
Relazione annuale al Consiglio Comunale
Avv. Francesco Barletta
Est modus in rebus:
sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.
(Orazio – Satire – I,1).
Signor Sindaco, signor Presidente del Consiglio, signori Consiglieri,
con la nomina del Difensore Civico il Consiglio Comunale di Rimini ha reso operativa la decisione della sua istituzione e ha aperto una finestra permanente d' osservazione e controllo sull' operato della Pubblica Amministrazione Comunale.
Certamente si è trattato di scelte e decisioni, responsabili e coraggiose, improntate alla volontà di trasparenza.
Nel volgere degli anni e nel succedersi dei Difensori Civici le scelte operate si sono dimostrate giuste perchè i cittadini hanno cominciato a comprendere che l' Amministrazione Comunale apriva gli armadi per rispetto dei loro diritti e dei loro interessi.
Pur di nomina recente ci siamo resi conto che lungo ancora è il cammino perchè la cittadinanza riesca a comprendere appieno l' Istituto e, pertanto, abbiamo ritenuto, in questa relazione, non inutile insistere, anche a rischio di ripetersi, sulla figura del Difensore Civico in generale e sulla figura del Difensore Civico a Rimini per passare, quindi, ad una breve sintesi dell' attività svolta nell' anno 2003 con particolare riferimento al periodo del nostro incarico, con il seguito di alcuni suggerimenti, proposte e dati statistici.
Pur certi della Vostra attenzione, ci auguriamo anche la giusta comprensione del nostro operato che, pur modesto e non certamente risolutivo di ogni e qualsiasi problema, può garantire, comunque, la realtà del nostro costante impegno.
Il Difensore Civico, questo sconosciuto
Quando si parla di Difensore Civico quasi sempre ci si sente rispondere che il Difensore Civico “è nato in Svezia” con la costituzione del 1809 e con il nome di Ombudsman e, successivamente, anche con nomi, modalità e funzioni in parte diversificate, in altre nazioni sia europee che di altre parti del mondo.
Con il trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 è nato, inoltre, il Madiatore Europeo con il compito di controllo dell' attività amministrativa delle istituzioni e degli organi della Comunità e di sostegno alle istanze e denunce dei cittadini nei confronti della burocrazia europea e con esclusione del potere di controllo sui tribunali di prima istanza e sulla Corte di Giustizia: cosa logica e comprensibile per evitare intromissioni in organi assolutamente indipendenti.
Riteniamo che il riferimento immediato, quando si accenna al Difensore Civico, alla parola Ombudsman e alla Svezia sia dovuta più alla difficoltà di pronuncia e all' astrusità del nome e forse ad una specie di esterofilia che alla effettività di un primato nell' istituzione, salvo che non si debba pensare a un voluto abbandono della ricerca storica di tale figura attraverso i tempi.
Werner Palla, presidente dell' istituto dell' Ombudsman nonché Difensore Civico della provincia autonoma di Bolzano, in un recente opuscolo (Edizioni Athesia Bolzano 2002) ha ritenuto fornire, oltre alle “due nuove idee”, di un museo dedicato all' Ombudsman stesso e di un Santo Patrono per gli Ombudsmen, una breve “carrellata” sugli organi di controllo e di ricevimento delle proteste dall' antichità fino ai sinonimi del presente, passando attraverso l' Ombudsman della Scandinavia.
Vengono così indicati o richiamati alla memoria, organi assimilabili al Difensore Civico che si ritrovano già, da secoli avanti Cristo, in vari popoli o città della terra: Euthynoi (460 a.c.), Logistai (454 a.c.) ad Atene; Efori - metà del secolo VIII a.C.) a Sparta e, un Censorato in Cina sin dal 221 a. C. e, ovviamente in epoca a. C., nell' antica Roma, a partire dai Tribuni della plebe.
Si vuole rilevare, quindi, senza togliere alcun merito alla Svezia nella primogenitura del termine Ombudsman nell' istituzione moderna dell' istituto, che nel mentre per la Svezia si dovrebbe esattamente parlare di istituzione, per quanto concerne l' Italia si deve parlare di riscoprimento o di reintroduzione di un istituto facente già parte della storia del nostro Paese.
Se è vero, che noi italiani siamo, a torto o a ragione, meritevoli o non meritevoli, volenti o nolenti, i discendenti e gli eredi degli antichi Romani, certamente per noi è giusto motivo di orgoglio rivendicare e affermare che la figura del Difensore Civico appartiene alle nostre tradizioni e alla nostra cultura e che noi abbiamo anche dei precisi punti di riferimento a cui rivolgere la nostra attenzione nell' indicare la figura del Difensore Civico e le sue mansioni tenendo presente, ovviamente, i necessari cambiamenti e i dovuti adattamenti alle situazioni determinate dallo svolgersi dei secoli.
Si vuole ritenere che le radici dell' istituzione del Difensore Civico siano da ricercarsi nell' istituzione del Defensor Civitatis che sarebbe avvenuta, durante il dominio dell' imperatore Costantino (periodo 306-337 d.C.), per dare ai sottoposti la possibilità di portare a conoscenza dell' imperatore tutte le prevaricazioni e gli abusi operati dalle magistrature locali.
Correvano, come suol dirsi comunemente, brutti tempi per l' impero romano.
L' antica gloria non esisteva più ed era già molto se ne veniva conservato almeno il ricordo.
Le province romane avvertivano ormai che la potenza di Roma era in declino e che si avvicinava il momento del crollo e della fine.
