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Mercoledì, 08 10 2008
 
 
 
 
 
 
 
 
 

MANIFESTA - Il lavoro delle donne

Manifesta giunge alla sua seconda edizione. Un appuntamento che si rinnova e che ripropone il lavoro al centro dell'attenzione, in particolare il lavoro delle donne e il tema del precariato.

MANIFESTA  -  Il lavoro delle donne

Rivolgere lo sguardo alla precarietà è un'occasione per mettersi in contatto con le trasformazioni che investono l'ambiente sociale e culturale della nostra comunità e dell'intera nazione e prendere coscienza delle conseguenze di questa condizione, delle ripercussioni che investono e influenzano il nostro modo di sentire, di relazionarci agli altri, di vivere la nostra vita. Il concetto di precariato è ormai assimilato e assunto come regola per affiliarsi alla modernità che richiede di essere flessibili fino all'accettazione della rinuncia di quelle certezze sulle quali spingere il pensiero ad una progettazione, di un nucleo familiare o di un investimento personale. In maniera graduale si è affermata una società di tipo individualistico, nella quale la singola persona ritrova la propria identità non nell'appartenenza a una collettività stabile, ma ad una aderenza a rapporti basati sul gusto e sugli stili di una generazione che spesso risponde alle esigenze del mercato e della sua vorace richiesta di produttività e di consumo.
Manifesta è un modo per percorrere, in maniera trasversale, questo spinoso viaggio nel mondo del lavoro attraverso le immagini, le parole e le opere di donne e uomini che, accettando il nostro invito, hanno concretizzato il nostro desiderio di confronto e di riflessione.

 
MANIFESTA  -  Il lavoro delle donne

Calendario degli eventi

LA STANZA SEGRETA
percorsi sulla via d'uscita collettiva d'arte con opere di: Lucia Baldini, Maria Cristina Ballestracci, Claudio Ballestracci, Cristina Bellini, Debora Branchi, Meris Cenni, Cecilia Coppola, Federica Giorgetti, Ana Hillar, Michaela Iagulli, Ilaria Margutti, Franco Pozzi, Simona Rinciari, Maddalena Rossetti, Natascia Tassinari, Cinzia Verni, Patrizia Zelano.
Dal 2 maggio all' 11 maggio, dalle ore 17 alle ore 24 Sala del Podestà, piazza Cavour, piano terra
La stanza segreta
è un luogo d'incontro tra poetiche affini e distinte che si mescolano per dar vita ad un labirinto di sensibilità dove ognuno potrà cercare e trovare la propria via d'uscita. La collettiva è composta dal lavoro di diciassette artiste e artisti che si misurano con l'antico rituale del perdersi per trovare un altrove, un ignoto, una sospirata via d'uscita. Il labirinto è complesso e intricato di per sé, legato a rimandi soggettivi. Lo svelamento intimo dei personali percorsi che si intrecciano e si annodano restituisce una visione d'insieme che è dono di alterità. Disegna nello spazio nuove geometrie realizzando spostamenti che non dipendono più dalla volontà del singolo ma nel loro dialogo, generano un ordito che si offre al visitatore come invito ad essere partecipe e artefice di uno sguardo allargato che rimanda ad altre visioni che tendono all'infinito ma, nello stesso tempo, si definiscono all'interno dell'immaginario collettivo.

Max Mandel L'altra metà del lavoro Mostra fotografica
Dal 2 maggio all' 11 maggio, dalle ore 17 alle ore 24 Sala del Podestà, piazza Cavour, primo piano
Max Mandel ci farà dono dei suoi ritratti femminili inediti, un progetto fotografico che nasce espressamente per Manifesta e che racconta i volti delle donne incorniciate nel loro contesto di lavoro con maestrale discrezione e complicità. Max Mandel è fotografo e ricercatore iconografico; alle fotografie archeologiche e di architettura affianca quelle di carattere artistico. Nel corso della sua attività ha compiuto ripetuti viaggi in Europa e in Asia dove ha esposto sue personali in Giappone e in Turchia e le sue fotografie sono state pubblicate presso le maggiori case editrici. Le parole che meglio possono avvicinare alle sue fotografie sono quelle che gli ha dedicato il grande Henri Cartier-Bresson: "Max Mandel è un occhio: sa vedere."

