La tradizione, non suffragata da testimonianze, vuole che la chiesa, edificata nei pressi delle mu

Resti della Cattedrale di Santa Colomba

La tradizione, non suffragata da testimonianze, vuole che la chiesa, edificata nei pressi delle mura romane nel cuore della città medievale, fosse sorta sulle rovine di un tempio pagano.

Si è ipotizzato che l’edificio, noto alle fonti dal 1015, avesse una struttura a basilica, sul modello diffuso a Ravenna fra V e VI secolo, a tre navate ed abside rivolta canonicamente ad Est, verso la città: orientamento che la chiesa, pur avendo nel tempo subito profonde trasformazioni, modificò soltanto nel XVII secolo, venendo ad affacciarsi sulla piazza.

Tuttavia gli scavi archeologici eseguiti agli inizi degli anni ’90, riferiscono la fase più arcaica della costruzione all’altomedioevo, periodo in cui si data, fra l’altro, un bellissimo capitello marmoreo decorato a bassorilievo.

Dedicata in origine forse allo Spirito Santo in forma di colomba, con la consacrazione a cattedrale (1154) la chiesa fu anche intitolata a Santa Colomba, la giovane spagnola martirizzata a Sens, in Francia, per volontà dell’imperatore Aureliano, le cui reliquie, a bordo di navi mercantili francesi in viaggio nell’Adriatico, sarebbero approdate per un naufragio proprio a Rimini, ove furono a lungo venerate.

Sede anche del parlamento comunale fino al 1204, fu cattedrale di Rimini finchè, nel 1798, cedette il titolo prima alla chiesa di Sant’Agostino e, dal 1809, al Tempio Malatestiano.

Della chiesa, abbattuta nel 1815, non restano che il campanile del XIII-XIV secolo, assai rimaneggiato, ed alcune vestigia conservate in loco, al Tempio Malatestiano e nel Museo della Città.