Il problema sarà sempre più presente nella coscienza della popolazione italiana, i dati ONU registra

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A quasi 20 dall’approvazione della L. 13/89 si può verificare che le opere realizzate secondo norma non rispondono effettivamente ai desiderata originari e soprattutto alle aspettative degli utenti disabili.

Il problema sarà sempre più presente nella coscienza della popolazione italiana, i dati ONU registrano l’Italia come la nazione europea con il più alto tasso di anziani (24,5%), si calcola che nel 2010 la metà della popolazione avrà almeno 60 anni; ciò significa che essa invecchia ed invecchiando aumenta il bisogno di più alti livelli qualitativi.

Da osservatori attenti, si nota che nelle città e in particolare nelle grandi città le vecchie barriere si stanno moltiplicando di numero e che altre -imprevedibili- nascono per l’aggravarsi di problemi come quelli della congestione, delle nuove forme di povertà e marginalità, dell’inquinamento, del traffico; soprattutto per il problema sempre più ingestibile della sicurezza personale e collettiva. In questi anni proporzionalmente al numero dei temi affrontati ed alla relativa ricerca della massima diligenza applicativa, sono nati tra i professionisti del settore edilizio nuovi dubbi ed una relativa difficoltà nell’ottenere uno schema interpretativo univoco nella risoluzione dei casi più controversi.

Lo strumento normativo non ha avuto un’univoca attuazione operativa da parte di tutti gli interessati, sia in veste di tecnici professionisti positivamente orientati al rispetto della norma stessa, sia in veste di futuri tutori e controllori di una sua corretta applicazione, come funzionari addetti alla gestione del territorio e come membri di commissioni edilizie, urbanistiche, sanitarie e/o quant’altro. A partire dalla fine degli anni ’90 in vari comuni italiani sono nate volontariamente delle commissioni barriere architettoniche che hanno cercato di risolvere la problematica dell’interpretazione univoca della norma¸ ovvero di fornire ai progettisti tutte le indicazioni , i criteri e le linee guida da rispettare in fase di studio della progettazione con verifica del progetto preliminare e sopralluoghi in fase di cantiere in accordo con la direzione lavori.

La nomina della commissione barriere architettoniche (C.ABA) è di uguale durata della Giunta che l’istituisce. In particolare presso il comune di Rimini la commissione barriere architettoniche (C.ABA) è stata istituita con Deliberazione di G. C. n. 83 del 12/02/98; la deliberazione di G. C. n. 360 del 23/05/2000 e la deliberazione di G. C.del 5/02/02 rinominano la commissione ABA in seguito alle elezioni amministrative. Considerando la deliberazione di G. C.a vasta attività della Commissione è stato deciso di suddividere il lavoro e di istituire una sottocommissione barriere architettoniche (ABA) a partire dal 12/07/02. La Commissione e sottocommissione forniscono un parere scritto sul rispetto delle normative vigenti con una valutazione sulle scelte progettuali , dei materiali adottati ecc. tuttavia il parere ha carattere consultivo ma non vincolante e per questo motivo le azioni svolte dalla Commissione e sottocommissione hanno avuto scarsa incisività . Inoltre dal 1 gennaio 2005 la Regione Emilia Romagna ha istituito un centro di primo livello (CENTRO Adattamento Ambiente Domestico) in ogni provincia della Regione, ovvero ha attivato una collaborazione con i capoluoghi di provincia per un servizio di informazione e consulenza ai cittadini, al fine di trovare soluzioni per l’adattamento dell’ambiente domestico.

Tali centri danno un servizio rivolto a persone anziane e disabili e a tutti coloro che hanno delle limitazioni nello svolgere le attività della vita quotidiana, alle loro famiglie agli operatori dei servizi sociali, ai tecnici progettisti del settore pubblico e privato, ai funzionari comunali che svolgono attività istruttoria in merito alle richieste dei singoli cittadini. In particolare nel centro di primo livello di Rimini, a carattere provinciale, è a disposizione un gruppo di esperti: un coordinatore psicologo, un operatore sociale, un amministrativo, un terapista della riabilitazione, un tecnico progettista, tale personale svolge un servizio di informazione e consulenza per adattare l’ambiente domestico ai bisogni delle persone, individuando soluzioni per favorire l’autonomia individuale