Consiglio di credenza (o degli anziani), eletto dal Consiglio generale, aveva funzioni esecutive e assicurava il disbrigo degli affari correnti.

Alla fine del XII secolo, in sostituzione dei consoli, fu introdotta a Rimini la figura del podestà, uno straniero con un incarico temporaneo (da sei mesi a un anno). L'innovazione aveva un significato inequivocabile: la provenienza del podestà da un'altra città e la durata limitata della carica volevano garantire da mire di potere e da pesanti ingerenze delle fazioni; è quindi un indizio dell'inasprimento delle lotte di parte fra le consorterie o le casate locali che aspiravano alla supremazia.

Nel 1157 il Comune di Rimini ottenne dall'imperatore Federico Barbarossa un privilegio che riconosceva le magistrature municipali e concedeva alla "diletta e fedelissima città", ghibellina da sempre, ogni diritto sul suo territorio e facoltà di battere moneta.

Il legame con l'impero fu sancito da un importante episodio storico datato al 1226: nella Pasqua di quell'anno Federico II promulgò nel palazzo dell'Arengo  la Bolla d'oro. Il documento,  che prende il nome dalla bulla, sigillo di metallo che ne garantiva l'autenticità, dava mandato all'Ordine dei Cavalieri Teutonici riunito a Rimini, di evangelizzare la Prussia pagana, stabilendo che tale regione divenisse possedimento dell'Ordine con sovranità illimitata. L'evento, che segnò l'inizio della conquista romano-germanica dell'Oriente e la fine delle invasioni barbariche, è ricordato da un'epigrafe inserita  nel 1994  nei Palazzi comunali. La bolla d'oro - di cui nel Museo è esposta una riproduzione - è conservata a Berlino in due esemplari.

L'affermarsi dell'autonomia comunale si rifletté anche in precisi interventi urbanistici: nel 1204,  ebbe inizio la costruzione del Palazzo del Comune, o Arengo, destinato ad ospitare le adunanze del Consiglio generale; al podestà venne riservata una sede autonoma - il Palazzo del Podestà, appunto - nel 1330; intorno alla metà del XIII secolo il Comune intraprese l'erezione delle nuove mura sia per difendersi meglio dai confinanti che per una più rigorosa esazione del dazio.