Roma, faro di civiltà ed esempio di tutte le virtù, era in pieno sfascio e si presentava come una città ormai invivibile, corrotta, senza vitalità e senza comunicazioni dove allignava ogni corruzione e ogni degrado e la popolazione diminuiva per l' abbandono delle persone più qualificate che, partendo, lasciavano la città, praticamente, in mano a lazzaroni di ogni tipo e specie.
Roma non era più la sede dell' impero dal momento che gli imperatori risiedevano quanto a Valente in oriente, a Costantinopoli, e quanto a Valentiniano, a Milano.
Il fisco vorace distruggeva ogni entusiasmo, costringeva i cittadini liberi ad abbandonare casa e poderi e addirittura a rifugiarsi, cosa inaudita, oltre i confini dell' impero per sfuggire ai balzelli.
L' imperatore Valentiniano I, che si rendeva ben conto della situazione tragica, disperata ed esplosiva, convinto forse di poter apporre rimedio o quanto meno alleviare le disgrazie dei cittadini meno abbienti istituì in sostituzione del Defensor Civitatis, la carica di Defensor Plebis che aveva il preciso compito di difendere e proteggere la plebe dai torti subiti a opera dei potenti tra cui, in primis, gli esattori tributari.
Al Defensor Plebis erano attribuiti due poteri importanti:
l' ius interdicendi, che consisteva nel diritto di inviare al governatore le istanze dei sudditi; l' ius agendi cum partibus, che consisteva nel diritto di essere ricevuto dal governatore per portare direttamente allo stesso le lagnanze dei sudditi e perorarne la causa.
La figura del Defensor Plebis – Defensor Civitatis del IV secolo d. C. - sopravisse, con alterne vicende e diversità di incarichi, fino al VI secolo d. C., quando, avendo perduto ormai l' importanza per cui era sorta, venne del tutto soppressa dall' imperatore d' oriente Leone IV detto il Saggio.
Ma, in realtà, le origini del Difensore Civico sono da ricercarsi in secoli addietro, verso il 494 o il 471 a. C., quando, si ritiene, sia stata istituita la magistratura dei Tribunati della Plebe.
Come è ben noto i Tribuni plebis furono istituiti (in numero di 2 o di 4 sino a raggiungere nel 449 a. C. il numero di 10) dopo aspre lotte dei plebei, i quali, dopo averne ottenuto l' istituzione pretesero per i tribuni l' inviolabilità con la conseguenza che chi li aggrediva o creava loro ostacoli nell' esercizio delle loro funzioni veniva bandito.
Avevano, i Tribuni della Plebe, sin dalla loro istituzione effettiva, (sembra certa la data del 471 a. C.), il compito di difendere i plebei nei confronti dei patrizi, divenuti sempre più potenti e aggressivi, e di fare rispettare i diritti e gli interessi dei plebei stessi con i loro interventi, spesso tempestosi, all' interno dell' ordinamento romano.
Se prima del 471 a. C. i Tribuni della Plebe erano nominati in modo informale, da tale data vennero eletti dai Comitia Tributa e, successivamente, dai Concilia Plebis.
Venuta meno la distinzione tra patrizi e plebei, specie con la lex Hortensia de plebiscitis del 287 a. C., che stabilì l' uguaglianza tra le deliberazioni della plebe e le leggi, i Tribuni della plebe divennero i difensori delle classi meno abbienti e più deboli contro gli abusi dei magistrati.
La carica venne assunta, successivamente, dall' imperatore e così la tribunicia potestas, di cui i tribuni erano investiti, finì per perdere la sua importanza e le motivazioni per cui era sorta.
I tribuni della plebe non avevano l' imperium, cioè il complesso dei poteri propri dei pretori, dei consoli, dei dittatori, ma avevano un potere esclusivamente difensivo che si estrinsecava, soprattutto nell' intercessio tribunicia, ossia nel potere di veto contro qualsiasi atto degli organi cittadini ritenuto lesivo dei diritti della plebe.
Avevano altresì la facoltà di aiutare i cittadini contro qualsiaisi magistrato, di convocare i concilia plebis, di convocare il Senato per l' emanazione di pareri (Senatus consulta).
Alla luce di questi precedenti non è da ritenersi riprovevole o frutto di ingiustificata megalomania l' attribuire, ripetesi, la figura del Difensore Civico, alla nostra tradizione e alla nostra cultura.
**************************************
Riferendoci all' oggi dobbiamo rilevare che i cittadini non conoscono ancora bene il Difensore Civico e sarebbe necessario che la sua istituzione ed esistenza venisse resa nota in modo adeguato, e che, inoltre venissero rese note le sue facoltà se non proprio i suoi poteri.
Il nostro ordinamento ha concesso ai cittadini, seppure in modo non precisamente definito, una difesa ulteriore dei loro diritti e interessi, una difesa gratuita che è pronta a tutelarli contro ogni ingiusta pretesa, contro ogni prevaricazione che possa loro arrecar danno.
E' pur vero che esistono le vie della giustizia civile, penale e amministrativa in tutte le forme e in tutti i gradi, ma non è meno vero che, pur senza colpevolizzare nessuno, la maggioranza delle procedure hanno così dilatato i tempi che l' ottenere giustizia sembra diventata una chimera e il più delle volte arriva troppo tardi quando le situazioni si sono risolte magari in modo insoddisfacente o quando i richiedenti non sono più in vita.
