
il ciclo d'eventi sul tema del lavoro precario organizzato dall'Assessorato alle Politiche del Lavoro, a Rimini fino all'11 maggio.
venerdì 9 maggio, alle ore 17 nella Sala degli Archi 1 in piazza Cavour, sarà la volta di "UNA STABILE PRECARIETA': donne e lavoro atipico", conferenza pubblica con la collaborazione dell'associazione Atti Unici.
Interverrà Marina Piazza, sociologa; che si occuperà dell'analisi delle soggettività femminili e delle trasformazioni negli atteggiamenti e comportamenti in ambito lavorativo e familiare; attenta al tema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, nel 2005 ha scritto Un po' di tempo per me. Letture di Lelia Serra.
Alla conferenza partecipano: Leonina Grossi, consigliera delegata Pari Opportunità, Provincia di Rimini; Anna Maria Fiori, assessore alle Politiche Abitative e del Lavoro, Comune di Rimini; Meris Soldati, segretaria provinciale Cgil; Massimo Fossati, segretario provinciale Cisl; Giuseppina Morolli, segretaria provinciale Uil; Stefania Mancini, imprenditrice; Sonia Alvisi e Maria Teresa Conti, consulenti del lavoro.
Si riconosce l'importanza dell'occupazione femminile per lo sviluppo sociale ed economico di un Paese e, nello stesso tempo, viviamo una trasformazione epocale del mercato del lavoro all'insegna della flessibilità. Un lavoro frammentato, incerto, che si mangia il presente; il soggetto che dovrebbe ricomporre il proprio percorso e non ha il "tempo per sé" per farlo, per trovare quel filo rosso che legge la propria esperienza e le dà senso. Ma è soprattutto la mancanza di tutele che è difficile sostenere. Questo "buon rapporto" tra giovani donne e flessibilità/precarietà si incrina infatti quando c'è di mezzo la maternità. Avere un figlio incrina il buon rapporto con la flessibilità. Nasce un desiderio di garanzie.
Sabato 10 maggio, alle ore 21 nella Cineteca comunale di via Gambalunga, sarà proiettato Vogliamo anche le rose, un film di Alina Marazzi, prodotto da MIR Cinematografica con Rai Cinema.
Vogliamo anche le rose è il terzo documentario di Alina Marazzi dedicato a storie e identità femminili. Racconta il profondo cambiamento avvenuto nel costume in Italia tra la metà degli anni 60 e la fine degli anni 70. Il film immagina gli eventi narrati nei diari ricorrendo a materiali di repertorio dell'epoca, accostandoli, forzandoli ed esaltandoli in una libera interpretazione che vuole andare al di là della ricostruzione storica per cogliere il più possibile tutta la verità emotiva e esistenziale di cui la storia è fatta. Il racconto si snoda su due linee narrative che si intersecano continuamente tra loro e che costituiscono i poli di una dialettica tra la sfera pubblica e quella privata.
Continuano poi nelle sale di Palazzo del Podestà le tre mostre collettive di Manifesta: La Stanza segreta, Requiem e l'Altra metà del lavoro, aperte al pubblico fino all'11 maggio dalle ore 17 alle 24.
Una stabile precarietà: donne e lavoro atipico
conferenza pubblica di Marina Piazza
Abstract dell'intervento
Da un lato, le teorie economiche, gli studi, le ricerche riconoscono con sempre maggiore evidenza l'importanza dell'occupazione femminile per lo sviluppo sociale e economico di un Paese, dall'altro lato, stiamo vivendo in questi anni una trasformazione epocale del mercato del lavoro e la parola chiave di questa trasformazione è flessibilità.
Flessibilità non solo nella quotidianità, negli orari e nei tempi, ma anche nel rapporto di lavoro, nel momento dell'accesso, ma anche dopo (lavoro intermittente, lavoro a progetto, lavoro a tempo determinato). Ci sono quindi fortissime trasformazioni anche dei tempi di vita biografici. Quindi trasformazione, fluttuazione, mobilità, incertezza, precarietà delle vite oltre che del lavoro. Delle vite femminili più che di quelle maschili.
