Approvato anche, con solo 4 astensioni, l’emendamento proposto dal Sindaco che modifica l’art.

Il Consiglio comunale approva le modifiche al regolamento della Tari. Approvato anche l’emendamento sulle esenzioni ai luoghi di culto

23 Marzo 2018
Il tema della Tari 2018 è stato al centro dei lavori del Consiglio comunale che nella seduta di ieri sera ha prima discusso e poi approvato sia alcune modifiche al regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti che le tariffe per l’anno 2018.

Approvato anche, con solo 4 astensioni, l’emendamento proposto dal Sindaco che modifica l’art. 5 del Regolamento specificando più precisamente quali siano i luoghi di culto non soggetti al tributo.

Si tratta – è ora specificato nel regolamento grazie all’approvazione dell’emendamento – “degli edifici in cui viene esercitato, in via esclusiva e pubblica, il culto della religione cattolica e dell e altre religioni per le quali esistano intese con lo Stato italiano o, in mancanza, precedenti riconoscimenti pubblici o l’esistenza di uno statuto che ne esprima i caratteri conformi ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano. Parimenti non sono soggette al tributo le aule adibite esclusivamente ad attività di catechismo.” La modifiche al Regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti (Tari) sono state approvate con 18 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni, mentre l’approvazione delle tariffe per l’anno 2018 hanno registrato 16 si e 10 no.

“Le modifiche al regolamento della Tari – ha spiegato l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini nella sua presentazione -  introducono nuovi incentivi e agevolazioni per le utenze non domestiche.

Nel nuovo regolamento – ha proseguito Brasini - infatti viene riconosciuto un incentivo alle utenze non domestiche che oltre a conferire correttamente in raccolta differenziata, si adoperano a rendere sempre più pulito, ordinato e decoroso il contesto cittadino attraverso l’utilizzo di schermature che mitighino l’impatto visivo dei contenitori dei rifiuti, particolarmente importante nelle zone più frequentate dai cittadini e dai turisti. In particolare, proseguendo nell’esperienza già avviata lo scorso anno, è prevista una riduzione tariffaria del 15% (contro il 6% dello scorso anno) agli stabilimenti balneari che accorpandosi sviluppino una consistente superficie (superiore ai 25mila mq) e che realizzino sistemi di raccolta differenziata e di schermature ai contenitori dei rifiuti.” Viene inoltre estesa la possibilità di ottenere la riduzione tariffaria del 25% per quelle imprese “stagionali” che svolgono la propria attività solamente per un periodo limitato nel corso dell’anno, fino a 140 giorni (in precedenza 120 giorni).

Dal 2018, per agevolare i contribuenti, viene spostato il termine per il pagamento della prima rata (o della rata unica) della TARI dal 15 maggio al 31 maggio.

All’ordine del giorno anche l’approvazione delle tariffe per il 2018 che anche per quest’anno si mantiene la stessa impostazione già approvata per il 2017, che garantisce l’eliminazione di sperequazioni tra le diverse categorie, mantenendo al contempo tutte le esenzioni, le agevolazioni e le detrazioni già introdotte. Il piano finanziario 2018 approvato da Atersir prevede un costo per la Tari di poco più di 37 milioni di euro. Tra le voci di costo che compongono il PEF – ha spiegato l’assessore Brasini - riveste una particolare importanza l’accantonamento al fondo svalutazione crediti, accantonamento obbligatorio per legge, e che per quest’anno ammonta a 2.980.000 di euro. Questo determinerà un aumento tariffario pari al 2,9%, più basso del preventivato; il contenimento dell’aumento, che si attesta all’1,18% nel triennio 2016-2018, è stato possibile grazie alla potente azione di contrasto all’elusione ed evasione del tributo.

“Un’azione fondamentale – sottolinea l’assessore Brasini – senza la quale l’aumento della tariffa sarebbe stata superiore al 10%, con un impatto più pesante per i contribuenti. L’attività di recupero dei tributi non versati, iniziata nel 2016 e potenziata nel 2017, ha consentito il recupero di oltre 6 milioni di euro tra importi insoluti ed evasi. Proprio per questa ragione, abbiamo tutta l’intenzione non solo di proseguire su questa strada, ma di potenziare questa attività anche per il 2019, con il duplice obiettivo di perseguire l’equità fiscale e di recuperare risorse indispensabili per continuare a contenere gli aumenti delle tariffe e confermare ed ampliare le agevolazioni e le esenzioni rivolte agli utenti domestici e non. Sullo sfondo resta però un tema: quello dell’autonomia fiscale dei territori. E’ chiaro che è sempre più evidente come sia indispensabile trasferire le competenze anche in questa materia dallo Stato centrale al livello locale, rafforzando nel contempo la lotta all’evasione e inserendo disposizioni legislative che, ad esempio, impediscano il rilascio, il rinnovo di autorizzazioni e quindi la permanenza in esercizio  a quelle attività economiche che risultino sprovviste di un certificato fiscale e tributario in regola”.

Nel 2017, è stato infatti di 220 mila euro il totale di agevolazioni destinate alle utenze domestiche, in particolare per i contribuenti in situazioni di disagio sociale; ammontano invece a oltre 2 milioni di euro le agevolazioni rivolte alle utenze non domestiche, che comprendono la stragrande maggioranza degli operatori presenti sul territorio (esercenti pubblici, piccoli artigiani, imprenditori, ecc.).

 

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