Ed ecco che il Difensore Civico assurge a importanza decisiva per le soluzioni immediate ed entro breve termine, per la possibilità che lo stesso ha di richiedere delucidazioni, di effettuare, se necessario, anche mediazione con le istituzioni di problemi che le istituzioni stesse forse hanno difficoltà a chiarire e sistemare a causa di pastoie varie generate dalla mastodontica macchina burocratica.
Con l' abrogazione dell' art. 130 della Costituzione sono stati eliminati i controlli preventivi di legittimità sugli atti degli Enti locali da parte dell' Organo Regionale di Controllo con la conseguenza di un accrescimento di responsabilità della burocrazia nell' attività di gestione, di un rafforzamento degli esecutivi e, almeno da una immediata valutazione, dell' aumento di compiti e responsabilità del Difensore Civico nella esplicazione del suo mandato, dovendo sopperire a colmare il vuoto lasciato dalla predetta abrogazione.
E' certo, però, che non è questo il compito del Difensore Civico il quale, oltretutto, non ha poteri specifici al riguardo delle leggi dello Stato.
E', pertanto auspicabile, che vengano meglio definiti poteri, mansioni, competenze territoriali del Difensore Civico nell' ambito delle leggi nazionali e delle disposizioni dell' Unione Europea.
Non è compito del presente lavoro dilungarsi e disquisire su ciò che è, de iure condito, e di proposte, necessità e chiarimenti, de iure condendo, ma, brevemente, si può osservare che si ritiene vi siano difficoltà di ordine costituzionale nella possibilità dell' istituzione di un Difensore Civico nazionale a cui non si possono attribuire mansioni e poteri che sarebbero propri di una magistratura intesa come organo di controllo di poteri costituzionali degli Stati indipendenti e sovrani; che, se pure ormai tutte le Regioni hanno isituito il Difensore civico, non esistono regolamentazioni precise dei rapporti tra i difensori civici regionali, provinciali e comunali; e che, comunque e in ogni caso, bisogna sempre tenere presente la assoluta autonomia e indipendenza del Difensore Civico, a partire dal Difensore Civico comunale.
Ma è soprattutto nello spirito di collaborazione, onesta e leale, con i vari Enti e le Istituzioni che si manifesta la vera essenza e il vero potere del Difensore Civico.
Infatti, se è pur vero che il Difensore Civico non può interferire nelle scelte politiche degli Enti e delle Istituzioni che per legge godono di autonomia, non è men vero che può chiedere delucidazioni sull' operato nell' applicazione delle decisioni quando si evidenziano lesioni degli interessi legittimi e dei diritti soggettivi dei cittadini.
Il Difensore Civico a Rimini
Da “La storia di Rimino” di Antonio Bianchi leggiamo: “Fu questa città capo della Provincia, la quale dal suo nome chiamarsi Rimino Provincia ed anche Gallia, e questa stendersi sino al Rubicone, che era il confine d' Italia nelle storie tanto famoso.
Tito Livio, oltre agli altri scrittori antichi romani e greci, ne la rammenta.........e nè medesimi storici trovasi decorata dè più fastosi titoli – Plutarco la chiama “ampla”, Strabone “illustre” e la più gran città d' Italia, Appiano “magna-nima”, Sivio Italico, Cicerone “fedele sostegno dell' Impero Romano, fiore d' Italia ecc”.
La sua unione e fedeltà verso Roma le costò assai cara,....poichè costretta a correre la sorte di Roma, soggiacque a tutte le vicende....e piccolo compenso le fu il privilegio non comune di succedere all' eredità dei Romani.”
S.P.Q.A. ...Senatus Populusque Ariminensis. Così i riminesi amano esprimersi quando parlano di loro e della loro città – appunto perchè ritengono di poterlo dire con orgoglio per la fedetà a Roma e per il riconoscimento della loro successione a Roma e all' orgoglioso Senatus Populusque Romanus.
Ed è con orgoglio che la città di Rimini, che conobbe il tormento e la decisione storica di Cesare, appunto per la sua romanità, porta nel suo stemma il motto “jacta est alea”. (Svetonio, “Cesare”: “Alea Jacta est”).
Città magnifica dunque che, pur conoscendo molteplici cadute ha saputo sempre rialzarsi, distrutta più volte, più volte ricostruita, forse come prima, forse, meglio di prima.
Oggi Rimini è una città di grande respiro turistico e si vuole sia non solo la capitale del turismo d' Italia, ma la capitale del turismo dell' Europa.
Città cosmopolita in cui si intrecciano e si confondono razze, idiomi, religioni.
Città accogliente e generosa, giocherellona e munifica, meta di speranze e di realizzazione di sogni.
Città molto amata da tutti, ... anche dai cinesi dal momento che molte sono le attività commerciali gestite da cinesi, che, con la quasi sistematica parziale occupazione di importanti vie, in particolare del centro storico e di Marina centro, ci ricordano che “la Cina è vicina” e che Rimini è un' interlocutrice importante e forse privilegiata nello scenario di relazioni tra i popoli.
E così nel suo libro, la britanna dell' “Ode alle Terme di Caracalla” di Carducciana memoria, potrà cercare non solo le “minacce di romane mura al cielo e al tempo” tra cui i superbi “Arco di Augusto” e “Ponte di Tiberio” e splendide opere rinascimentali, tra cui il Tempio Malatestiano ma anche i mille alberghi, le numerose discoteche, e Fiabilandia e l' Italia in miniatura, e la Darsena e la Fiera ed altro ed altro.
