“6 mila pazienti seguiti, 1.200 nuovi casi ogni anno.

Convegno nazionale dell'Associazione Italiana Psicogeriatria giovani. La Vicesindaco Gloria Lisi:”1.200 nuovi casi di Alzheimer all’anno a Rimini e provincia”

18 Ottobre 2019
Riportiamo di seguito l’abstract dell’intervento tenuto questa mattina dalla Vicesindaco del Comune di Rimini, Gloria Lisi, in occasione del convegno dell’Associazione Italiana Psicogeriatria giovani.

“6 mila pazienti seguiti, 1.200 nuovi casi ogni anno. Questi i numeri, a Rimini e provincia, dell’Alzheimer, una condizione patologica che solo recentemente, in Italia, è stata affrontata nella sua specificità. Un numero che andrebbe moltiplicato per tre, coinvolgendo i nuclei familiari, dove la classica famiglia diventa la prima badante, in gergo tecnico caregiver.

Parto da questi numeri crudi per dare il senso e la dimensione di una delle patologie simbolo della senilità. “Invecchiare mantenendo attive le proprie capacità fisiche e mentali”, non è solo la mission della vostra associazione, ma uno dei banchi di sfida principali della nostra società.

L’invecchiamento demografico è un fenomeno tanto rilevante quanto ormai diffuso nelle nostre società. Un problema sempre più discusso dagli esperti, e vissuto con preoccupazione dalle famiglie. l’Italia è il paese più vecchio d’Europa, e continuerà a esserlo nei prossimi decenni. Non solo perché nascono meno bambini ma anche perché, con il progresso scientifico, sociale ed economico, le persone vivono più a lungo. Un grande risultato per la società, che deve però necessariamente essere accompagnato da un profondo cambiamento dei comportamenti e da un riequilibrio tra le diverse esigenze delle differenti generazioni.

Cosa facciamo a Rimini

 Come Comune di Rimini e distretto di Rimini nord, solo negli ultimi due anni, abbiamo incontrato e assistito più di mille tra anziani fragili con demenza, famigliari e caregivers. Abbiamo aperto sportelli dedicati nei servizi territoriali, anche nelle zone più periferiche, promosso azioni di conoscenza e sensibilizzazione, sostegno psicologico, gruppi di stimolazione cognitiva.

Sono progetti nati dalla stretta sinergia con le associazioni di familiari, una serie composita di gruppi di volontariato che oggi costituisce un fondamentale presidio e una rete di protezione per i malati e le famiglie. Abbiamo ricevuto premi europei per alcune sperimentazioni, come l’Amarcord Cafè (All’Istituto Valloni), dove facciamo dialogare tra loro chi sofrre di questi problemi, o i punti di incontro insieme ai famigliari. Figure di rilevanza nazionale come il dott. De Carolis della nostra Ausl o il Prof. Rabih Chattat dell’Università di Bologna formano i nostri operatori e qualificano interventi territoriali presi ad esempio a livello internazionale. Eppure non basta, perchè il bisogno aumenta, ma non sempre le risorse per sostenere a medio e lungo termini questi servizi che danno profondità e completezza a quelli sanitari.