Il progetto, presentato in Consiglio dall’assessore all’Ambiente Anna Montini, dal direttore general

Il consiglio comunale approva l’aggiornamento e l’integrazione funzionale del Piano di Salvaguardia della Balneazione: via libera alla nuova condotta Ausa

10 Maggio 2019
Tutela della balneazione, preservazione ambientale e mitigazione del rischio idraulico: risponde a questo triplice obiettivo l’aggiornamento e l’integrazione funzionale del Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato votato ieri sera dal consiglio comunale con 19 voti favorevoli, 7 astenuti e 2 contrari (i consiglieri Camporesi - Obiettivo Civico e Renzi - Fratelli di Italia)

Il progetto, presentato in Consiglio dall’assessore all’Ambiente Anna Montini, dal direttore generale operations del gruppo Hera Roberto Barilli e dall’ingegnere di Hera Luca Migliori rappresenta un upgrade del Piano avviato nel 2011 e si concentra nello specifico su interventi integrativi mirati alla mitigazione del rischio idraulico, anche alla luce dell’evoluzione meteo climatica, certificata da rilevazioni e analisi, con una maggiore frequenza e intensità di fenomeni di precipitazioni piovose. Il Psbo quindi amplia il suo raggio di azione: attraverso le opere in via di realizzazione su tutto il territorio comunale si andranno a garantire benefici non sono in termini ambientali e della balneazione, ma ulteriormente sotto il profilo della sicurezza idraulica.

“L’amministrazione grazie al lavoro dei suoi ingegneri ha sempre avuto ben chiara la necessità di agire attraverso interventi di mitigazione del rischio idraulico e ha agito in questo senso attraverso una serie di opere, alcune già realizzate, altre pronte a partire –spiega l’assessore all’Ambiente Anna Montini – Mi riferisco all’impianto idrovoro di via Carlo Zavagli, completato e in funzione dal 2016; ai lavori appena terminati allo scolmatore del Mavone, opera recentemente realizzata e completata che consente di ridurre i deflussi verso i bacini di valle e di conseguenza contribuirà ad alleggerire il bacino dell’Ausa. A breve invece inizieranno i lavori per l’impianto di sollevamento di via Santa Chiara, in centro storico. A questi si affiancano altri interventi di minori entità ma importanti come la vasca di laminazione appena terminata tra via Osteria Pettini e via Marecchiese. Il piano di salvaguardia della balneazione è per sua natura un piano in continua e costante evoluzione – conclude – e questa proposta rappresenta l’ulteriore innovazione di un progetto di risanamento ambientale unico in Italia”.

La proposta approvata dal Consiglio Comunale è il frutto di un lungo lavoro di approfondimento e di studio che si poggia sulle analisi e le rilevazioni effettuate nei sei anni di cantieri. L’elemento di integrazione è costituito dall’aggiunta del dodicesimo intervento agli originali 11 del Piano, l’intervento Dorsale Ausa che consentirà di eliminare i contributi di acque bianche e di ridurre in maniera considerevole i contributi di acque miste indicati che ad oggi, in tempo di pioggia, confluiscono nelle rete urbana di drenaggio.

Si tratta di una condotta dal diametro di 1,6 metri, correndo parallela alla SS16 a monte della Statale da Via Montescudo al deviatore Ausa raccoglie fino a 2.500 l/s di acque meteoriche evitando che queste arrivino allo scarico Ausa di piazzale Kennedy, alleggerendo quindi il sistema fognario dell’abitato centrale e a mare. Un intervento questo che è rientrato nelle opere finanziate con i fondi CIPE per oltre 8 milioni di euro e che quindi non avrà oneri né per il Comune né per il sistema tariffario. Per quanto invece riguarda l’elemento di Aggiornamento è costituito dalla diversa organizzazione dei volumi di accumulo (vasche) di acque reflue urbane della zona SUD per i bacini Rodella e Colonnella 1 e 2 e di implementazione dei sistemi di salvaguardia idraulica, nei casi in cui le portate indotte da specifici eventi meteorici rendano complessa la gestione dell’intero sistema. Con l’aggiornamento proposto, i reflui dei bacini Colonnella e Rodella, che nel progetto originario erano connessi con l’impianto idrovoro di piazzale Kennedy, avranno sezioni di scarico autonome e con impianto idrovoro di allontanamento in caso di necessità.

Questo dodicesimo intervento non andrà ad interferire con i tempi di completamento del Psbo, che sta procedendo come da cronoprogramma. La maggior parte dei progetti contenuti nella delibera approvata nel 2013 sono conclusi o in avanzato stato di cantiere. Quanto sino a qui realizzato ha portato al raddoppio dell’impianto di depurazione nel 2015, alla separazione delle reti per i bacini corrispondenti a 5 scarichi a mare (Spina/Sacramora, Sortie, Rivabella/Matrice, Turchetta e Pedrera) dei 7 presenti nella parte nord (11 quelli presenti lungo tutta la costa) con conseguente eliminazione del divieto di balneazione nelle acque corrispondenti (la media era di una decina di aperture a stagione). Procede anche la realizzazione di uno dei progetti simbolo del piano, quello di piazzale Kennedy, il cui completamento è previsto nei prossimi mesi: tra la fine di giugno e l’inizio di luglio è prevista l’apertura del Belvedere, mentre entro il 24 maggio con l’apertura della stagione balneare e del servizio di salvamento, saranno liberati i primi 300 metri di acque in corrispondenza del cantiere di posa della condotta Ausa.

Prima del dibattito sul Psbo, il consiglio ha votato la delibera relativa alle varianti al RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) e al ZAC (Zonizzazione Acustica Comunale) volte a consentire la permuta, alla pari e senza conguagli di denaro, tra un’area privata sita in via Fada con una adiacente di proprietà comunale (17 favorevoli, 6 astenuti e 5 contrari).  Grazie a questo accordo con la conclusione del progetto privato, l’Amministrazione entrerà nella disponibilità complessiva di un’area di 7.000 metri quadrati che, senza la variante al Rue, sarebbe stata ‘tagliata’ letteralmente in due dall’intervento privato, con conseguenti problemi di sicurezza e riorganizzazione funzionale e logistica. L’accordo permetterà all’Amministrazione di avere aree contigue su cui redigere un progetto di opera pubblica per migliorare gli standard di sicurezza e fruibilità del comparto dove insiste il centro studi e strategico per il trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza, creando un ‘hub’ della mobilità conservando le medesime capacità insediative per il privato.