Questa è Rimini oggi.
Ed è in questa città e in questa complessa realtà che il Difensore Civico ha dovuto e deve muoversi e agire, con serenità e con alto senso di responsabilità, per dare una risposta a tutto, perchè a lui si chiede di tutto.
Attivita' del Difensore Civico
Nel corso dell' anno 2003, all' Ufficio del Difensore Civico sono state avanzate, in totale, 328 istanze.
Di queste ne sono state evase 297, mentre ne rimangono in via di definizione 31.
Occorre rilevare che, avendo accettato l' incarico il 19 settembre 2003, nel periodo che va da tale data al 31 dicembre 2003 sono state avanzate 70 istanze, di cui 51 definite e 19 rimaste aperte.
Riteniamo corretto mettere in chiaro che l' Ufficio del Difensore Civico era rimasto sprovvisto del segretario dal 13/08/2003 e che, solamente in data 30/09/2003, è stato assegnato all' Ufficio come segretario, il dott. Augusto Sapigni, funzionario amministrativo di ruolo livello D, e che, pertanto, dalla data della sua assegnazione e di presa effettiva dell' incarico, l' Ufficio ha potuto svolgere la sua attività normale, pur essendosi il Difensore Civico insediato sin dalla nomina.
Ovviamente è stata richiesta, per alcuni giorni, la collaborazione del Difensore Civico precedente, avv. Saverio Bartolomei e della segretaria precedente, dott.ssa Lucia Addeo, per poter meglio conoscere la situazione delle 71 pratiche ancora in essere al momento del passaggio, diciamo,delle consegne.
La collaborazione, aperta e concreta, è stata utile per la risoluzione delle pratiche in istruttoria per cui si è potuta addivenire alla soluzione di quasi tutto il sospeso lasciando solo 12 pratiche in via di definizione.
La situazione relativa all' anno 2003, pertanto, si può così puntualizzare:
Pratiche aperte | 328 |
Pratiche definite | 297 |
Pratiche da definire31 | |
di cu aperte dal 01/01/03 al 18/09/03 | 258 |
definite entro il 18/09/03 | 187 |
ancora in essere il 19/09/03 | 71 |
di cui definite entro il 31/12/03 | 59 |
rimaste aperte al 31/12/03 | 12 |
Ed in relazione al momento del nostro incarico dal 19/09/2003:
Pratiche aperte | 70 |
Pratiche definite entro il 31/12/03 | 51 |
Pratiche da definire | 19 |
Totale delle pratiche definite dal 19/09/03 al 31/12/03 | 110 |
Totale pratiche rimaste aperte al 31/12/03 | 31 |
Al fine di poter ben comprendere e, quindi, di poter ben indicare le pratiche, si è ritenuto opportuno, in aderenza ai compiti definiti all' art. 60 comma 4 dello Statuto del Comune di Rimini che stabilisce:
“Il Difensore Civico svolge un ruolo di garante dell' imparzialità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione Comunale, delle Istituzioni, delle Società e degli Enti controllati dal Comune.”, richiedere la precisa indicazione “delle Aziende speciali, delle Società e degli Enti controllati dal Comune.”
Il Servizio Partecipazioni Comunali ha inviato il seguente elenco:
1 Aeradria .s.p.a.;
2 Agenzia Tram;
3 Amfa spa;
4 Amir spa;
5 Ato Rimini;
6 Centro Agro Alimentare Riminese spac;
7 Consorzio Stazione srlc;
8 Hera spa;
9 Is.Na.R.T. Spa;
10 Itinera spac;
11 Rimini Fiera spa;
12 Rimini Teatro spa;
13 Riminiterme spa;
14 Romagna Acque spa;
15 Scuola Regionale Specializzata di Polizia Locale srlc;
16 Servizi Città spa;
17 Tram Servizi spa;
18 Uni.Tu.Rim. Spac.
************************
Inoltre si è ritenuto opportuno richiedere ai dirigenti comunali la collaborazione necessaria per lo svolgimento sereno e proficuo dell' incarico affidatoci e che intendiamo svolgere senza tentennamenti o remore di alcun tipo.
Ci hanno rassicurato, al riguardo, le risposte date e, pertanto, siamo certi che la collaborazione sarà reciproca nella soluzione dei problemi; e ciò non solo nell' interesse dei cittadini e di tutti coloro che a noi si rivolgeranno, ma nell' interesse della Pubblica Amministrazione stessa, a cui sarà reso grazie per la soluzione dei problemi e anche per la nomina del Difensore Civico, a cui si sono rivolti, perchè certamente tutti capiranno e si renderanno conto che la nomina del Difensore Civico, non obbligatoria ma facoltativa per l' amministrazione, è stata voluta dalla stessa amministrazione per offrire ai cittadini un ulteriore mezzo a difesa dei loro interessi e dei loro diritti ed a dimostrazione che vuole fermamente il bene della cittadinanza e non ha preoccupazione per le eventuali richieste del Difensore Civico, in quanto non sono da considerare interferenze nello svolgimento dell' attività ma collaborazione per il raggiungimento dello scopo del bene di tutti.
In verità i dirigenti tutti hanno accolto con doveroso rispetto l' invito alla collaborazione e si sono comportati con molta correttezza e sollecitudine nel rispondere, alle varie richieste, con dovizia di particolari e anche di notizie tecniche.