 
MANIFESTA  -  Il lavoro delle donne

FOTOMOSSE in concerto - Anna, Bruno e Patrizia Valeri - chitarra voci e percussioni; Giuseppe Del Magno - voce e chitarra;Fabrizio Flisi - fisarmonica e pianoforte; Giulia Berardi - flauto e percussioni;
Venerdì 2 maggio, ore 20 Vecchia Pescheria, piazza Cavour
Fotomosse nasce a Rimini nel 2004 da un gruppo di amici, parenti e "allegati affettivi" che decidono di ammazzare la domenica pomeriggio improvvisando concerti nelle piazze di ignari paesi dell'entroterra marchigiano e romagnolo. Nel 2006 è coinvolto in un progetto di sensibilizzazione sulle tematiche del lavoro precario promosso da NidiL Cgil.
Il gruppo realizza un cd dal titolo A questa fragilità mi dedico.


Babilonia Teatri presenta Underwork spettacolo sul lavoro precario di e con Valeria Raimondi, Enrico Castellanie con Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton costumi: Franca Piccoli; scene: Babilonia Teatri/Gianni Volpe; musiche a cura di Francesco Speri; luci: Giovanni Marocco, MarcoSpagnolli
Sabato 3 maggio, ore 21 Teatro degli Atti, via Cairoli, 42
Underwork non ha nessuna pretesa informativa sul tema del lavoro precario. Non condanna, non spiega, non dà soluzioni. Fotografa una situazione di incertezza facendo procedere parallelamente due modi narrativi: da una parte c'è la leggerezza del dolce far nulla rappresentata in scena dalle vasche da bagno, dalla musica di Liza Minelli, dalla pioggia di monetine, dall'altra c'è il vero centro dello spettacolo rappresentato da un recitato scarno ed incisivo. Frasi corte e serrate, supportate da un incipit forte e caratterizzante, una sorta di poesia senza rima né armonia. Ed è in questi testi che gli attori, ritti sulla scena o adagiati mollemente nelle vasche piene d'acqua, enumerano ed accumulano frasi, luoghi comuni, dati, canzoni, ansie, imprecazioni, slogan: tutti i punti di vista possibili. Cosa c'è da spiegare quando nulla ha più senso?

PARTICELLE di Giuseppe Battiston e Piero Sidoti con Pietro Sidoti attore e cantautore; Francesco Bertolini chitarra; Claudio Di Giusto percussioni; Antonio Marangolo sassofono; regia di Giuseppe Battiston
Domenica 4 maggio, ore 21 Teatro degli Atti, via Cairoli, 42
Uno spettacolo agro-dolce tra parole e musica, per il ritratto di una generazione.
Ritratto molto diffuso in tempi in cui l'adolescenza si prolunga a tempo indeterminato e il traguardo della sistemazione si dilaziona, si allontana e così evapora nel territorio vago dei sogni, dove la maturità è un optional, un caso e, per i più, un codice a barre in scadenza. La cosmica odissea di un giovane del Duemila, superesperto di tutto e di niente, costretto come tanti allo slalom tra mille scollati lavori di ripiego. Le sue riflessioni, introspettive o esteriorizzate in dialoghi con interlocutori assenti, trovano un'eco nella musica dal vivo che asseconda l'andamento a zig-zag della parabola di una generazione, segnata dai punti di domanda.

Incontro pubblico "Il lavoro in un racconto. La pratica dell'aver cura". A cura del Centro per l'impiego della Provincia di Rimini e dell'Azienda U.S.L. di Rimini
Lunedì 5 maggio, ore 21 Sala degli Archi 1


NOTE DI LUGLIO (2007) dur.29' di Marco Bertozzi prodotto dalla Fondazione ENAIP di Rimini all'interno del progetto europeo Equal Spring Out. a seguire incontro con il regista
Giovedì 8 maggio, ore 21 Cineteca Comunale, via Gambalunga, 27
Note di luglio racconta la storia di tre ragazze seguite dal Servizio Salute Mentale della Azienda USL di Rimini che per qualche giorno vanno in visita a Parigi. Francesca, Silvia e Daniela dovrebbero ben presto trovare lavoro: a Parigi visitano alcune realtà correlate all'inserimento lavorativo dei malati psichiatrici francesi, grazie a percorsi di riabilitazione sociale. Il viaggio diventa l'occasione per raccontare sogni ed aspettative di vita, per condividere problematiche e confrontarsi col mondo del lavoro ma diventa anche un'esperienza esterna ai circuiti protetti della loro quotidianità. Il rientro in Italia conferma quanto sia difficile, per loro, e nonostante una legge lo preveda, trovare effettivamente lavoro.

