Denominazione CEA Capofila e Responsabile del progetto CEAS Rimini Comune di Rimini - Direzion

Progetto “naturalmente in gioco”

Il Progetto è stato proposto per la prima volta nel 1980 ai bambini che frequentavano l’ultimo anno delle scuole dell’infanzia (5 anni) comunali di Rimini, viene realizzato da allora con continuità pur modificandosi, nel tempo, in alcuni aspetti di carattere organizzativo come la sede del progetto e la durata dell’esperienza.

Denominazione CEA Capofila e Responsabile del progetto

CEAS Rimini

Comune di Rimini - Direzione dei Servizi Educativi

 

Partner, collaborazioni, risorse del territorio (CEA accreditati e Altre strutture)

Guide naturalistiche, Enti ambientali (Guardie Forestali, Parchi naturalistici, guide naturalistiche, ecc.) del territorio in cui si svolge l’esperienza.

 

Soggetti a cui è stato rivolto il progetto

Il progetto è rivolto ai bambini frequentanti l’ultimo anno di scuola dell’infanzia (5 anni).

 

Sito/Pagina web che illustra il progetto, Materiale prodotto

  • Sito web del Comune di Rimini.
  • Videoregistrazioni, documentazioni dell’esperienza.
  • Pubblicazione: Monica Campana e Fiorella Zangari (a cura di), Educazione ambientale e teoria dell’attaccamento, Ed. Erickson, Trento, 2012.
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Descrizione della proposta iniziale, obiettivi e risultati attesi

L’impianto organizzativo del progetto prevede il soggiorno dei bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia accompagnati di propri insegnanti e altri operatori della scuola per 3-4 giorni in località dell’Appennino Tosco-Romagnolo nelle quali è possibile realizzare percorsi didattici mirati all’esplorazione e alla scoperta di ambienti ed elementi naturali. Il progetto si realizza nei mesi di maggio e giugno di ogni scolastico.

L’attività si propone principalmente tre obiettivi:

  1. realizzare un’esperienza di vita a tutto tondo, ossia tale da coprire tutto l’arco della giornata, privilegiando l’autonomia, il fare da sé, nonché le regole della vita comunitaria.
  2. Acquisire strumenti cognitivi per arrivare a comprendere (quindi conoscere) la realtà naturale.
  3. Educare all’osservazione, alla sperimentazione e alla ricerca sostenendo lo spirito d’avventura e il ruolo attivo dei bambini.
  4. stimolare al massimo il concetto pedagogico dell’avventura, privilegiando il vedere, l’osservare, lo sperimentare, il movimento, la fantasia, nel contesto di uno sfondo non privo di elementi sconosciuti, rischiosi, pregno di potenziali vissuti carichi di valenze cognitive.

Le caratteristiche del progetto portano il bambino a vivere un’esperienza di separazione/distacco dalle figure genitoriali e di esplorazione e adattamento a un contesto non conosciuto. I risultati attesi: far sì che il bambino viva in condizione di benessere questa esperienza legata, soprattutto alla relazione significativa instaurata con le proprie insegnanti nei tre anni di frequenza della scuola dell’infanzia e anche alla condivisione con il gruppo dei pari.

 

Descrizione dei risultati a progetto concluso

Negli ultimi dieci anni il soggiorno viene svolto nel territorio dell’Appennino Tosco-Romagnolo, presso l’Ostello della Gioventù “Piscina Nera”, gestito dalla Proloco di Badia Tedalda (AR). Il territorio offre una notevole varietà di esperienze. Per la buona riuscita del progetto risultano molto importanti gli incontri informativi/formativi preliminari con i referenti del territorio rivolti alle insegnanti, per la presentazione dei possibili percorsi ed esperienze da realizzare in loco. Durante il soggiorno le attività vengono svolte con la collaborazione delle guide naturalistiche della proloco locale.

 

Referente a cui rivolgersi per eventuali chiarimenti:

Comune di Rimini – Direzione Servizi Educativi, Dott.ssa Fiorella Zangari fiorella.zangari@comune.rimini.it