D' alta parte non si può pensare che la richiesta di certi comportamenti e la spiegazione di certe situazioni che si sono venute a creare non possano suscitare, nell' immediato, una certa diffidenza e forse un certo fastidio, ma non si può e non si deve ritenere che il Difensore civico non espleti un compito coerente al suo mandato nel massimo rispetto e nella massima lealtà verso le istituzioni e, in particolare verso l' amministrazione comunale – E la frase citata delle Satire di Orazio: “Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum” stà a significare che non si chiede l' impossibile e nemmeno la quintessenza della perfezione, ma che, semplicemente, si chiede che nell' agire sia stata e venga usata diligenza e buona volontà, nei limiti al di qua o al di là dei quali non può essere considerato giusto un comportamento.
Ed anche, se qualcosa di non perfetto sia accaduto, di porre energie e corretto impegno per una possibile sistemazione.
E il “se” sta anche a significare che non sempre chi si rivolge al Difensore Civico ha ragione di lamentarsi: molte volte una situazione è stata male interpretata per incapacità o per non sufficienti e chiare informazioni.
E in tali casi bisogna fare comprendere che l' amministrazione ha agito bene.
Pertanto, il Difensore Civico ha necessità di risposte per poter definire la pratica, anche se solo per dire che così doveva essere.
Senza necessità, si spera, di incomprensioni che possano determinare nell' amministrazione gli interventi di cui al comma 9 dell' art. 60 dello Statuto.
*************************
Dall' esame della documentazione agli atti, si possono facilmente rilevare gli argomenti che sono stati oggetto delle pratiche e gli uffici o enti coinvolti. Per 131 di esse sono stati interessati gli Uffici dell' amm.ne comunale e, per la precisione:
Polizia Municipale 32; Mobilità 16; Edilizia e Condono 14; Servizi Sociali e Sanità 13; Organizzazione 12; Demografico 11; Tributi 9; LL.PP. 5; Sindaco 4; Decentramento 3; Ambiente 3; altri uffici 9.
Gli oggetti riguardano principalmente: contestazioni di contravvenzioni, richiesta di controlli, particolarmente sull' inquinamento acustico, domande di chiarimenti o di modifiche attinenti alla segnaletica stradale, pratiche riguardanti i passi carrai privati, segnalazioni di presunti abusi edilizi, richieste di chiarimenti o di intervento riguardo alla situazione giuridica del personale dell' ente, questioni inerenti all' applicazione dell' Ici e altro.
96 pratiche invece sono relative a pareri forniti a privati, mentre 101, riguardano altri enti pubblici di cui: 25 sono inerenti a Hera e 6 alla Tram, società controllate dal Comune di Rimini; 17 riguardano altri comuni ; 6 l' Inps e l' Inail; 6 Arpa e telefonia; 5 varie Agenzie delle Entrate; 5 la provincia di Rimini e altre; 5 vari Uffici del Governo; 5 l' Acer; 4 l' Ausl Rimini; 3 le Poste; 3 l' Aci – Pra; 2 le FF.SS.; 2 la Corit; 5 altri enti.Gli oggetti dei pareri forniti a privati sono per lo più attinenti a liti fra vicini e condomini oltre che a separazioni coniugali. Le pratiche riguardanti Hera sono relative principalmente al taglio o potatura di alberi e siepi pubbliche, posizionamento di cassonetti, contestazioni di fatture Tarsu. Per la Tram si evidenziano principalmente le richieste di messa in sicurezza, anche riguardo ai disabili, delle fermate. Altre richieste di intervento riguardano la viabilità provinciale, l' inquinamento da elettrosmog, controlli sanitari, il “mobbing”, l' accesso alle case popolari, la richiesta di assistenza sanitaria, la contestazione di contravvenzioni elevate in altri comuni e, vi sono anche richieste d' intervento da parte di cittadini residenti in comuni in cui non è stato istituito il Difensore Civico.
Si è potuto rilevare, per quanto concerne l' età, che la maggioranza degli istanti è formata da persone di età medio – alta.
Ed è questa maggioranza che ha molti problemi da esporre e si reca nell' Ufficio del Difensore Civico con più frequenza.
Trattasi in generale di questioni legate, per la maggior parte, a problemi economici ed a necessità relative alla tranquillità turbata da rumori molesti, quali musica ad alto volume, abbaiare di cani.
Le istanze dei giovani sono state relativamente poche e quasi tutte riguardanti problemi di occupazione e di lavoro.
*********************
Oltre ai cittadini residenti a Rimini si sono rivolti al Difensore Civico chiedendone l' intervento, come già accennato, cittadini di Comuni italiani non aventi Difensore Civico.
Non sono mancate istanze di stranieri.
Una signora albanese ha chiesto, addirittura, l' intervento del Difensore Civico per riavere la proprietà di un suo terreno, assegnato ad altri dopo che lei aveva abbandonato l' Albania alla fine dell' ultima guerra.
Ovviamente abbiamo dovuto spiegare che non era nostra competenza e che non avevamo poteri al riguardo consigliandola di rivolgersi al consolato Albanese e ad un avvocato del posto: ciò nonostante è venuta più volte in ufficio..... per ringraziare.
************************
Non è compito del Difensore Civico addentrarsi in analisi finanziarie ed economiche per mettere in evidenza le varie incidenze sulla vita reale dei cittadini.
Non si chiederà, quindi, di evidenziare e supporre responsabilità nè, tantomeno si indicheranno rimedi come depositari di verità indiscusse. Né con sicumera, come spesso accade, si cercherà di dare la colpa di tutto all' Euro.
