Il primo documento in cui si fa il nome di Giovanni, principale esponente della grande "scuola" di p

Giovanni da Rimini

(c. 1270-1338)

Il primo documento in cui si fa il nome di Giovanni, principale esponente della grande "scuola" di pittura fiorita a Rimini nel Trecento, è del 1292; non si sbaglierà troppo, pertanto, a collocare la sua nascita intorno al 1270. Agli inizi della carriera alternò il mestiere di artista con quello di agricoltore, affittuario di un podere a Sant'Ermete. Nei primi anni del nuovo secolo avrà conosciuto e forse collaborato con Giotto, che - stando al Vasari - soggiornò e dipinse a Rimini. In una carta del 1300 è già chiamato "magister", qualifica data ai pittori professionisti; nello stesso documento si precisa che la sua casa - e, verosimilmente, anche la sua bottega - era situata nella contrada di San Giovanni Evangelista, vicino alla chiesa di Sant'Eufemia.

Studi recenti hanno stabilito che Giovanni aveva tre fratelli pittori: il più anziano Foscolo e i più giovani Giuliano e Zangolo. All'atelier di Giovanni e dei suoi fratelli andrà attribuita, con ogni probabilità, l'esecuzione del famoso ciclo di affreschi in Sant'Agostino (la mano di Giovanni, per altro, era già stata riconosciuta dalla critica). Del pittore resta un'unica opera firmata: il Crocifisso di Mercatello; per affinità stilistiche gli sono state attribuite altre opere, tra cui l'essenziale e poetico Crocifisso dei Musei riminesi.

L'ultimo documento in cui Giovanni è indirettamente citato è del 1338: in quell'anno andrà situata la data di morte.