La bella notizia di inizio anno mi arriva da Mariano Russo, il responsabile dell'Associazione rimine

Dichiarazione di Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi e rapporti con il territorio del Comune di Rimini

7 Gennaio 2019
Il bene comune, si sa, non ha confini né bandiere, ma la disponibilità che la comunità Argentina di Rimini ha dato per accogliere eventuali profughi che abbiano bisogno di aiuto, è di quelle che colpisce diritto al cuore.

La bella notizia di inizio anno mi arriva da Mariano Russo, il responsabile dell'Associazione riminese“Argentina per il mondo”, con sede a Torre Pedrera, attiva da anni in progetti di accoglienza e solidarietà per gli argentini di origine italiana di ritorno nel nostro paese, in seguito alle crisi del paese latino americano. In quasi venti anni, prima grazie all'impegno personale di Mariano, e poi con il supporto dell'Associazione, sono stati tanti gli Argentini accolti, inseriti e accompagnati anche nei percorsi amministrativi per il riconoscimento della loro cittadinanza italiana.

“Noi Argentini” mi ha detto Mariano, “nel momento del bisogno, abbiamo ricevuto tanto dall'Italia e anche da Rimini, vorremmo ricambiare tutto questo aiutando donne e bambini che scappano da povertà e guerre ma che, a differenza nostra, non possono contare sull'aiuto di connazionali o semplicemente su rapporti di conoscenza e contatti in Italia”...“èanche un modo che abbiamo tutti noi per ricambiare l’accettazione e il riconoscimento nella società”.

Una storia che, nel clima sociale di odio, razzismo e diffidenza che sembra permeare oggi la nostra società, illumina e riempie di gioia e speranza. Questa è l'Italia che lontano dai riflettori dimostra di essere diversa da quella che qualcuno, anche con importanti ruoli nazionali, vuole invece fomentare soffiando sul fuoco della frustrazione e del rancore sociale.

Nel raccogliere questa preziosa disponibilità, voglio approfittare per ringraziare Mariano, la comunità Argentina di Rimini, e tutti coloro che ogni giorno lottano, lavorano e si adoperano per accogliere chi è più in difficoltà, senza guardare al loro colore o paese di provenienza, ma solo al bene comune di cui danno, fuori da ogni retorica, concreto esempio e applicazione.