A seguire
UNA STORIA COMUNE Donne sull'orlo di un miracolo economico (2008) dur. 54' di Stefano Bisulli e Roberto Naccari
a seguire incontro con i registi
Alla fine della seconda guerra mondiale, la riviera romagnola era un cumulo di macerie. Nell'arco di vent'anni questa terra sperimenta un travolgente sviluppo economico che la porta a diventare la capitale del turismo di massa. Attraverso le storie e lo sguardo di sei donne, il documentario narra le profonde trasformazioni socioculturali determinate da questo "miracolo". Le voci delle protagoniste, a tratti commoventi a tratti ironiche e divertite, evocano speranze e tragedie, appassionate ricerche di affermazioni personali, di miglioramenti delle condizioni di vita, di aperture di nuovi orizzonti, espressioni di un sentire comune dove i ricordi escono dai confini della sfera privata per diventare storia collettiva di un territorio e dei suoi abitanti.

Conferenza pubblica con la collaborazione dell'associazione Atti Unici

UNA STABILE PRECARIETA' donne e lavoro atipico
Venerdì 9 maggio, ore 17 Sala degli Archi 1 - piazza Cavour

Si riconosce l'importanza dell'occupazione femminile per lo sviluppo sociale ed economico di un Paese e, nello stesso tempo, viviamo una trasformazione epocale del mercato del lavoro all'insegna della flessibilità. Un lavoro frammentato, incerto, che si mangia il presente; il soggetto che dovrebbe ricomporre il proprio percorso e non ha il "tempo per sé" per farlo, per trovare quel filo rosso che legge la propria esperienza e le dà senso. Ma è soprattutto la mancanza di tutele che è difficile sostenere. Questo "buon rapporto" tra giovani donne e flessibilità/precarietà si incrina infatti quando c'è di mezzo la maternità. Avere un figlio incrina il buon rapporto con la flessibilità. Nasce un desiderio di garanzie.
intervento di:
Marina Piazza, sociologa; si occupa dell'analisi delle soggettività femminili e delle trasformazioni negli atteggiamenti e comportamenti in ambito lavorativo e familiare; attenta al tema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, nel 2005 ha scritto Un po' di tempo per me.partecipano alla conferenza:
Leonina Grossi, consigliera delegata Pari Opportunità, Provincia di Rimini
Anna Maria Fiori, assessore alle Politiche Abitative e del Lavoro, Comune di Rimini
Meris Soldati, segretaria provinciale Cgil
Massimo Fossati, segretario provinciale Cisl
Giuseppina Morolli, segretaria provinciale Uil
Stefania Mancini, imprenditrice
Sonia Alvisi - Consulente del Lavoro
Maria Teresa Conti - Consulente del Lavoro


Vogliamo anche le rose (2007) dur. 85' un film di Alina Marazzi, prodotto da MIR Cinematografica con Rai Cinema
Sabato 10 maggio, ore 21 Cineteca Comunale, via Gambalunga, 27
Vogliamo anche le rose è il terzo documentario di Alina Marazzi dedicato a storie e
identità femminili. Racconta il profondo cambiamento avvenuto nel costume in Italia tra la metà degli anni 60 e la fine degli anni 70. Il film immagina gli eventi narrati nei diari ricorrendo a materiali di repertorio dell'epoca, accostandoli, forzandoli ed esaltandoli in una libera interpretazione che vuole andare al di là della ricostruzione storica per cogliere il più possibile tutta la verità emotiva e esistenziale di cui la storia è fatta. Il racconto si snoda su due linee narrative che si intersecano continuamente tra loro e che costituiscono i poli di una dialettica tra la sfera pubblica e quella privata.

Al termine dell'iniziativa, domenica 11 maggio dalle 19 alle 24, presso la Sala del Podestà, dj set con dj Marta.

INGRESSO LIBERO A TUTTE LE INIZIATIVE

Per informazioni tel 0541-704982