Ma la verità è che quella ripetutissima frase “i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri” si rivela veritiera, almeno nella parte che riguarda “i poveri”, che sempre in maggior numero si rivolgono al Difensore Civico, il quale conosce giornalmente il travaglio dal punto di vista di doglianze della classe meno abbiente e non della classe abbiente, certamente non vasta.
Infatti, volendo individuare dal punto di vista del censo chi si è rivolto al Difensore Civico, si può affermare che la quasi totalità delle istanze è stata presentata da persone aventi modeste risorse e possibilità economiche e, spesso, per motivi economici anche di lievi importi, ma necessari a tutelare l' equilibrio richiesto dalle necessità giornaliere di sopravvivenza.
Del resto basta osservare alcune dolorose realtà esprimenti disagio sociale quali gli sfratti per morosità, gli interventi effettuati dal comune per difficoltà economiche, da 434 del 2002 a 629 nel 2003, e a sostegno delle famiglie con contribuzioni varie, per rendersi conto della realtà della situazione.
Desta preoccupazione, con induzione a seri ripensamenti, il fatto che persone si rivolgano al Difensore Civico per il vero o presunto errore di qualche euro in bollette dell' ENEL, dei telefoni, dell' acqua ecc. perchè ci si accorge che quella piccola somma assurge a importanza nel bilancio familiare.
E quando si parla di meno abbienti non bisogna ritenere che trattasi di veri e propri indigenti, ma che trattasi di piccoli artigiani, di pensionati sociali, di dipendenti a basso stipendio e di piccola borghesia.
Senza dilungarci in una elencazione casistica delle attività svolte, facilmente rilevabile da quanto innanzi scritto, riteniamo, comunque, opportuno accennare ad un nostro intervento presso la Direzione Regionale delle Entrate dell' Emilia – Romagna.
Oggetto: Accorpamento dei due Uffici locali di Rimini.
A seguito della decisione di operare in Rimini l' accorpamento dei due Uffici locali di via Macanno e di via IV novembre da parte dell' Agenzia delle Entrate dell' Emilia Romagna e delle lamentele e preoccupazioni al riguardo espresse dai cittadini, venne effettuato un intervento, con lettera del 25/11/2003 dell' Ufficio del Difensore Civico, tendente ad ottenere conferme che “l' accorpamento” non volesse significare la soppressione dell' Ufficio 1 di via IV novembre.
Si giustificò l' intervento affermando che il Difensore Civico “quale attento osservatore degli interessi e delle necessità della cittadinanza” dovesse, “indipendentemente dalle sollecitazioni dei cittadini, non ignorare il problema e, pertanto, venne fatto presente che la città di Rimini, nella sua complessa realtà, presentava caratteristiche diverse da altre città, specie per il divario enorme, per buona parte dell' anno, tra utenti e cittadini residenti e che il disagio che sarebbe derivato dalla eliminazione dell' Ufficio di via IV novembre sarebbe stato notevole in quanto l' Ufficio del centro si presenta, per l' accesso, molto più agevole dell' Ufficio, abbastanza decentrato, di via Macanno, pur se questo ha possibilità di parcheggio e facilità di accesso per alcuni utenti provenienti da altre zone della provincia.
Con lettera del 4 dicembre 2003, il direttore dell' Agenzia delle Entrate di Bologna, dott. Villiam Rossi, nel mentre rendeva noto “l' esigenza di razionalizzare i costi necessari per il funzionamento e di abbinare le scelte strategiche al nuovo quadro normativo e processuale per meglio rispondere alle aspettative dalla collettività” e che, pertanto, in questo contesto era necessario accorpare i due uffici di Rimini, esprimeva la volontà di non penalizzare la città di Rimini assicurando che, pur confermando l' accorpamento dei due Uffici con sede centrale in via Macanno, sarebbe stato mantenuto l' Ufficio di Rimini centro come sede distaccata in cui veniva garantita continuità di servizio per i contribuenti di Rimini e provincia, i quali avrebbero potuto “rivolgersi indifferentemente agli sportelli attivi sia nel centro di Rimini sia in zona più decentrata dotata di parcheggio.”
Come seguito dell' impegno assunto ed alle assicurazioni date, con lettera del 12 dicembre 2003, prot. n. 2003/59108 lo stesso Direttore regionale, dott. Villiam Rossi, comunicava: che il giorno 2 gennaio 2004 sarebbe stato attivato nella Regione Emilia Romagna l' Ufficio di Rimini che unificava i due Uffici dell' Agenzia delle Entrate di Rimini 1 e Rimini 2;
che la sede del nuovo Ufficio restava ubicata in via Macanno n. 37 e che veniva mantenuto, presso la sede dell' Ufficio di Rimini 1 in via IV novembre n. 21 “una sede decentrata” con allocato un front office, dove il cittadino avrebbe potuto trovare gli stessi servizi offerti in via Macanno, con precisazione che rimanevano per gli Uffici gli stessi numeri telefonici: sede di via Macanno tel. 0541/300111 e fax 0541/300248, sede di via IV novembre tel. 0541/58311 e fax 0541/26936, indirizzo e-mail: uf.rimini@agenziaentrate.it.
La stessa comunicazione veniva spedita a tutti gli Uffici ed Enti interessati con intento di dare ampia diffusione della comunicazione alle diverse strutture teritoriali dipendenti.
