Dal 1908 il “grandioso albergo” voluto dalla Società Milanese Alberghi Ristoranti e Affini e dal Com

Grand Hotel - Piazzale Fellini

Dal 1908 il “grandioso albergo” voluto dalla Società Milanese Alberghi Ristoranti e Affini e dal Comune, fu il simbolo della Rimini sofisticata della Belle Époque. L’architetto Paolito Somazzi lo progettò su quattro piani con oltre 200 camere, terrazze, saloni, giardini e negozi. Fra gli ospiti erano nobili e celebrità. Un incendio nel 1920, distrusse le due cupole orientaleggianti che lo coronavano. Con i restauri dei primi anni Trenta, riprese l’antico splendore fra feste e mondanità. Dopo l’occupazione e i saccheggi della guerra, rischiò di essere abbattuto come simbolo del potere borghese. Sorte che toccò nel 1948 al vicino Kursaal, il grandioso stabilimento balneare che segnò con la sua costruzione nel 1873, la nascita della Rimini turistica. Opera dell’architetto Gaetano Urbani constava di due piani, con sale per intrattenimenti e spettacoli; verso la città la gradinata e il colonnato richiamavano il teatro del Poletti, mentre il prospetto a mare si apriva in suggestive terrazze. Modificato agli inizi del Novecento e negli anni Trenta, continuò ad ospitare serate di gala per l’alta società e l’annuale Gran Ballo della Stampa cui partecipavano personaggi noti del Regime.

Nel piazzale antistante lo Stabilimento fu inaugurata, nel 1928, la Fontana dei quattro cavalli, opera del riminese Filogenio Fabbri, forse ideata da Gaspare Rastelli. La volontà demolitrice che abbattè il Kursaal non risparmiò la Fontana, rimossa nel 1954. Alla tenacia di Umberto Bartolani si deve il suo ripristino nel 1983 ed il recupero dei cavalli, già collocati nel parco Marecchia.