Un lavoro frammentato, incerto, che si mangia il presente, il soggetto che dovrebbe ricomporre il proprio percorso e non ha il "tempo per sè" per farlo, per trovare quel filo rosso che legge la propria esperienza e le dà senso.
Ma la posta in gioco è troppo alta per rinunciarvi, il lavoro precario può anche essere scelto con consapevolezza, la flessibilità può anche essere scelta. Si potrebbe anche affermare, come fa qualcuno, che molte giovani donne non desiderino nè immaginino per sè un modello di partecipazione fulltime, fullyear, fulllife., che abbiano forte il desiderio e il senso di un tempo quotidiano e biografico meno rigidamente normato, meno eterodiretto.
E' la mancanza di tutele che è difficile sostenere. Questo "buon rapporto" tra giovani donne e flessibilità/precarietà si incrina infatti quando c'è di mezzo la maternità. Avere un figlio incrina il buon rapporto con la flessibilità. Nasce un desiderio di garanzie.
Ed è questo il nodo; il grande nodo di contraddizione che accomuna tutte le giovani donne e che rappresenta anche il fattore dirimente di differenza tra uomini e donne
Perchè mentre il mercato del alvoro ha talmente sovvertito le proprie regole da non poter essere paragonato a quello che era vent'anni fà, il lavoro di cura è rimasto immobile, pietrificato in un a-priori che assegna alle donne il compito e che proprio per questo lo svaluta e continua a renderlo invisibile, nonostante le leggere trasformazioni registrate nei dati Istat.
MARINA MAURO PIAZZA
Sociologa. Si è occupata - sia nella ricerca che nella formazione - dell'analisi delle soggettività femminili e delle trasformazioni negli atteggiamenti e nei comportamenti sia in ambito lavorativo che familiare. Negli ultimi anni si è occupata prevalentemente della tematica della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.Dal 1995 al 2000 è stata esperta e responsabile per l'Italia nel network "Family and Work" dell'Unione Europea.
Dal 2001 al 2003 è stata professore a contratto all'Università La Sapienza di Roma per il corso di studi di genere.
Ha diretto numerose ricerche per enti pubblici e privati sui temi della conciliazione e della valorizzazione delle competenze femminili, pubblicandone i risultati. E'stata esperta per ISFOL dei progetti Equal sulle pari opportunità.
E' stata consulente per la Provincia di Arezzo per progetti sulla conciliazione ed è attualmente consulente per i comuni di Prato, di Firenze e di Bergamo per la conduzione di sperimentazioni di sensibilizzazione nelle scuole sulla condivisione del lavoro di cura e sull'identità di genere.
Ha condotto nel 2007 una campagna di comunicazione sulla condivisione del lavoro di cura per la Provincia di Bologna.
Dal 2000 al 2003 è stata presidente della Commissione Nazionale Parità.
Tra le ultime pubblicazioni:
* Le ragazze di cinquant'anni. Amori, lavori, famiglie e nuove libertà, Mondadori, Milano, 1999
* (con B. Mapelli) Cuore di mamma. Storie e dialoghi di madri e figli (maschi e adulti) Franco Angeli Le Comete, Milano, 1999
* AAVV Competenze S-convenienti (metodologia del progetto, introduzione e conclusione) Editoriale Aesse, Roma, 2000.
* (con B. Mapelli e M.B. Perucci), Maschi e femmine: la cura come progetto di sé. Manuale per la sensibilizzazione sulla condivisione del lavoro di cura, FrancoAngeli, Milano, 2002
* Le trentenni. Fra maternità e lavoro, alla ricerca di una nuova identità, Mondadori, Milano, 2003
* La conciliazione, in:Il mercato del lavoro lombardo. Uno sguardo di genere nelle più recenti ricerche , ComEdit, Milano, 2004
* Ingressi riservati. Donne e uomini nelle carriere politiche, FrancoAngeli, Milano, 2005
* Un po' di tempo per me , Mondatori, Milano, 2005
* La conciliazione come ecosistema complesso, in "Prospettive sociali e sanitarie, n.4-5, 2005
* Ingressi riservati in: A.M. Simonazzi ( a cura di), Questioni di genere, questioni di politica, Carocci, Roma, 2006