Certamente non si vuole attribuire all' intervento del Difensore Civico la soluzione di un problema che poteva essere di conseguenze gravose per i cittadini ed utenti, ma se l' intervento del Difensore Civico è stata la “goccia” che ha determinato l' impegno e la garanzia del Direttore Regionale col provvedimento successivo, vuol dire che non si è operato invano.
Osservazioni e suggerimenti
Per l' art. 64 dello Statuto del Comune di Rimini il Difensore Civico deve formulare osservazioni e suggerimenti sul funzionamento degli uffici e degli enti o aziende oggetto del suo intervento, cioè, in pratica esprimere giudizi e dare consigli per un possibile meglio operare in futuro.
I giureconsulti romani nel groviglio di leggi, di massime, nella confluenza dei molteplici casi e nel multiforme variare della volontà umana, ritennero di posare l' essenza del diritto derivandolo da quell' eterna giustizia che è innata in ogni uomo e, pertanto, lasciarono tre fondamentali regole in quel sublime brocardo che può, giustamente, considerarsi racchiudere ogni elemento di giustizia e di corretto comportamento: honeste vivere, alterum non ledere, suum cuique tribuere.
Se queste massime, che sarebbe bene scrivere in ogni luogo dove si amministra la giustizia e si opera per la gente, venissero osservate senza intoppi o tentennamenti, certamente non vi sarebbe necessità di osservazioni e di suggerimenti.
Purtroppo non sempre accade così e non sempre il mancato accadimento può attribuirsi alla umana volontà e all' umano impegno.
Molti fattori, infatti, possono influire in negativo contribuendo alla esecuzione non corretta: la situazione non comoda degli uffici in cui svolgere l' attività lavorativa; la non rispondenza del rapporto fra personale e lavoro, specie nei momenti critici; la non perfetta adeguatezza dei mezzi forniti messi a disposizione dinanzi all' avanzare della tecnologia; le incomprensioni; motivi familiari e di salute ecc.
E allora, giustamente e con molta serenità, si possono, in relazione all' esperienza determinata da vari casi trattati, avanzare osservazioni, suggerire rimedi tenendo sempre presente però, e con molta umiltà, che nessuno è infallibile e che non sempre si possono raggiungere certi traguardi quando vi è impossibilità e deficienza di mezzi.
Conta, però, che se le osservazioni e i suggerimenti, vengano, se vi sono le possibilità, accolti.
a) - Servizio Controlli Edilizi
Nel Servizio Controlli Edilizi si lamenta che le risorse sono inadeguate rispetto al carico di lavoro da evadere e, pertanto, si giustifica il mancato tempestivo intervento diretto ad effettuare accertamenti che comportino rilievi tecnici.
Sono, pertanto, comprensibili le lamentele di cittadini al Difensore Civico relativamente a dei ritardi come appaiono comprensibili le giustificazioni degli Uffici.
Fatto è, però, che la situazione deve essere risolta in quanto non si possono rinviare le pratiche alle “calende greche” a scapito dei diritti e degli interessi dei cittadini.
Si rende, quindi, necessario da parte dell' Amministrazione Comunale un intervento teso a fornire i mezzi, sia come personale, sia come fondi economici.
Ovviamente si rende anche necessario un intervento atto ad acclarare se la situazione di stallo dipenda da quanto evidenziato dai responsabili degli uffici o da comportamenti negativi di cattiva volontà o di scarso interessamento, di deficienza di impegno professionale, non volendo ritenere che si possa pensare a vera e propria negligenza.
E dalla realtà degli accertamenti l' Amministrazione Comunale potrà trarne le logiche conseguenze, in senso positivo o negativo, circa eventuali provvedimenti da prendere senza indulgere con troppa bonomia in quei casi in cui risulti palese l' eventuale menefreghismo o, cosa più grave, voluto disinteressamento.
b) Servizio Controllo Popolazione Canina
Altro intervento che si ritiene necessario è un invito alla Polizia Municipale a pretendere l' osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle ordinanze sia sindacali che ministeriali in relazione al controllo della popolazione canina.
Sembra, infatti, che vengano continuamente disattesi, in particolare, sia il regolamento di cui a D.C. 170 del 29.07.1999, che l' ordinanza del Sig. Sindaco del 28 ottobre 1999 prot. 266287E, e l' ordinanza del Ministro della Salute del 9 settembre 2003
E' veramente disdicevole vedere deiezioni di animali nei giardini pubblici frequentati da bambini, lungo i viali della città, nelle piazze e nelle vie più importanti.
Certamente si deve avere rispetto per gli animali, ma non si deve dare corda a persone che non rispettano gli altri conducendo in giro animali per le loro necessità senza curarsi della raccolta delle deiezioni, lasciando che i bambini giochino in mezzo ai rifiuti con tutte le conseguenze del caso e non curandosi delle imprecazioni di chi, trovandosi a calpestare delle deiezioni, se la prende con i vigili, con l' autorità comunale e col mondo intero.
Diverse lamentele si sono avute inoltre per lo stato di assoluta libertà in cui vengono lasciati i cani nei parchi.
La gente ha paura, ha ragione di avere paura perchè le conseguenze potrebbero essere gravi. Non si può loro impedire di avere paura.
E poi perchè togliere alle persone la possibilità di essere sereni e di godersi una passeggiata senza il pericolo di incontri ritenuti pericolosi?
L' Amministrazione Comunale dovrebbe comunque anche provvedere ad individuare delle zone in cui i cani possano avere la loro libertà anche in relazione alle loro necessità fisiologiche.
