
28 luglio - 16 settembre 2007

Mostra di sculture, incisioni, libri d'artista, collages e acquerelli che riflettono tre sguardi contemporanei sull'immaginario sudamericano.
Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini e organizzata dal “Museo degli Sguardi. Raccolte Etnografiche di Rimini” nell’ambito della linea di ricerca “Antropologia del comportamento estetico”, l’originale esposizione dedicata a quattro artisti sudamericani è curata da Oscar Rocca e Graciela Galvani (Studio Aliante di Pesaro), cui si deve anche il progetto dell’allestimento.
Dalle foto di Nerina Amato, intimamente legate alle genti di Salvador de Bahia in Brasile, ai disegni di Salvatore Grande, architetto di origine italiana vissuto a lungo in Argentina, dalle polimateriche sculture di Guillermo Rodriguez ai “bestiarios” di carta di Silvia Vera, tutte le opere in mostra esprimono, nelle diverse forme artistiche privilegiate dagli autori, l’intimo rapporto con la terra più amata: il Sudamerica.
E proprio nell’ “avvicinare il proprio pubblico alla dimensione riflessiva della nostra relazione con l’arte degli altri...” Marco Augé, Presidente del Comitato Ordinatore del Museo degli Sguardi, ha individuato una delle linee guida delle attività del museo riminese, impegnato anche in un’opera di sensibilizzazione volta a coinvolgere nuovi partner cittadini. In questa ottica nasce la collaborazione con il Grand Hotel al cui interno Salvatore Grande, Guillermo Rodriguez e Silvia Vera esporranno dal 1 settembre al 31 ottobre 2007.
L’iniziativa è sostenuta da Grand Hotel di Rimini, il Tucano Tour Operator Viaggi Ricerca di Willy Fassio (Torino), Vitemper di Giovanni Marinelli (Pesaro), adArte sasSocietà di ricerca
e servizi culturali (Rimini), link. Rimini da vivere.
La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile negli orari di apertura del museo
Per informazioni: Tel. 0541.751224
Guillermo Rodriguez, argentino classe 1954, docente e ricercatore di cultura popolare, propone "Imaginero", una selezione delle sue sculture più significative. Le ha realizzate con il legno della pianta del Cardòn. Le sue opere sono emblemi dell'arte per il culto, in cui s'intrecciano i paradigmi dello stile classico accademico e la fantasia della "imaginerie" religiosa coloniale americana. Un mix alchemico di materiali, forme e colori che attinge alla tradizione popolare e che genera una vera e propria poetica scultorea incentrata sul mito, sul "fetiche", sulla policromia e sul significato dell'oggetto.
Silvia Vera presenta "Incisioni e libri d'artista" dove rielabora in chiave contemporanea lo stile barocco americano. Un turbinio di figure e colori rivive sulle sue stampe e sulle copertine dei libri, un forte richiamo alla tradizione popolare e alla cultura argentina, sua terra d'origine. Pesci, cani, farfalle sono protagonisti della carta, materiale prediletto dall'artista, che non trascura uno degli elementi distintivi della sua terra, il "Tango" per ispirarsi e dar forma alle proprie creazioni.
Salvatore Grande, tarantino, ha condotto la sua carriera universitaria in Argentina, prima di trasferirsi a Milano dove ha perfezionato la propria preparazione. Con "Acquarelli", in esposizione opere (schizzi, acquerelli, collage) che fanno parte della sua ricca produzione artistica e caratterizzate dai colori caldi della terra, come il rosso, il giallo, il marrone.