Nacque a Rimini nel 1850 da Luigi, un agiato possidente di Fano, e da Marianna Pani.

Domenico Francolini

(1850-1926)

Nacque a Rimini nel 1850 da Luigi, un agiato possidente di Fano, e da Marianna Pani. Frequentò il Ginnasio e il Liceo. Nel 1871 si impiegò in un istituto di credito, il Banco di Sconto. Ardente mazziniano, aderì alla Consociazione Democratica. Nel 1873 fondò il periodico "Il Nettuno" che, da foglio balneare, divenne ben presto la battagliera voce della Sinistra repubblicana e socialista: ciò che gli procurò ripetuti sequestri. Le posizioni politiche di Francolini evolvevano intanto dal mazzinianesimo al socialismo, e infine all'anarchia. Il 2 agosto 1874 fu - con Aurelio Saffi, Alessandro Fortis e altri - tra gli arrestati di Villa Ruffi, un incontro tra militanti rupubblicani e anarchici con obiettivi insurrezionali. Nel 1878 Francolini fu nuovamente arrestato; verrà assolto dall'accusa di aver dato vita a una "banda di malfattori" dopo un anno di carcere. Nel 1881 sposò la contessa Costanza Lettimi. Nel 1880, compiendo un percorso inverso a quello di Andrea Costa, era approdato a convinzioni schiettamente libertarie; tali rimarranno fino alla morte, avvenuta il 10 dicembre 1926.

Chiamato "anarchico francescano" per la mitezza del carattere, l'affabilità dei modi e il sostegno, continuo e un po' paternalistico, ai suoi ben più diseredati compagni di fede, Francolini fu anche un garbato poeta in lingua e in dialetto riminese (Vent'anni addietro, 1924).