Solo così si potrebbe dare una giusta soluzione al problema togliendo a chi non vuol capire anche la possibilità del mugugno.
c) Revisione dello Statuto e del Regolamento
Abbiamo preso parte in Riccione a un convegno dei Difensori Civici e ci siamo resi conto dai vari interventi che la figura, le competenze e i poteri del Difensore Civico sono non ben definiti, alquanto generici e, oltretutto, non interpretati in ugual modo e in uguale misura nei vari Statuti Comunali, Provinciali e Regionali.
Del resto, tutto questo risulta evidente scorrendo le pagine dei vari congressi e delle varie relazioni.
Anche per la Regione Emilia – Romagna si è sentita la necessità di rivedere la posizione del Difensore Civico con la Legge Regionale 16 dicembre 2003 n. 25 recante: “Norme del Difensore Civico Regionale – Abrogazione della Legge Regionale 21 marzo 1995 n. 15”.
Nella sua relazione al progetto di detta legge, il Consigliere Regionale, avv. Marco Lombardi, si era così espresso: “Allo stato attuale il Difensore Civico è un organo operante su una sfera di competenze artificiosamente ristrette, e senza poteri realmente incisivi. All' importanza della funzione astrattamente conferitagli, non corrispondono facoltà di azione e intervento adeguate."
E aveva sollecitato l' approvazione della legge proposta per la spinta di nuovi indirizzi determinati dalle modifiche costituzionali che hanno attribuito prioritariamente a Comuni e Provincie le funzioni amministrative; dell' introduzione nell' amministrazione del concetto di trasparenza e di valutazione del personale; dell' affermarsi nei cittadini e negli utenti dei propri diritti; della proliferazione di associazioni a tutela dei diritti e degli interessi diffusi, che obbligava a una revisione dell' Istituto del Difensore Civico, istituito nella Regione Emilia – Romagna nel 1984, riformato, poi, nel 1995.
E la sopraindicata nuova norma di legge, pubblicata sul Bollettino Uficiale n. 188 del 16 dicembre 2003, ha apportato diverse modifiche nei compiti e nelle funzioni del Difensore Civico Regionale con implicazioni anche sui Difensori Civici Provinciali e Comunali (vedi art. 13).
Si rende necessario, pertanto, anche da parte del Comune di Rimini, rivedere lo Statuto in relazione a detta legge e, pur mantenendo , e sempre affermando, l' autonomia del Difensore Civico, adeguare lo Statuto stesso, possibilmente, alle nuove disposizioni della Regione Emilia – Romagna.
Ed anche da rivedere il Regolamento, a proposito del quale si rileva che vi sono discordanze tra lo Statuto e il Regolamento vigente che andrebbero subito eliminate.
Una proposta
Rimini ha capacità qualificate di accoglienza, può offrire servizi a costi abbastanza sostenibili ed è città in cui tutti vengono volentieri, sia per la sua posizione centrale che per la gioia di vivere che sa suscitare.
L' Amministrazione Comunale si dovrebbe rendere promotrice - e sponsorizzare - un Congresso di tutti i Difensori Civici d' Italia, con invito anche del Mediatore Europeo e di esperti del settore, in modo che da questo congresso possano uscire non solo idee ma si possa concretizzare una proposta di legge organica e, per quanto possibile, completa sul Difensore Civico e i suoi compiti alla luce delle esperienze acquisite.
E si potrebbe pensare anche a un Difensore Civico munito di toga, magari con i colori della Città che rappresenta, a un Difensore Civico che presta giuramento, ad una giornata del Difensore Civico ed altro.
E si potrebbe, inoltre, pensare di fare di Rimini la sede permanente dei Difensori Civici d' Italia
Considerazioni finali
Signor Sindaco, signor Presidente del Consiglio Comunale, signori Consiglieri Comunali,
non possiamo affermare di essere certi di avere svolto il nostro incarico nel migliore dei modi, ma possiamo affermare che ci siamo impegnati affinchè si potessero raggiungere risultati apprezzabili.
Ma se risultati si sono ottenuti lo si deve anche alla collaborazione avuta da parte delle Istituzioni e dei loro dirigenti a cui va il nostro ringraziamento.
Non possiamo esimerci dal ringraziare l' Amministrazione Comunale per avere assegnato all' Ufficio del Difensore Civico, quale segretario, il dott. Augusto Sapigni che, con la sua preparazione e diligenza, ha reso possibile il corretto andamento delle pratiche e preparato, con la sua gentilezza, anche gli istanti agli incontri col Difensore Civico in modo possibilmente sereno, senza accenni polemici sulle persone e senza considerazioni di natura politica, ma esclusivamente per esporre i fatti lamentati per cui si era ritenuto rivolgersi al Difensore Civico per ottenere lumi e, se possibile, interessamento e risposte.
Per il futuro intendiamo, sempre con la collaborazione di tutti, approfondire in meglio il nostro lavoro affinchè ogni istanza ottenga risposta senza ombre e senza dubbi.
Amiamo la citta' di Rimini e saremmo felici se, oltre che per il comportamentodell' Amministrazione Comunale, anche per il nostro comportamento e il nostro agire Rimini potra' essere citata e ricordata non solo come "Rimini citta' di mare", che e'un dono avuto dalla natura, ma come "Rimini citta' da amare" per le buone cose che la volonta' ed il lavoro di uomini responsabili ha saputo creare per il bene e la gioia di tutti.
Il Difensore Civico
Avv. Francesco Barletta
Rimini, Marzo 2004